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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Antonio Mazzi

Biografia di Antonio Mazzi

• San Massimo di Verona (Verona) 30 novembre 1929. Prete. Presidente della Fondazione Exodus. Spesso in tv (Domenica In..., L’isola dei famosi). «In televisione ci vado per disturbare la superficialità, per lanciare degli spot a favore del Cielo».
• «Mio padre è morto quando avevo un anno, e mio fratello è nato pochi mesi dopo la sua scomparsa. Ci ha salvato dalla miseria il fratello di mia madre, che aveva già quattro figli suoi. Io ero una furia, per anni ho fatto piangere tutti quanti: studiavo di giorno, e di notte suonavo per ore il pianoforte. Dovevo scaricare il mio carattere vulcanico. Già al liceo, sentivo che dovevo partire per andare ad aiutare chissà quanti ragazzi matti come me. Il primo vero viaggio “per gli altri” l’ho fatto a Ferrara, dove nel 1954 facevo l’educatore della Città dei ragazzi. Là ho incontrato bambini con problemi molto più gravi del mio pianoforte notturno. Dopo due anni, proprio a Ferrara, diventavo prete nella congregazione dei Poveri servi della Divina Provvidenza. Quegli occhi che bruciano me li sogno ancora di notte».
• «Dal 1962 al 1969 sono stato responsabile del centro giovanile della parrocchia di San Filippo Neri, nella borgata Primavalle a Roma. Ho salvato dallo sbando decine di ragazzi con calcio, pallavolo e pallacanestro. Mi sono spaccato tre volte le gambe» (a Paolo Mosca).
• «È stato tra i primi a capire quanto un’importante attività di comunicazione potesse essere funzionale per ottenere attenzione sulle tematiche legate alla sua attività di sostegno ai giovani» (Marco Bocconi, consigliere d’amministrazione della Meta Comunicazione).
• Nonostante il via libera della Cei, non è andato al Family Day del 12 maggio 2007.
• Alla domanda: quali personaggi famosi, secondo lei, potrebbero funzionare in uno spot, Annamaria Testa ha risposto: «Don Antonio Mazzi. Con quello sguardo...».
• Intervistato da Klau Davi su Klauscondicio (YouTube) nel marzo 2014, si è scagliato contro la magistratura italiana, rea di aver perseguitato Silvio Berlusconi: «I giudici hanno commesso peccati imperdonabili. Sarei capace di perdonare chi ammazza qualcuno se chiede il perdono, ma un magistrato che ha in mano un potere così forte e che lo usa solo per suo interesse, commette un peccato grave. Non capisco perché si possano usare attenuanti nei riguardi di pedofili e assassini seriali, e poi ci si accanisca contro Berlusconi». Nella stessa intervista si è detto a favore delle coppie di fatto, anche omosessuali.
• Le Edizioni San Paolo gli hanno pubblicato, nel 2008, La tv in mano, scritto con Giovanni Anversa e nel 2013 Cambiare noi, scritto con Luigi Ciotti e Antonio Sciortino.
• Interista.