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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Lucera (Foggia) 25 giugno 1932. Politico. Ex segretario generale della Presidenza della Repubblica (1992-2006). «Sono, come amava definirmi mio padre, uomo di fermo volere in miti sembianze».
• Figlio dell’avvocato, giurista e storico Giambattista Gifuni, direttore della Biblioteca comunale Ruggero Bonghi di Lucera (nel 2008 la città natale ha celebrato il trentennale dalla sua scomparsa). Laurea in Giurisprudenza, «lavora per qualche anno nella Confindustria di Angelo Costa. Entra per concorso al Senato nel 1959 e nel 1975 ne diventa segretario generale. Nel VI e ultimo governo Fanfani, è nominato ministro per i Rapporti con il Parlamento. Poi segretario generale della Presidenza della Repubblica nel 1992, chiamato da Oscar Luigi Scalfaro e confermato, nel 1999, da Carlo Azeglio Ciampi» (Ludina Barzini).
• «Di estrazione liberale e devozione mariana, con tanto di pellegrinaggio annuale al santuario della Madonna dell’Incoronata, vicino Foggia. E tuttavia è superstiziosissimo» (Filippo Ceccarelli).
• «Al momento di lasciare il ruolo di segretario generale (ma gli rimase la funzione inedita di segretario generale onorario) dovette trasferirsi a palazzo Sant’Andrea. Il problema fu il trasloco dei portafortuna di «don Gaetano, detto anche “Parolina”, “Prudenziano”, “Flauto magico”. Sono tanti: una scimmietta soprammobile, sulla scrivania, diversi ferri di cavallo, un’infinità di corni rossi, dono degli amici (che non devono mai essere tredici a tavola). Un cornetto, speciale, sempre in tasca insieme al gobbo, al dado e al chiodo storto che dovrebbero allontanare gli spiriti maligni».
• «La paura di volare e la paura degli spifferi sono le due uniche paure di un uomo che ha scelto — nella sua lunga vita da burocrate onnipotente e molto ascoltato — di considerare il potere come un fattore interno alle istituzioni, un fattore che trascende perfino gli uomini e i partiti, qualcosa di superiore che ha la forza dell’immanenza. Amato e odiato, rispettato e temuto, ha guardato e diretto dall’alto mille giochi, mille carriere, centinaia di scontri e incontri» (Barbara Palombelli).
• Nel 2013, è stato condannato in primo grado a un anno e 5 mesi per irregolarità nella gestione della tenuta di Castelporziano, la tenuta estiva del Presidente della Repubblica: «Non nascondo la profonda amarezza e il senso di sconcerto che provo in questo momento, dopo oltre 53 anni spesi, con dedizione e lealtà, al servizio delle istituzioni».
• Sposato con Adriana, due figli: il bibliotecario Giovanni e l’attore Fabrizio (vedi).