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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Luigi Villoresi

Milano 16 maggio 1909, Modena 24 agosto 1997. Pilota. Famiglia benestante, cominciò a correre con vetture comprate (Lancia, Lambda, Fiat, Balilla, Maserati) insieme al fratello minore Emilio (n. 1914), che fu il primo a raggiungere una certa notorietà ma morì sul circuito di Monza il 20 giugno 1939. Vinto nel 1937 il Gp di Tripoli, nel 1938 entrò nella squadra ufficiale Maserati, con cui vinse Coppa Acerbo e Coppa Ciano e, nel 1939, Gp del Sudafrica e Targa Floria (successo bissato nel ’40). Tornato alle corse nel ’47, ancora su Maserati, vinse i Gp di Losanna, Nizza, Buenos Aires, nel ’48 vinse a Napoli, Barcellona e di nuovo nella capitale argentina. Dal ’49 alla Ferrari, vinse i Gp d’Olanda, Bruxelles, Interlagos, Rio de Janeiro, Zandvoort, l’anno dopo esordì in Formula 1: 31 gare disputate (20 con la Ferrari, 8 con la Maserati, 3 con la Lancia), chiuse nel ’56 senza vittorie ma con 8 presenze sul podio. Pilota versatile, capace di guidare «con una compostezza e morbidezza superiori, con uno stile raffinato, reso efficace da quelle che Enzo Ferrari chiamò “risorse maliziose”» [1] nel ’51 vinse la Mille Miglia, nel ’58 il Rally dell’Acropoli. [1] Enciclopedia dello Sport - Motori, Treccani 2002.

Biografia di Luigi Villoresi

Milano 16 maggio 1909, Modena 24 agosto 1997. Pilota. Famiglia benestante, cominciò a correre con vetture comprate (Lancia, Lambda, Fiat, Balilla, Maserati) insieme al fratello minore Emilio (n. 1914), che fu il primo a raggiungere una certa notorietà ma morì sul circuito di Monza il 20 giugno 1939. Vinto nel 1937 il Gp di Tripoli, nel 1938 entrò nella squadra ufficiale Maserati, con cui vinse Coppa Acerbo e Coppa Ciano e, nel 1939, Gp del Sudafrica e Targa Floria (successo bissato nel ’40). Tornato alle corse nel ’47, ancora su Maserati, vinse i Gp di Losanna, Nizza, Buenos Aires, nel ’48 vinse a Napoli, Barcellona e di nuovo nella capitale argentina. Dal ’49 alla Ferrari, vinse i Gp d’Olanda, Bruxelles, Interlagos, Rio de Janeiro, Zandvoort, l’anno dopo esordì in Formula 1: 31 gare disputate (20 con la Ferrari, 8 con la Maserati, 3 con la Lancia), chiuse nel ’56 senza vittorie ma con 8 presenze sul podio. Pilota versatile, capace di guidare «con una compostezza e morbidezza superiori, con uno stile raffinato, reso efficace da quelle che Enzo Ferrari chiamò “risorse maliziose”» [1] nel ’51 vinse la Mille Miglia, nel ’58 il Rally dell’Acropoli. [1] Enciclopedia dello Sport - Motori, Treccani 2002.