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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Campobasso 20 giugno 1935 – Roma 16 novembre 2012. Scultore. Uno degli artisti più innovativi degli anni Sessanta. Con le sue sculture in metacrilato sviluppò, con ambiguità e ironia, una dimensione artificiale della natura destinata ad anticipare certe ricerche recenti su tecnologia e virtualità. Considera il suo lavoro una provocazione e definisce squallido il materiale che usa per i suoi lavori: il polimetilmetacrilato, detto anche perspex, una sorta di plastica stampata sottovuoto, trasparente e dura. Marotta usa in maniera poetica questo materiale ipertecnologico. Nei grandi fogli dalle tonalità accese e rese delicate dalla trasparenza, ritaglia i suoi universi lirici popolati di alberi e animali, di fulmini e cieli stellati, di dune sabbiose e cavalloni marini. Cominciò nel 1966 e subito le sue mostre, che contrapponevano il tema della natura a quello dell’artificio, ebbero un gran successo. A Roma come a Parigi, a Bruxelles come a Düsseldorf. Sottotitoli come Nuovo Paradiso o Giardino all italiana riunivano l’albero e la mela, il serpente e la pioggia, la rosa e la notte. In Riserva di caccia presentava un intero zoo di animali da safari, ritratti a grandezza naturale ma reinventati nei colori: un gran coccodrillo azzurro disteso in uno stagno di fòrmica bianca, una giraffa rosa tra palme rosse e viola, uno struzzo arancione con la testa nascosta in un piccolo mucchio di terra. Mondi ricchi di suggestione, spesso resi ancor più cangianti dall’uso della luce al neon. Prime esperienze in Abruzzo a fianco di un pittore che dipingeva affreschi nelle chiese locali, poi l’arrivo a Roma e l’incontro con De Chirico, idolatrato da quando al paesello ne aveva intravisto i dipinti in una riproduzione. La leggenda dice che De Chirico gli regalò mille lire e che Marotta le spese in caramelle. Poi, da ragazzino del Sud, gracile, scuro e un po’ selvaggio, si trasformò in un artista di fama internazionale. (a cura di Lauretta Colonnelli).