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 2017  luglio 24 Lunedì calendario

• Ravenna 17 luglio 1960. Ex calciatore. Allenatore. Dell’Hellas Verona. Partito dalla Lega Pro Prima Divisione nel 2010, tre anni dopo portò la squadra in serie A.
• «Andrea Mandorlini arrivò all’Hellas il 9 novembre 2010 per sostituire l’esonerato Giuseppe Giannini. Il suo compito era quello di risollevare una squadra che, nel campionato di Prima divisione, per quanto ricca di ambizioni, era sprofondata in zona playout. Da quel giorno, un’ascesa impetuosa che ha condotto il Verona a una duplice promozione, conquistando la Serie B nel 2011 e la Serie A, già sfiorata nel 2012, il 18 maggio 2013 (…) Un percorso che Mandorlini ha corredato con una lunga trafila di primati. Da ricordare, le dodici partite consecutive vinte in casa tra i cadetti, e il filotto di adesso, con 6 successi al Bentegodi, eguagliando Alberto Malesani (2001-2002). Uomo dei record, Mandorlini, che si è anche aggiudicato un altro simbolico “titolo”. Quello di tecnico con la maggior percentuale di vittorie in 110 anni di storia dell’Hellas. (…) Mandorlini è quarto per numero di presenze in qualità di allenatore gialloblù, preceduto da Osvaldo Bagnoli, a 384, Angelo Piccioli (225), Giancarlo Cadè, a quota 217, e Ugo Pozzan (…) Nessuno di loro, però, ha saputo fare meglio di lui. (…) Nella graduatoria storica, ha vinto in media più di tutti, e si piazza davanti ad András Kuttik, ungherese di Budapest che fu il primo allenatore del Verona in campionati a girone unico, tra il 1929 e il 1932, e Guido Bosio, timoniere negli anni del Secondo Dopoguerra. A scalare, Biagini, Piccioli e tre monumenti del calcio italiano come Prandelli, Liedholm e, appunto, Bagnoli. A chiudere la top ten, Remondina e Tavellin. E pensare che, per vincere per la prima volta col Verona, Mandorlini, nel 2010, ha dovuto aspettare un mese: prima 5 pareggi, con tre 1-1, con Spal, Sorrento e Lumezzane, e due 0-0, con Pavia e Pergocrema. (…)» (Matteo Fontana) [Gds 6/11/2013].
• Nel 2012 fu squalificato dalla commissione disciplinare del Settore tecnico della Federcalcio per aver mostrato il dito medio ai tifosi del Livorno: «Ma la parte più difficile per lui arriverà in seguito. Prima e dopo le sette gare successive, ogni volta che parlerà in tv o sui giornali, dovrà “affermare con convinzione, fermezza e serietà... di credere fermamente nel rispetto dei valori sportivi e della funzione di unificazione sociale del calcio”. Una misura che assomiglia un po’ troppo alle rieducazioni maoiste, anche se lo stesso Mao avrebbe dubitato dell’efficacia di un provvedimento contro uno che canta in coro “Ti amo terrone” al raduno del Verona nell’estate 2011 e si è beccato un’altra giornata di squalifica per avere mostrato le corna ai tifosi del Cittadella» (Tommaso Pellizzari) [Cds 21/12/2012].
• Ha due figli, Davide e Matteo, calciatori.