Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

Simbirsk (Russia) 22 aprile 1881 – New York 2 maggio 1970. Politico russo, socialista riformista. Ministro della Giustizia nel primo governo provvisorio russo, costituitosi dopo l’abdicazione dello zar, nel marzo 1917. Ministro della Guerra nel maggio e primo ministro dal 21 luglio dello stesso anno. Dal 6 agosto 1917 primo ministro del secondo governo provvisorio di coalizione e dall’8 ottobre 1917 di un terzo governo di coalizione (dieci socialisti e sei non socialisti). • Nato in un’agiata famiglia borghese. Studi letterari e giuridici a Pietroburgo. Durante la rivoluzione del 1905 simpatizzò per gruppi terroristici e fu arrestato. Avvocato, si distinse più tardi a Mosca in celebri processi politici. Eletto deputato nel 1912 per il Partito del lavoro. Nel marzo del 1917 unico ministro socialista nel primo governo provvisorio del principe L’vov.
Da primo ministro lottò da una parte contro le tendenze rivoluzionarie e favorevoli all'armistizio dei bolscevichi, dall’altra contro il tentativo di colpo di stato del generale zarista Kornilov, da lui stesso nominato comandante supremo delle forze armate russe. Il 7 novembre, giorno della Rivoluzione, riuscì a fuggire dal palazzo d’Inverno. Cercò quindi di riprendere la capitale alla testa di truppe fedeli. Non riuscendovi, si stabilì esule all’estero, prima a Parigi e poi negli Stati Uniti.
«Benché travolto dagli eventi, Kerenskij non fu né stupido né inetto (…)». [Leggi qui il ritratto di Sergio Romano]