Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Napoli 18 maggio 1931. Ingegnere. Imprenditore edile. Noto soprattutto come presidente del Napoli (che portò agli unici due scudetti della storia, 1987 e 1990, e alla coppa Uefa del 1989). «Il Napoli è una formula uno. O la sai guidare, oppure ti fai male. E a volte ti fai male comunque...».
• Già pilota automobilistico e produttore cinematografico, entrò in società nel 1967: «Roberto Fiore, il presidente che ha sollevato entusiasmi con l’acquisto di Sivori e Altafini, gli cede una piccola quota azionaria. Ferlaino approfitta della “bagarre” fra Fiore e Achille Lauro per schierarsi dalla parte del vecchio comandante, che lo fa eleggere presidente il 18 gennaio 1969. “Traditore e bugiardo” è l’accusa lanciatagli dall’amareggiato Fiore. La prima stagione presidenziale di Ferlaino si conclude con un dignitoso sesto posto. Corrado si presenta per la prima volta all’hotel Gallia di Milano, all’epoca sede del calcio mercato, polarizzando l’attenzione su di sé. Scortato da una mezza dozzina di persone, affitta per due settimane una lussuosa suite, vola ogni giorno da Milano a Napoli e viceversa per tenere d’occhio i propri affari, offre pranzi e cene. Gli operatori calcistici non lo amano. Lo scomparso Bruno Passalacqua gli urla pubblicamente “buffone” dopo il fallimento della trattativa per il passaggio di Juliano dal Napoli al Milan. “Quando tratto con lui – confessa Giussy Farina, lo spregiudicato ex presidente di Vicenza e Milan – sto sempre con le spalle appoggiate al muro. Non si sa mai”. “Un giorno riuscirò a portare lo scudetto a Napoli” promette Corrado, che per quasi 30 anni si vanterà di aver sempre evitato al Napoli la retrocessione e che confida di considerarsi “l’ultimo dei Borboni”. Soltanto sfiorato nel 1975, in effetti lo scudetto arriva nell’87 e torna tre anni più tardi. È l’epoca di Maradona, il fuoriclasse argentino che soltanto l’ostinazione di Juliano, l’ex capitano diventato manager, riesce a strappare al Barcellona. Ma il vanto di Ferlaino sfuma nel 1998, allorché il Napoli inciampa nella stagione più vergognosa della sua storia, racimolando appena 14 punti e sprofondando in B dopo aver cambiato ben 4 allenatori e tre manager nel corso della stagione. Due campionati e una faticosa promozione targata Novellino. Poi una nuova retrocessione allontana sempre di più i tifosi da Ferlaino, che non è mai riuscito a stabilire un feeling con la città, che denuncia un paio di attentati dinamitardi alla sua bella villa in collina e che deve anche scontare qualche giorno di arresti domiciliari per una storia di tangenti» (Mario Gherarducci).
• «Ingegnere, che cosa le manca di quegli anni d’oro? “Certamente la gioventù. E poi il tempo che ho sacrificato. Tutti i sabato sera a cena con i giocatori, sempre riso in bianco e niente vino per dare il buon esempio. Con il mio Napoli avrò avuto dei successi, ma quanti sacrifici...”» (ad Alberto Costa) [Cds 26/2/2011].
• Adesso «il Napoli lo guardo in tv e solo il primo tempo. Ho paura dell’infarto. Il secondo tempo non ha sentenze d’appello. Amo troppo il Napoli e Napoli. Ho provato a vivere fuori. Un periodo a Roma, un altro a Milano, ma la sera ero sempre in compagnia di napoletani. A quel punto meglio tornare a Napoli: ce ne sono di più» (ad Angelo Carotenuto) [Rep 29/6/2014].
• Nel 2012 è stato indagato dalla Procura di Napoli per evasione fiscale da 30 milioni di euro.
• Ha cinque figli: Giulio, Tiziana, Luca, Cristiana e Francesca.