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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Napoli 20 settembre 1986. Calciatore. Figlio di Diego Armando Maradona. La madre, Cristiana Sinagra, annunciò in televisione, subito dopo la nascita del figlio, che il bambino era di Maradona. Nel 1993 il tribunale di Napoli confermò la paternità, ma il riconoscimento da parte del calciatore avvenne molti anni dopo.
• «(...) Il figlio che el Diez ebbe dalla relazione con Cristiana Sinagra, a Napoli negli anni Ottanta. C’è voluto tempo, ma il riconoscimento è arrivato: “E io oggi mi chiamo Maradona”, dice con orgoglio Diego jr, che in questi anni ha provato a costruirsi una carriera. Il settore giovanile nel Napoli, un provino in Scozia, il Genoa. Un po’ di serie D: il Cervia, davanti alle telecamere del reality Campioni, e un anno al Venafro, in Molise, dove ha segnato il gol più bello, un tiro da 40 metri che trovate su YouTube. Molta Eccellenza in Campania: Internapoli, Quarto, Boys Calvanese. Anche il calcio da spiaggia, d’estate: il Mare di Roma nel 2008 e il Napoli Beach Soccer nel 2009 (vinto il campionato). (...) “(...) Tanta gente pensa che io sia come papà per carattere e per abitudini extra-campo, ma non è così. Ogni figlio non è mai uguale al padre”. Chiamarsi Maradona e giocare con la maglia numero 10. “Le analogie però finiscono qui. Mio padre è stato unico. Io sono destro, lui era sinistro. Non mi rapporto mai a Diego Maradona come calciatore, ne uscirei schiacciato”. L’ultima volta che l’ha visto? “L’ultima e l’unica: a Fiuggi nel 2003, su un campo da golf. Mi farebbe piacere avere un altro tipo di rapporto, ma sono sicuro che le cose cambieranno. Un giorno ci frequenteremo (...) Il mio errore più grande fu quello di non resistere alla proposta di Campioni, nel 2005. Ero nella Primavera del Genoa, Preziosi credeva in me, ma preferii la tv. Ero immaturo”» (Sebastiano Vernazza) [Gds 3/2/2010].
• Nel novembre del 2013 lui e la madre denunciarono Maradona per diffamazione: «Non so chi abbia inteso diffondere tali assurde dichiarazioni a mio nome e non lo trovo giusto. Non ho mai avuto intenzione di danneggiare o offendere nessuno, né il giovane Diego né la signora Sinagra, e ci sono le carte del tribunale civile che parlano e nessuno può accusarmi di cose non vere e mai dette. Spero che il ragazzo prosegua serenamente la sua vita e carriera sportiva e che non venga più strumentalizzato per colpe non sue. Io non ho mai detto niente, è un fatto chiuso. È da 25 anni che sono perseguitato da questa faccenda, ma io non ho parlato e non ho offeso nessuno. Voglio solo stare in pace con tutti i miei. (…)» (Diego Armando Maradona) (Rep 14/11/2013).