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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Castelfiorentino (Firenze) 15 luglio 1932 – Roma 25 giugno 2016. Regista. «Veterano di un cinema che ha ostinatamente esplorato gli angoli oscuri della storia italiana recente, da Dalla Chiesa a Moro, da Falcone a Calvi» (Paolo D’Agostini). Tra i suoi film: Cento giorni a Palermo (1984), Il caso Moro (1986), Giovanni Falcone (1993), I banchieri di Dio - Il caso Calvi (2002).
• Nel marzo 2007 inviò una lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per denunciare il boicottaggio del film Guido che sfidò le Brigate Rosse, realizzato per ricordare la figura di Guido Rossa, il sindacalista della Cgil all’Italsider di Genova Cornigliano ucciso il 24 gennaio 1979 dalle Br per aver denunciato la propaganda dei terroristi all’interno della fabbrica. «Tra i meriti più grandi della pellicola, quello di descrivere l’epoca degli anni di piombo italiani, senza romanzarli, attraverso una vicenda cruda e simbolica. Il film non ha avuto una grande distribuzione».
• «Dal 1962 al 2007 il suo cinema, così detto civile, spesso amaramente profetico come quello esemplare di Rosi, ha esplorato come in una serie di reportage i “casi” irrisolti del Paese (…). Ferrara ha provato a dimostrare che il cinema è l’arte del vedere, e quindi di chi non ha niente da nascondere» (Maurizio Porro) [Cds 12/5/2013].
• Nel 2010 girò «con crudo realismo» Roma nuda, rititolata poi Come tutto ebbe inizio, «una durissima fiction sulle bande in lotta per la conquista della città alla fine degli anni ’60», protagonista Tomas Milian, con Francesco Venditti, Eva Henger, Anna Falchi «e uno strepitoso Franco Califano» (Malcom Pagani) [Fat 17/3/2013]. Erano previste anche una riduzione cinematografica e la distribuzione all’estero, ma tutto si arenò: «A causa di una sorda diatriba tra produzione e sindacati. Di un nugolo di inestricabili rivendicazioni reciproche. Di qualche promessa non mantenuta. Di un curioso, concentrico silenzio di Rai, Medusa, Sky e La7 sull’ipotetica acquisizione (e magari rivisitazione critica) di quattro ore di tv comunque anomala e poco rassicurante per i correnti standard di settore» (Pagani, cit.).
• Nel gennaio 2014 gli sono stati riconosciuti i benefici della legge Bacchelli «norma che dal 1985 garantisce a chi si è distinto nel panorama culturale nazionale di accedere ad un fondo economico nel caso in cui versi in stato di particolare necessità. Alla fine di ottobre era stata l’Anac a organizzare la mobilitazione in favore di Ferrara. All’inizio di dicembre era stato invece un nutrito gruppo di registi e attori ad indirizzare al presidente del Consiglio Enrico Letta e al sindaco di Roma Ignazio Marino una lettera per sollecitare il loro intervento».