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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Roma 25 luglio 1931. Pittore. «Sono un fuorilegge dell’odierno, contrastato, mondo dell’arte».
• Rappresenta un aspetto dell’attuale clima post-moderno. Da alcuni anni vive a New York e la sua pittura sta conoscendo una notevole affermazione anche nella cultura artistica americana, al punto da esser diventata riferimento per numerosi giovani artisti, sia europei sia americani.
• «Le lastre tombali con cui aveva iniziato il suo excursus pittorico, i frammenti archeologici, i megafoni, i microfoni, persino i dettagli di bocche e labbra femminili, nuovamente dipinti con tecnica impeccabilmente iperrealista, a fare da contraltare alla immobilità della statuaria antica. E soprattutto le famose tessere di Lego, che contraddistinguevano il lavoro iniziale dell’artista» (Alessandro Riva).
• «È una pittura, la sua, che, negli anni Settanta, ha fatto storcere la bocca a molti critici; soprattutto a quelli che osannavano l’arte concettuale e l’arte povera. Sono tempi in cui, da più parti, viene prospettato il cosiddetto ritorno alla pittura, a una nuova figurazione. Così che l’esporre, nel 1973, dipinti in stile neoclassico fa strabuzzare gli occhi a molti. Com’é possibile, in pieno secolo XX, dipingere come nel ’700 e nell’800? È certamente anacronistico. Carlo Maria Mariani non è il solo a guardarsi indietro di qualche secolo. Ci sono anche Stefano Di Stasio, Alberto Abate, Franco Piruca, Roberto Barni, Omar Galliani e tanti altri. Che si rifanno non solo al Neoclassico, ma anche a Rinascimento, Manierismo, Barocco, e via dicendo. Qualche anno dopo, il termine Anacronismo perde il senso dispregiativo originario per indicare un nuovo stile. (…) Mariani disegna, dipinge coniugando neoclassicismo e metafisica; quindi, in una fase successiva, sui suoi lavori manieristi e neoclassici appaiono citazioni di de Chirico, Picasso, Calder, Brancusi e persino di Beyus» (Sebastiano Grasso). (Corriere della Sera 13/10/2013).