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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Belvedere Marittimo (Cosenza) 16 giugno 1962. Colonnello dei carabinieri, designato nell’ottobre del 2013 dall’amministrazione di Roma come comandate della polizia locale, ritirò la sua disponibilità pochi giorni dopo «per rispetto delle istituzioni, del corpo di polizia locale della Capitale e dei cittadini romani»: il suo curriculum non soddisfaceva un requisito previsto dal bando.
• Tre lauree (Economia e commercio, Giurisprudenza e Scienza della sicurezza), è anche commercialista. Ha frequentato presso la scuola ufficiali carabinieri il master dell’università Lumsa di esperto in Scienze della sicurezza e dell’organizzazione e nel 2005 ha conseguito il diploma di consigliere giuridico per le forze armate presso il centro alti studi per la difesa. Ha partecipato a varie commissioni ministeriali e al comitato interministeriale sui diritti umani, presso il ministero della Difesa e il ministero degli Esteri. Nel 1992 gli è stata conferita la medaglia di bronzo al valor civile e nel 1993 la medaglia di bronzo per gli atti di valore della Fondazione Carnegie. Nel 1997 gli è stato concesso l’attestato di pubblica benemerenza al merito civile. Nel 2005 è stato insignito dell’onorificenza di ufficiale al merito della Repubblica italiana. Nel 2010, ha ottenuto il titolo di alta formazione per i dirigenti delle forze di polizia ad ordinamento civile e militare. Tra gli incarichi di comando ricoperti: comando di plotone presso la base Nato di Vicenza, comandante del nucleo operativo di Venezia-Mestre, comandante della compagnia di Castellammare di Stabia e di Castel Gandolfo. Dal 2004 al 2006 capoufficio del vicecomandante generale dell’arma. Dal 2007 al 2009 capoufficio operazioni e aiutante di campo del comandante interregionale di Napoli. Infine, capoufficio relazioni con il pubblico del comando generale (Mes 2/10/2013).
• «Tutta colpa di un pasticcio. Per tre mesi, 120 lunghi giorni, il sindaco Marino e il capo di gabinetto Luigi Fucito hanno guardato e riguardato, passandoli al microscopio, i curricula dei novantanove candidati alla guida dei vigili urbani, col risultato di scegliere probabilmente l’unico che non aveva i requisiti minimi per essere nominato comandante del Corpo. Ovvero i cinque anni di dirigenza richiesti non tanto dall’avviso pubblico emanato dal primo cittadino in piena estate, quanto dal regolamento della polizia municipale. E così, dopo essere stato presentato in pompa magna, ora il colonnello Oreste Liporace rischia di tornarsene là da dove era arrivato: al comando generale dei carabinieri» (Flaminia Savelli e Giovanna Vitale) [Rep 8/10/2013].
• «Vicenda “opaca”, che espone sindaco e Comune a una clamorosa figuraccia, tra selezioni poco chiare, titoli mancanti e dietrofront. Marino, appena insediato, ha “silurato” il precedente comandante Carlo Buttarelli, lanciando poi un avviso pubblico per individuare il successore. Dopo oltre due mesi, la scelta di Oreste Liporace, colonnello dei carabinieri: presentazione ufficiale, foto di rito, stretta di mano. A distanza di poche ore, la marcia indietro: Liporace non ha i requisiti – cinque anni da dirigente – richiesti dal Comune. Nomina “congelata” e, di fatto, decaduta» (Ernesto Menicucci) [Cds 10/10/2013].