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 2018  settembre 21 Venerdì calendario

• Milano 13 marzo 1951. Deputato del Pd eletto nel 2013. Economista. Dal 2009 al 2012 direttore generale di Confindustria.
• Docente incaricato di Economia e Finanza internazionale presso l’Università Luiss, dal 2003 al 2012 consigliere del Cnel.
• «All’Ania lo ricorderanno soprattutto per due cose: aver creato la prima lobby ufficiale dell’associazione e, grazie a questa iniziativa, essere riuscito a vincere il braccio di ferro sulla riforma del Tfr, contro uno schieramento di cui facevano parte ben 23 parti sociali tra le più agguerrite. Correva l’anno 2005, e Giampaolo Galli era da poco più di 24 mesi dg dell’associazione che rappresenta le assicurazioni. La vittoria sul Tfr evitò una penalizzazione alle imprese del settore. Tuttavia il successo non si replicò un anno dopo, quando le compagnie dovettero ingoiare le lenzuolate liberalizzatrici di Pierluigi Bersani. Eppure il liberismo è alla radice della formazione culturale di Galli (...) Con un curriculum che va dal Mit di Boston alla Banca d’Italia e all’Ocse, Galli ha avuto anche un non effimero rapporto con il Pci. Gli anni sono quelli che vanno dal ’69 alla metà dei Settanta, periodo in cui Galli era tra i funzionari del Partito milanese guidato da Gianni Cervetti e partecipava alle riunioni della corrente migliorista capeggiata da Giorgio Napolitano. Stretti anche i rapporti con la Cgil di allora, in particolare con il segretario milanese, Antonio Pizzinato, e con Bruno Trentin. Qualche anno dopo, Galli avrà ancora modo di essere utile al partito, accompagnando Napolitano in occasione del suo primo viaggio negli Stati Uniti e organizzandogli un incontro con i principali cervelli economici dell’epoca: Franco Modigliani, Paul Samuelson, Lester Turow. Con gli anni, i rapporti di Galli con la sinistra si sono deteriorati, fino ad arrivare, nel 2006, al durissimo scontro con Bersani» (Fog 15/1/2009).
• «(...) Ph.D. al Mit nel 1980, già a capo del centro studi di Confindustria dal 1995 al 2003 (...) è un macroeconomista con una estesa rete di rapporti anche internazionali maturata tra il Mit e la guida della Direzione internazionale del Servizio Studi della Banca d’Italia tra il 1992 e il 1995. Al Mit, arrivò subito dopo Mario Draghi e Francesco Gavazzi e fu collega di Ben Bernanke. È anche un uomo di esperienza nei rapporti di potere» (Marco Ferrante) [Rif 15/1/2009].