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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

Genova 24 luglio 1964. Politico. Eletta al Senato nel 2013 con il Movimento 5 stelle. Componente della commissione Affari esteri ed emigrazione.

• Laurea in Relazioni internazionali a Ginevra e master in Diritto europeo a Parigi, ha lavorato per oltre dieci anni come consulente per piccole e medie imprese. «Al Movimento di Grillo aderisce fin dalla nascita, facendosi le ossa in quello che per i 5 stelle è stato il più importante laboratorio politico: Bologna. Si iscrive al meet up nel 2009, il Movimento è ancora agli esordi e i militanti attivi, quelli che non si perdono nemmeno un’assemblea, si possono contare sulle dita di una mano: “Per me il Movimento è una comunità di persone che hanno a cuore il benessere di tutti, che ambisce a migliorare la società, a renderla più equa e sostenibile” dice. Toni pacati e mai sopra le righe, è l’esempio di come spesso i candidati a 5 stelle siano distanti anni luce dai modi di comunicare di Grillo». [Emiliano Liuzzi, il Fatto Quotidiano 12/6/2013]

• Candidata e non eletta con il M5s prima alle comunali del 2009 a Bologna (prese zero voti), poi alle regionali del 2010 in Emilia Romagna. «Quindi, miracolata dal Porcellum come tanti altri, nel 2013 ha conquistato un seggio senatoriale forte di una fede (apparentemente) indiscutibile in Beppe Grillo, tanto da farle scrivere ai colleghi cittadini del suo meet up: “Penso a un parlamentare che ove perdesse la sintonia con il Movimento e con i suoi ideali si dovrebbe dimettere, semplicemente…”. E, dunque, una volta sbarcata a Palazzo Madama, non si è mai messa in mostra: non ha fatto comunella con i dissidenti un po’ folkloristici tipo il ciociaro Marino Mastrangeli che andava spesso in tv, non ha congiurato con i siciliani guidati da Mario Giarrusso che votarono per Grasso contro le indicazioni di Grillo. Insomma, spiega un collega senatore, “è sempre stata neutra, un colpo alla botte e uno al cerchio, pacata: insomma, una non pericolosa, un’insospettabile. Invece…”». [Dino Martirano, Corriere della Sera 12/6/2013]

• Dopo le elezioni amministrative del maggio 2013, in un’intervista a SkyTg24, ha criticato apertamente Grillo: «Due comuni conquistati (Assemini e Pomezia, ndr) non sono un successo, ma una debacle elettorale. Inoltre ci sono percentuali molto basse. Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento. Mi chiedo come Grillo possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Beppe Grillo». In seguito a questa dichiarazione è stata prima additata di tradimento dallo stesso Grillo, poi sottoposta a processo dai parlamentari grillini e, dopo un’assemblea parecchio tormentata (79 sì, 42 contrari, nove astenuti, 30 assenti), espulsa dal Movimento, previa votazione della Rete. Il racconto di Alessandra Longo: «Inquisizione in streaming, seduta preliminare dei senatori prima dell’assemblea congiunta dei gruppi. L’imputata è presente e persino “troppo fredda”, come le rimprovera un collega. Gioca con un pezzo di carta mentre i Cinquestelle di palazzo Madama pesano la sua colpevolezza. Espulsione, ergastolo, frustate? Enza Blundo ha un’idea: “Adele deve chiedere perdono a Beppe per aver messo in pericolo il movimento, magari lo deve fare in diretta streaming...”. In ginocchio, a capo chino. La vorrebbero più contrita, lei tiene il punto: “Non mi sono mai sognata di mettermi a livello di Grillo, lo stimo, e non mi devo giustificare. Confermo che i toni devono cambiare, siamo dentro le istituzioni”. Coraggiosa, sfrontata. “Scusa Adele perché hai espresso il tuo dissenso davanti ad una telecamera?”. Semplice: “A Beppe ho mandato un sms, ma lui non mi ha mai risposto”». [Alessandra Longo, la Repubblica 18/6/2013]

• Sposata, due figli.