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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

Luca Luciani

Biografia di Luca Luciani

• Padova 2 novembre 1967. Manager. Inizi in Procter&Gamble, poi Bain&Cuneo, Enel. Dal 22 gennaio 2007 direttore generale di Domestic Mobile Services. Improvvisa popolarità nell’aprile 2008 per uno svarione immortalato in un video finito su YouTube: «La battaglia di Waterloo come “il capolavoro di Napoleone”. Bastano pochi secondi per trasformare il simbolo della disfatta del generale, entrato anche nei luoghi comuni, in affermazione di “strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza”. È chiaramente un errore. Ma non una ragazzata filmata da un burlone. L’incidente di percorso è contenuto in un discorso tenuto a una convention di marketing, di una delle più importanti aziende italiane» (Grazia Maria Mottola). • Nello stesso anno viene nominato Amministratore delegato Tim Brasil, carica che lascerà nel maggio del 2012 in seguito ad un suo presunto coinvolgimento nella vicenda di alcune sim card intestate a nominativi fittizi «La vendetta di Napoleone. Luca Luciani ha lasciato la guida di Tim Brasil, la controllata carioca di Telecom Italia. Se ne va dopo aver risollevato la società con una serie di risultati record. Com’è possibile che una vittoria si tramuti in sconfitta? Succede, se si cambia il corso della storia, dicendo che a Waterloo Napoleone, lo sconfitto, ha sbaragliato le truppe di Wellington. Luciani è coinvolto negli scandali legati all’ inchiesta sulle sim card truccate: tra il 2005 e il 2007 avrebbe organizzato con Riccardo Ruggiero e Massimo Castelli un meccanismo per gonfiare in modo fittizio il volume della clientela. E siccome qui ci troviamo fra gente colta, le sim card venivano intestate a nomi di fantasia tratti dalla grande letteratura, tipo Pippo, Pluto, Paperino, l’ Uomo Ragno, ecc. Ma Napo, cosa c’ entra Napo? (…) Come in quella filastrocca di Gianni Rodari: Napoleone era fatto così. Quando andava di là, non veniva di qua. Se saliva lassù, non scendeva quaggiù. Se correva in landò, non faceva il caffè. Se mangiava un bigné, non contava per tre. Se faceva pipì, non faceva popò. Anche lui come te, anche lui come me. Se diceva di no, non diceva di sì» (Aldo Grasso) [Cds 6/5/2012]. I manager furono indagati per ostacolo all’attività di vigilanza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, truffa aggravata e false comunicazioni sociali. L’accusa dettagliata era di aver organizzato tra il 2006 ed il 2008 un artificio tecnico contabile tenendo in vita con apposite ricariche da un centesimo oltre 5 milioni di sim dormienti che avrebbero dovuto essere disattivate. In questo modo avrebbero fatto figurare più clienti di quelli reali, gonfiando la quota di mercato della società.
• Nel 2013 i tre imputati sono stati prosciolti dal giudice dell’udienza preliminare della Procura di Roma «perché il fatto non sussiste».
• Sposato, quattro figli.