Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2018  maggio 22 Martedì calendario

• Manresa (Spagna) 13 febbraio 1955. Politico. Nel 1992, 1996, 2001, 2006 eletto alla Camera con Rifondazione comunista. Nel 1998 portò in Italia il leader curdo Abdullah Ocalan, sollevando un caso internazionale: «L’ho fatto, lo rifarei, lo rifarò. Mi sembra normale che una forza politica come la mia aiuti un perseguitato politico a raggiungere la salvezza personale». Tra i fondatori di Rifondazione Comunista nel 1991. Nello scontro tra le due anime di Rifondazione (vedi Paolo Ferrero e Nichi Vendola) s’è schierato con Ferrero, attaccando la segreteria precedente: «Qualcuno lo spediamo a casa, qualcuno in salotto. Questi erano i leader che non ritenevano il popolo alla loro altezza, quelli che volevano disegnare un popolo a la page».
• «L’hidalgo per il nome e per la madre catalana. E per la sua nota sensibilità al fascino femminile. Un tipo tosto fin da quando, ragazzetto, militava nel servizio d’ordine del Mls, costola nata dal Movimento studentesco della Statale di Milano: se c’era da menar le mani non si tirava indietro, coi complimenti di Mario Capanna (“Un buon agitatore che ha fatto la scuola della piazza”). Un comunista particolare, antiamericano come quasi tutti i comunisti e antisovietico come pochi comunisti. Le minoranze sono sempre state il suo chiodo fisso, dai baschi agli irlandesi. E naturalmente i curdi» (Daniele Protti).
• Sostenitore del presidente del Venezuela Chávez.
• Ha commentato così la sconfitta nelle elezioni 2008: «Non ho fatto niente per meritarmi lo choc da privazione del Palazzo. Non me ne frega niente di Montecitorio».
• Alla morte di Raul Reyes, portavoce delle Farc colombiane, scrisse un lungo articolo di omaggio al caduto «senza nominare mai (mai: mai!) Ingrid Betancourt, la candidata alle presidenziali da oltre sei anni ostaggio delle Farc» (Gian Antonio Stella) poi liberata il 2 luglio 2008 grazie a un’operazione sensazionale del presidente Uribe, a cui Mantovani ha creduto molto poco. Accusato da El Tiempo di Bogotà di essere un fiancheggiatore estero delle Farc, insieme al compagno di partito Marco Consolo. I loro nomi sono stati trovati dall’antiterrorismo colombiano nel computer di Raul Reyes. Mantovano ha replicato: «Abbiamo avuto rapporti politici per anni con le Farc, ma sempre sotto la luce del sole, per favorire il processo di pace. Secondo il quotidiano Ramon e Consolo sarebbero due nomi cifrati di uomini che aiutano clandestinamente le Farc. Trattandosi dei nostri nomi veri, è evidente che si tratta di un’accusa ridicola».