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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Milano 17 febbraio 1935. Architetto. Pittore. Un tempo socio in una miriade di finanziarie, noto all’epoca di Tangentopoli come il “postino di Craxi”, quello che poi lo inguaiò con la confessione sul conto Protezione. «L’uomo accusato di portare in piazza Duomo 19 le mazzette per il Psi, quello che prestò al partito il suo conto in Svizzera (633369 all’Ubs di Lugano), lo stesso che, unico con Claudio Martelli, aveva accesso al frigorifero di Craxi» (Valeria Gandus). Conobbe Craxi nel 54 e l’ha seguito sempre. «Il primo disegno lo feci a 12 anni, era un ritratto di mia madre. Nelle riunioni di partito buttavo giù schizzi di cavalli, forse per un senso di noia, immaginavo di scappare. Il mio bisnonno, Camillo Cima, era il pittore della Scapigliatura milanese. Mentre il nonno, Otto Cima, era scrittore, grande amico di Turati. Negli anni Cinquanta frequentavo Brera, il bar Giamaica, conoscevo gli artisti, uscivo con Fontana, Manzoni, Cavaliere, Cascella, Mulas... Ma la pittura era un hobby, me la tenevo per me, chiusa in casa» (a Venanzio Postiglione).
• «Nella sua piccola casa di Cavallo, la vasca da bagno sta in camera da letto, posta in modo che da fuori chiunque possa vedere bene il corpo di chi si lava» (Sette).