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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Brescia 21 giugno 1964. Avvocato. Parlamentare. Prodiano, ulivista convinto e fondatore dell’associazione per il Partito democratico, alle cui primarie sostenne con la lista Liberalitalia l’allora ministro per la Famiglia Rosy Bindi. Deputato di Scelta Civica di Monti dopo le elezioni politiche del febbraio 2013. Da dicembre 2013 aderisce al gruppo parlamentare dei popolari Per l’Italia.
• «Il capostipite Salvatore Angelo Gitti si pregiò del titolo di onorevole nel 1953 e attraversando quattro legislature rimase alla Camera dei deputati fino al 1971. Il figlio d’arte Tarcisio Gitti venne qualche anno dopo, correva l’anno 1979, e restò a Montecitorio poco meno del padre: fino al 1994, superando anche lui quattro legislature e dunque altrettanti appuntamenti elettorali. Gitti a 48 anni è stato eletto deputato nella circoscrizione Lombardia 2 con Monti, ma non è minimamente assimilabile in termini di potere ai peones di prima nomina. Pur non avendo mai posseduto tessere di partito, Gitti è stato uno dei Prodi boys che ha scritto le regole delle primarie del 2005, nonché a stendere la parte del programma di Romano Prodi riguardante la politica economica e le riforme istituzionali del centrosinistra del 2006. Ha collaborato anche alla stesura della riforma delle Authority. Molti hanno sottolineato che è genero del presidente del consiglio di sorveglianza di Banca Intesa Nanni Bazoli avendone sposato la figlia Francesca. Insegna alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Milano; è socio fondatore dello studio legale milanese Pavesi-Gitti-Verzoni. Siede nei board delle quotate Sabaf ed Edison ed è presidente della bresciana Metalcam che fa riferimento alla Carlo Tassara del finanziere franco-polacco Romain Zaleski. Oggi Gregorio è parte integrante del jet set. Lo scorso autunno ha acquistato il castello che fu dell’editore Giulio Einaudi a Monforte d’Alba, nelle Langhe. L’antico palazzo di Perno, con la sua dotazione di opere d’arte preziose e libri antichi, è stato il regno della cultura di sinistra degli Anni Settanta, nei cui saloni si incontravano i «maître à penser» della casa editrice dello Struzzo, che davanti ai bicchieri di buon vino delle Langhe, decidevano chi sarebbe emerso dall’anonimato e chi doveva stare fuori» (Franco Adriano) [Iog 1/3/2013].
• «Sarà forse per le origini della mia famiglia che ho pian piano maturato una vera passione per la politica. Pur non avendo mai avuto tessere di partito, ho partecipato attivamente al processo federatore dell’Ulivo, per il quale ho contribuito a scrivere le regole delle primarie del 2005. Successivamente sono stato promotore del processo di costruzione del Partito Democratico: quando ancora sembrava un’eresia anche il solo parlarne, ho contribuito a fondare l’Associazione per il Partito Democratico, che ha raccolto l’adesione di migliaia di persone in tutta Italia. Ho partecipato altresì alla battaglia entrando a far parte del Comitato promotore del referendum abrogativo del “Porcellum” nel 2007. Decisi poi di rimanere all’esterno del Pd non appena mi fu chiaro che il progetto iniziale era destinato, come in effetti fu, ad essere snaturato da parte di Ds e Margherita» [www.gregoriogitti.it].
• «In assemblea è emersa una divaricazione assoluta sia sulla forma partito (i montiani vorrebbero un partito d’élite, noi siamo per una gestione democratica e partecipativa), sia sulle strategie politiche. Sta finendo il ventennio breve di Berlusconi. È in atto una ricomposizione del quadro politico, Scelta Civica doveva essere la testa di ponte di questa ricostruzione. Doveva intestarsi il progetto ispirato al popolarismo europeo. Invece è rimasta bloccata nell’immobilismo» (commentando la scissione dei popolari dai montiani nell’assemblea nazionale di Scelta Civica nel novembre del 2013) [Cds 19.11.2013].
• È presidente di quattro società che «gravitano nell’orbita di Ubi Banca: 24/7 Finance, Lombarda Lease Finance, Ubi Finance 2 e Ubi Finance 3. I primi due incarichi datano rispettivamente dal 2001 e dal 2005, mentre i secondi due sono stato assunti rispettivamente nel 2001 e 2002. Insomma, sono più di dieci anni che il genero di Bazoli guida queste società che tutte si occupano di cartolarizzare crediti di emanazione Ubi» [andreagiacobino.wordpress.com 14.1.2014].
• È proprietario insieme a Aletti Montano e Carlo Montanaro di un hotel a Madulaim, vicino e Sankt Mortiz. «L’hotel si sviluppa su 1.600 metri quadrati, ha tredici camere, un ristorante con soli 20 coperti e una mini-spa di lusso. Le tariffe giornaliere della suite partono da 1.250 franchi svizzeri a notte fino a 1.750 sotto Natale. Poi tutti alla messa di mezzanotte nella chiesetta della vicina Celerina, di cui Gitti è devoto frequentatore anche in estate» [andreagiacobino.wordpress.com 31.10.2013].
• Suo, l’emendamento al testo della nuova legge elettorale, chiamata Italicum, respinto per 20 voti di scarto, che mirava «a introdurre la doppia preferenza con il vincolo dell’alternanza uomo-donna. "L’elettore – si leggeva in particolare nell’emendamento – può manifestare un massimo di due preferenze, esclusivamente per candidati della lista da lui votata, purché siano di genere differente". Decisivi per la bocciatura, che in caso di ok avrebbe fatto saltare l’accordo tra Pd e Forza Italia che non prevede le preferenze, anche il voto degli esponenti del Governo» [Rep 11/3/2014].
• Sposato con Francesca Bazoli. Tre figli.