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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Giumaglio (Svizzera) 24 luglio 1961. Cuoco. Chef patron del ristorante Joia di Milano, il più noto locale italiano di alta cucina vegetariana e naturale.
• «Nel 1996 è stato il primo ristorante vegetariano in Europa a ottenere una stella Michelin. Garantire qualità, creatività e innovazione rinunciando a carne e a pesce non è compito facile: come è stato possibile? “Innanzitutto attraverso la mia trasformazione personale: ho smesso di mangiare carne e, di riflesso, ho smesso anche di cucinarla. Il Joia è nato come diretta conseguenza, insieme ad un gruppo di amici con i quali si pensava in quegli anni – quindi circa vent’anni fa – che ci volesse un ristorante senza carne dove però anche il cliente più esigente potesse accedere. Dal punto di vista del mercato, i primi anni del Joia sono stati anni di grandi difficoltà, in seguito la nostra proposta molto innovativa si è affermata nella critica e nel pubblico gastronomo alla ricerca di un’emozione”» [Ristomagazine, 14/10/2013].
• Dai 16 ai 29 anni si dedica ai viaggi e alla formazione, in Svizzera e nel resto del Mondo. Lavora con maestri del calibro di Angelo Conti Rossini, Gualtiero Marchesi e Fredy Girardet. «Affascinato dalle culture orientali, e un po’ deluso dalle opportunità lavorative europee, troppo anguste per il suo genere di cucina, approda in Estremo Oriente nel 1986 dove vi soggiorna per due anni, tra Cina e Giappone. A Osaka insegna presso la prestigiosa Scuola di Cucina Tsuiji. Questa esperienza lo segna profondamente. Al suo ritorno si trova a scegliere fra due alternative, o intraprendere un percorso spirituale di fede oppure aprire un ristorante dove dar vita ad una cucina come espressione della sua nuova filosofia: rispettare i doni della natura» [Alimentipedia].
• Nel 1986 nasce Joia, concepito non solo come un ristorante, ma come una piccola oasi zen. «Siamo lo specchio del cibo che mangiamo. Gli alimenti sono dotati di una carica energetica incredibile, e non mi riferisco solo all’aspetto nutrizionale. Certi alimenti possono contribuire ad elevare il nostro grado di spiritualità».
• Diventato induista, nel 2011 è accettato come discepolo da Shriman Matayavatar Dasa, guru della Gaudiya Sampradaya e grande divulfatore del sapore dei Veda, i testi sapienziali dell’India. Il suo nuovo nome è Parameshvara dasa.
• Libri: Diario di un cuoco (Ponte alle Grazie, 2013), Joia. I nuovi confini della cucina vegetariana (Giunti Editore, 2013).