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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Viareggio (Lucca) 27 aprile 1926. Artista. Il “Michelangelo della cartapesta”.
• Figlio di un maestro d’ascia e costruttore navale, il suo vero debutto nel mondo della cartapesta fu a fianco di Carlo Bomberini con il quale, nel 1946, collaborò alla realizzazione della mascherata “Ritorno dalla conferenza di pace”. Si è ritirato nel 2009, dopo aver vinto diciannove volte la sfilata con i carri di prima categoria.
• «Il primo carro l’ho costruito a tre anni. A tredici la mia prima opera per la sfilata. La bruciarono i fascisti. E sapete perché? Avevo dedicato il carro ai fratelli Marx, i grandi comici americani. Erano ebrei e le leggi razziali erano state appena emanate» (Marco Gasperetti).
• Ha lavorato nel cinema, soprattutto con Fellini. «È l’uomo che più di ogni altro ha capito l’arte di noi carristi e la mia in particolare. Con lui ho lavorato per tre film: I Vitelloni, Boccaccio ’70 e Casanova. Mi toccò di costruire una grande copia di Anita Ekberg, solo i seni avevano un diametro di due metri e Fellini ne fu entusiasta. Così come amò la testa fantoccio di Alberto Sordi nei Vitelloni. Ma forse a farlo emozionare di più fu la polena alta più di otto metri dalle sembianze di donna del film Casanova. Eravamo a Cinecittà e quando Federico la vide iniziò a sorridere: “Bella, bellissima, magnifica. Non ho il coraggio di toccarla”». E dopo Fellini continua la sua avventura nel cinema con cento e più registi e i più grandi attori di Hollywood. «Lavoriamo per costruire mitiche costruzioni di cartapesta per film su Ercole, Maciste oppure sui Romani o l’Antico Egitto e siamo forse i precursori degli effetti speciali. Allora il computer non esisteva e non c’era neppure il polistirolo, un materiale che non amo. È stato lui a cancellare la cartapesta nelle scenografie dei film. Peccato, erano così belle» (ibid.). (a cura di Lauretta Colonnelli).