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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Roma 14 maggio 1959. Ex militante del gruppo neofascista Terza Posizione. Il 22 dicembre del 2000 saltò in aria (restando ferito) assieme a una bomba sul pianerottolo del Manifesto (miccia troppo corta), «attentato di cui fu giudicato unico colpevole, malgrado il suo proclamarsi innocente» (Virginia Piccolillo).
• Nel 2006 è tornato in via Tomacelli (allora sede del Manifesto, Roma) per ringraziare i giornalisti: «“Mi ritrovai in un lago di sangue. Senza poter alzarmi, né capire. Loro sono usciti, mi hanno stretto la gamba con una cinta. Gli devo la vita. Fu un atto di grande civiltà. Come quando, in prima pagina, chiesero di liberarmi. Ho un grande rispetto per Valentino Parlato, per Carlo Lamia e per tutti loro”. Loro? Sorridono. Parlato spiega: “Fosse un altro che viene qui, con la faccia da fascista, lo prenderemmo a calci. Ma lui con quello sguardo perso, quel viso gentile, ti fa pena”» (Virginia Piccolillo). È ora costretto, in conseguenza dell’attentato, a muoversi in stampelle.
• Figlio di un magistrato di Cassazione: «Forse mio padre è morto di crepacuore mentre ero latitante».

• Vari precedenti. Sposato due volte, vive a Palombara Sabina.