Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Roma 25 luglio 1963. Attrice. Comica. «Sono molto più stronza di come mi dipingete». Da ultimo: La trattiva incentrato sulla trattativa Stato-Mafia e sul potenziale suicidio della sinistra (autuno 2014)
• Figlia del giornalista Paolo, sorella dei colleghi Corrado e Caterina. Prima notorietà con La tv delle ragazze (1988), lancio definitivo con Avanzi (1991), poi Tunnel (1993), Pippo Chennedy Show (1997), L’ottavo nano (2001). Si è trasformata mirabilmente in Moana Pozzi, Rita Levi Montalcini,Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema ecc. Fin dagli inizi ha alternato teatro e tv, con recital di cui ha sempre scritto i testi. Grande successo col documentario Viva Zapatero! (2005, premiato col Nastro d’argento, costato 200 mila euro incassò 2 milioni) e di Draquila, l’Italia che trema (2010), che ha ottenuto una standing ovation al parlamento europeo [Cds 2/6/2010]. Altri successi con Vilipendio Toru (2009) e Franca la prima, (ibro con Dvd dedicato alla Valeri, Feltrinelli 2011). Meno felice il suo debutto alla regia con Bimba (2002), flop di pubblico e di critica (il Riformista: «Il film italiano peggio girato dai tempi degli spaghetti-western»). Altro flop con Le ragioni dell’aragosta (2007), storia degli attori di Avanzi (ma Kezich commentò: «un piccolo capolavoro che consacra definitivamente Sabina Guzzanti come regista»). Impegnata anche nello spettacolo teatrale Paletti e col regista statunitense Michael Moore nella fondazione di un’Internazionale della satira. Da ultimo, interprete nello spettacolo Sì! Sì! Sì! Oh sì! di Giorgio Gallione (2011-2012). Si definisce «comica per necessità» («dopo l’Accademia d’Arte drammatica nessuno mi chiamava come attrice»).
• «Irrompeva nei panni scollati e sgrammaticati diValeria Marini: “Grazie a tutti quelli che si sono collegati con noi via fax, via internento, via calvo, via catetere... È un sogno: mi sembra di stare su un tapiro urlante!”» (Gian Antonio Stella).
• «Nello scegliere un personaggio, innanzi tutto cerco una chiave, un motivo per cui sfotterlo, un archetipo, una malattia, un filone di decomposizione della nostra società. Se trovo questa chiave procedo, altrimenti no. La Marini per esempio mi ha permesso di parlare del concetto di immagine e di quello di “salto di qualità”. Idee che trovo particolarmente volgari, fonte di equivoci, che originano da ipocrisia e disonestà intellettuale. Concetti assorbiti e diffusi da personaggi ben più illustri della Marini, ma che hanno meno potenzialità comiche» (ad Alessandra Rota).
• «Solo Benigni in Italia esercita un tale dominio su una folla adorante» (Masolino D’Amico).
• Fece scandalo, nel novembre 2003, la decisione del direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, di sospendere la trasmissione Raiot, sei puntate di satira sull’attualità (caso Previti, legge Gasparri) di cui venne messa in onda solo la prima, che Cattaneo giudicò brutta. Rispose con una piccola sollevazione popolare: la seconda puntata di Raiot venne messa in onda all’Auditorium di Roma, con maxischermo esterno e collegamento video con i teatri di 22 città (quarantamila spettatori). A proposito della chiusura del programma Giuliano Ferrara commentò: «Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. (...) L’elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c’è stata e non c’è fino ad ora – se ci sarà lo dirò – una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti. C’è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestiere, quello del comizio politico “de paese”, “de borgata” (...) Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane».
• «Il satirico è come le cozze, sta meglio quando l’acqua è sporca».
• Ideatrice e conduttrice di Un due tre stella (andato in onda su La7 da marzo a maggio 2012): «Tornare in tv a parlare liberamente è una bella conquista, in un Paese in cui se prendi posizioni nette finisci emarginato. Insomma, è un bel segnale» (a Laura Martellini) [Cds 13/3/2012]. L’ultima puntata del programma, incentrata su un racconto della vita di Gesù, è stato definito «uno spettacolo vergognoso» e «spazzatura tv» dal direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio [Cds 9/5/2012].
• Tra i libri: Mi consenta una riflessione (anche se non è il mio ramo) (Baldini Castoldi Dalai, 2002), Il diario di Sabna Guzz.(Einaudi, 2003), Reperto RaiOt (Rizzoli, 2005).
• Partecipò ai Vaffa day di Beppe Grillo. Polemiche a non finire per il suo intervento al No Cav Day di piazza Navona (8 luglio 2008), la manifestazione contro il governo Berlusconiorganizzata da Di Pietro e Micromega (con interventi diMarco Travaglio, Beppe Grillo, Paola Borsellino,Andrea Camilleri ecc.), in polemica con il Pd che decise di non aderire. Aldo Cazzullo: «Il suo discorso è impostato sulle presunte abitudini erotiche del presidente del Consiglio, in un profluvio di cocaina, viagra, fellatio in cui alla fine viene coinvolta la ministra Carfagna per il delirio della piazza. Quando poi la Guzzanti attacca il traditore Cofferati, Veltroni, “comeEmilio Fede finge di dimenticare i nomi”, e infine il Papa, “Ratzinger tra vent’anni sarà morto e finirà all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi e non passivissimi” -, sotto il palco succede di tutto. Di Pietro in camiciotto bianco si sbraccia, fa segno al presentatore biondo, il malcapitato Mattia Stella, di far smettere la Guzzanti, lui ci prova ma lei resiste, “ce l’hai con me?” “No no per carità”, e prosegue: “Pensare che io ho votato Veltroni! Quello che ora vuole dialogare! Dimenticavo: l’intercettazione autentica l’ha pubblicata solo il Clarin, ci sono due ministre che discutono su come si fa sesso orale...”». «Disastro» (Nanni Moretti), «esito circense» (Umberto Eco), «volgarità e sconcezze» (Furio Colombo), «nulla del genere si era mai visto e ascoltato a memoria di osservatore» (Filippo Ceccarelli), «ci vuole un esorcista e forse non basta» (Al Bano). «Noi continueremo a dire quel cazzo che ci pare, criticando chi vogliamo e come vogliamo. Questa è la libertà (...) Io sono una intellettuale libera, una libera pensatrice: so quello che dico, mi preparo. Volgare è il salotto di Vespa, sono le donne nude a Mediaset, è Mara Carfagna che diventa ministro con l’unico merito di aver fatto sesso orale al premier».
• Carfagna: «Toccherà alla magistratura stabilire se quella della Guzzanti è satira o diffamazione». Guzzanti: «Sarà il processo più divertente del secolo. Credo di avere diritto per difendermi ad avere accesso alle intercettazioni». Il 9 ottobre 2012 è stata condannata a un risarcimento di 40mila euro a l’ex ministra (che ne aveva richiesti un milione) per aver detto, rivolgendosi a Berlusconi «Non puoi mettere alle Pari Opportunità una che ti ha succhiato l’uccello». Sul suo sito web pubbliche scuse («Ho avuto torto non è un titolo sarcastico è la verità. Ho offeso la Carfagna. Per la verità ho insultato Berlusconi, ma la Carfagna ha tutto il diritto a sentirsi offesa» poi però ha aggiunto «Quello che mi sento di contestare è che se è vero che è un’offesa quella da me proferita, è pur vero che è di molto più offensivo quello che gli italiani e le italiane in particolare, hanno subito con la nomina della Carfagna a ministro delle pari opportunità».
• Nel settembre 2008 la procura di Roma l’ha iscritta nel registro degli indagati per gli insulti rivolti a Ratzinger dal palco di piazza Navona: l’accusa era di vilipendio nei confronti del Papa, reato perseguibile solo con l’assenso del ministro di Grazia e Giustizia. Il ministro Alfano ha disposto il non luogo a procedere: «L’ho fatto ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa. La stagione delle riforme impone di spegnere i focolai e di non appiccare nuovi incendi».
• «La vera domanda che si pone è: può un comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il discorso di un comico essere molto più politico di quello di un politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare. Potete anche continuare a menare le mani, ma sarebbe meglio fare uno sforzo di comprensione. D’altra parte parlo per me ma credo anche a nome degli altri, le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente. Approfittatene».
• Con l’ex compagno David Riondino è stata tra le vittime di Roberto Torreggiani, il Madoff dei Parioli. In tribunale disse: «Ho perso almeno 150mila dei 537mila euro, frutto del mio lavoro, che nell’arco di dieci anni avevo affidato alla Eim di Roberto Torregiani ma, al di là dell’aspetto economico, l’intera vicenda mi ha provocato un senso di insicurezza e di angoscia anche nei confronti dei miei familiari che hanno in buona parte perso i loro risparmi. Mi sono sentita un’imbecille, sensazione che non fa mai bene». [Rep. 31/1/2012]
• Tra i promotori dell’occupazione del Cinema Palazzo di Roma nel 2011 [Cds 26/10/2012].
• Alle elezioni del 2013 ha votato Sel di Nichi Vendola. Nel maggio 2013 ha firmato una petizione a favore del referendum consultivo per abolire i fondi comunali alle scuole d’infanzia private di Bologna (Francesco Alberti) [Cds 4/5/2013].