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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Biografia di Charles Manson

Cincinnati (Stati Uniti) 12 novembre 1934 Sconta l’ergastolo per il massacro nel 1969 in cui persero la vita l’attrice Sharon Tate (moglie del regista Roman Polanski, incinta di otto mesi e mezzo), l’erede dell’impero del caffè Abigail Folger e tre altri ospiti accoltellati e finiti a colpi d’arma da fuoco nella villa della Tate a Los Angeles. Leader di una setta di fanatici, fu condannato con quattro seguaci per quella vicenda e per altri delitti avvenuti la notte successiva
• «[...] il numero di adolescenti che considerano Charles Manson un “prigioniero politico” è stimato in decine di migliaia [...] molti interrogativi continuano a circondare “The Family” come dimostrano i periodici esami condotti dalla polizia scientifica nella fattoria dove Manson visse fino al 1969 nella Death Valley alla ricerca di prove su possibili ulteriori vittime [...] Condannato alla pena capitale, poi tramutata in ergastolo nel 1972, Manson scelse il nome della propria teoria omicida richiamandosi all’“Helter Skelter” (l’espressione inglese indica i grandi scivoli di forma elicoidale dei luna park) di un omonimo motivo dei Beatles e durante il processo decise di incidersi in mezzo agli occhi una piccola X che poi, con il tempo, ha trasformato in una svastica, imitato in questo dai seguaci che vennero giudicati assieme a lui - Susan Atkins, Leslie Van Houten, Patricia Krenwinkel e Charles “Tex” Watson - unendosi spesso in canti ritmati in lingua latina. Per l’americano medio Manson testimonia una degenerazione violenta della stagione del movimento degli hippies che si definivano “figli dei fiori” ma lui continua a vivere in un mondo nel quale [...] si considera parte di un disegno di ampie dimensioni destinato a sconvolgere il mondo. A testimoniarlo sono anche gli undici ricorsi, tutti identici, presentati per chiedere di vedersi modificare la condanna - l’ultimo risale al 2007 - in ragione della sua totale innocenza, una tesi estrema che i suoi avvocati torneranno ad avanzare nel 2012» (Maurizio Molinari, “La Stampa” 20/3/2009).