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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Roma 28 giugno 1964. Attrice. «Camminare e non essere volgari, con tutte queste tette, è impossibile».
Vita Figlia di Giuliano (ex capogruppo del Pci alla Regione Lazio) e di Ida, casalinga.
• «Dai nove ai quattordici anni vendevo l’Unità porta a porta. Poi mio padre mi portava ai comizi. Ho passato l’infanzia a sentire Giorgio Napolitano, Giancarlo Pajetta ed Enrico Berlinguer».
• La madre dice che appena nata era «perfetta: 3 chili e 20 grammi, senza un capello. Bellissima».
• «Da bambina ero una Maradona al femminile: attaccatura dei capelli bassa, pelosa come la figlia di Fantozzi, massiccia come un lottatore... un vero disastro. Ricordo che negli anni prima dello sviluppo, il mio pediatra, vero luminare e amico di famiglia, mi consolò con queste parole: “Pensa che i brutti anatroccoli, crescendo, diventano sempre belli, mentre il contrario (cioè che i bambini belli restino belli anche da grandi) non succede altrettanto di frequente”».
• «Crescendo m’è venuto un seno grosso, pesante, che ancor oggi è fonte di complessi. Non sapevo se stare gobba per nasconderlo o dritta per mostrarlo. Piacevo agli uomini molto più grandi di me – 30, 40, persino 50 anni – ma i miei compagni di scuola mi prendevano in giro (“Ammazza che bocce!”) come se portassi gli occhiali o l’apparecchio ai denti».
• Di seno porta la quarta, di piede il 39.
• Antonello Sarno stava intervistando la Ferilli e l’attrice, pur di non parlare del suo seno, elogiava ogni parte del suo corpo, soffermandosi in particolare sull’orecchio. Prese poi a parlare dei suoi piedi, massaggiandoseli, e dopo aver chiesto: «Tu insomma non conosci i miei piedi?» si sfilò gli stivaletti dal tacco affusolato. Sarno: «Effettivamente piedi degni di nota, magri e nervosi ma non leziosi, insomma da modella». Ferilli: «Tutti i fotografi mi inquadrano i piedi. Sempre. Sì, è vero, i miei sono quasi da uomo, ma sono belli, al punto che nelle foto del calendario sono quasi sempre in campo. Certo, vanno tenuti bene, a volte è proprio un lavoro, ma comunque ne vale la pena».
• Altre misure: 96-60-96. È alta un metro e 70, pesa 53 chili.
• Primo bacio a 13 anni. Lui era un compagno della scuola d’equitazione («Bruttino e di un palmo più basso di me»). Lei, innamoratissima, quando lo incontrava portava un registratore e una cassetta con le canzoni di Baglioni e di Battisti («Le mixavo io, per creare una colonna sonora a effetto»).
• «Fino a diciassette-diciotto anni mi sentivo così sola che non puoi crederci. Ero rotondetta. Quando mi sono vista corteggiare per la prima volta, è stato un dramma» (ad Aurelio Picca).
• Protagonista in spettacolini di paese, la vide il regista Giuseppe De Santis, che le diede qualche lezione e le consigliò di tentare col Centro sperimentale di cinematografia. Ci andò, la bocciarono: tra i commissari c’era Ingrid Thulin, che la giudicò troppo italiana, non adatta all’esportazione.
• Particine, poi D’Alatri la scelse per Americano rosso (1991). Seguirono Marco Ferreri con Diario di un vizio (premio a Berlino nel 1993: durante le riprese Jerry Calà fece finta di non sentire il ciak e restò con la faccia affondata nella sua scollatura) e Alessandro di Robilant con Il giudice ragazzino. Poi il successo de La bella vita (Virzì, 1994), Vite strozzate (Ricky Tognazzi, 1996), Ferie d’agosto (Virzì, 1996), Natale a New York (Neri Parenti, 2006), la serie tv Commesse (Giorgio Capitani, 1999 e 2002 per Raiuno), la fiction La provinciale ecc.
• Affiancò Pippo Baudo nella conduzione del Festival di Sanremo 1996: faceva la mora, l’argentina Valeria Mazza nella parte della bionda.
• Fu bionda anche lei, nel 2004, quando fece Dalida per France 2/Canale 5: «Ottimo successo nonostante l’attrice in Francia sia una semisconosciuta. Per prepararsi alla fiction di France 2, ha visionato per mesi le cassette dei concerti di Dalida, ha studiato a memoria 28 canzoni e alla fine è riuscita a far coincidere esattamente il labiale con la musica. A volerla a tutti i costi nella parte è stato il fratello della cantante, Orlando, colpito dalle mani di Sabrina, “identiche a quelle di Dalida”. Il fisico prorompente, invece, non corrispondeva e così è stato inguainato in un bustier che ne ha ridotto le curve. La Ferilli, poi, non sa una parola di francese. “Ha recitato tutto il copione in italiano e ogni tanto parlava con un forte accento romano”, ha confermato Vittoria Scognamiglio, l’attrice napoletana che l’ha doppiata» (Antonella Zugna).
• Calendario sexy nel 2001 (un milione di copie).
• In teatro: Alleluja brava gente, Un paio d’ali, Rugantino.
• «Il critico teatrale Masolino D’Amico ha scritto, riguardo al mio personaggio di Rosetta nel Rugantino, che se migliorassi la voce entrerei nella leggenda. E a me quel giudizio m’è rimasto in testa. Mi brucia. So che col canto ho già fatto molto. Garinei mi prese nonostante sapessi intonare solo “Sandokan, Sandokan”. Oggi canto. Ma voglio entrare nella leggenda».
• È anche produttrice teatrale: «Mi piace scommettere sugli altri, giovani soprattutto, come quelli di Amici, di Maria De Filippi, mia socia e amica».
• Al cinema è stata la direttrice del call center – rara parte di cattiva – in Tutta la vita davanti di Virzì (2008), interpretazione che le è valsa il Nastro d’argento e il Ciak d’oro 2008 come Miglior attrice non protagonista. Nel 2009 ha recitato con Diego Abatantuono e Claudio Bisio ne I mostri oggi (Enrico Oldoini), che chiude la trilogia iniziata nel 1963 con I mostri (Dino Risi). Nel frattempo, si è data ai cinepanettoni (Natale a Beverly Hills, 2009, Vacanze di Natale a Cortina, 2011, Neri Parenti), genere popolare che difende con forza («Come li chiamano? Cinepanettoni? Bene, allora sono felice di esservi associata perché amo panettoni, torroni e pandoro»). Tra le fiction più recenti: Caldo criminale, Due imbroglioni… e mezzo!, Baciamo le mani – Palermo New York 1958, ecc.
• Nel 2013 è nel cast del film premio Oscar di Paolo Sorrentino La grande bellezza: per la parte della spogliarellista Ramona ha vinto di nuovo il Nastro d’argento come Migliore attrice non protagonista.
• Dal 2013 è giudice fissa al talent show Amici di Maria De Filippi.
• Testimonial di De Cecco, Wind, Parmalat, Poltrone sofà (sito ufficiale) e Sandro Ferrone. È la sola italiana ingaggiata dalla multinazionale Garnier per la propria comunicazione (reclamizza un prodotto per capelli).
• Nel 2014 è stata ingaggiata da Agon Channel, la nuova tv prodotta in Albania, per condurre Contratto, versione italiana del talk show albanese Kontrata. Nello stesso anno sono partite le riprese del film Io e lei, regia di Maria Sole Tognazzi, in cui la Ferilli e Margherita Buy interpretano una coppia gay. Nel 2016 è di nuovo al cinema in Forever Young, di Fausto Brizzi, dove interpreta un’estetista che si ritrova con un toy boy: «Non potrei mai stare con un ragazzo di 30 anni più giovane di me, il gioco finisce presto, nel tempo diventerebbe lui il carnefice e io la vittima. Per una legge naturale credo che nella coppia i più giovani siano destinati a comandare e il rischio è di rendersi ridicoli, di farsi mettere ko emotivamente. Mi piacciono le relazioni paritarie: si piange, si litiga, si cresce, si costruisce, se non stai con un coetaneo come fai a farlo?» (a Renato Franco) [Cds 21/3/2016].
• È stata sposata con Andrea Perone (otto anni di fidanzamento, due di matrimonio, poi la separazione). Si conobbero «al Sistina, durante Un paio d’ali, lo spettacolo di Maurizio Micheli. Lui fa il fonico, ci vedevamo tutte le sere. Una certa sera ero molto giù per via di una mia cosa andata male, scendo una scala e incrocio Andrea che la sta salendo. Andrea mi fa un sorriso grande così, enorme, immenso, che mi apre il cuore. Mi sono innamorata subito. È chiaro che quando passo all’attacco è perché sono certa di vincere. Al Sistina ci vedevamo di continuo, c’era stato tutto un gioco di sguardi. Ma a cena non ci siamo andati per niente. Invece siamo andati dietro piazzale Clodio a baciarci. Due ore di baci, anzi, un unico bacio lungo due ore». Dopo la separazione lui si è messo con Sara Varone, tra l’altro lo stesso tipo bruno della Ferilli.
• Adesso sta con Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Telecom Italia e di Nuovo Trasporto Viaggiatori ed ex direttore generale della Rai: cominciarono a sentirsi per telefono all’inizio dell’estate 2005, quando già si parlava di una loro love story. Qualche telefonata ed alcuni sms per organizzare l’azione legale intrapresa da entrambi contro alcuni giornali, e ai due venne voglia di conoscersi meglio. Si sono sposati in gran segreto il 29 gennaio 2011 a Parigi (Oggi ha pubblicato il certificato di matrimonio soltanto nel luglio del 2014).
Frasi «Più che sensuale mi sento femmina. Contraddittoria e languida come tutte le femmine».
• «Mi piaccio da morire, così tanto che se m’incontrassi m’innamorerei di me! Mi sono sempre piaciuta, anche quando non ero bellissima, perché l’aspetto esteriore conta solo se si fonde con il cervello. Altrimenti sarebbe come portarsi la bellezza a spasso».
• «Vorrei essere Totò con le tette».
• «Ho una mia teoria sul seno. È proprio dal seno che si capisce il carattere di una donna. Le donne generose, coraggiose, le partigiane hanno sempre belle tette. Più c’è avarizia, scarsa disponibilità, più la tetta si rimpicciolisce e s’ammoscia».
• «Non credo che la carne debba far paura, anzi, al contrario. Più c’è carne meglio è. Le persone pelle e ossa simbolicamente emanano immagini di sofferenza e di malattia. La carne è equilibrio, serenità. Non bisogna certo eccedere, però meglio tre o quattro chili in più che in meno. Sembra che il magro e il patito sia più intelligente perché soffre. Quelli che stanno bene preferiscono donne formose. I disturbati psichicamente, invece, le anoressiche».
• «Non ho Instagram, Facebook lo uso solo per le date del mio tour teatrale, non ho l’iPhone, ho un Nokia 63 da 25 euro che non fa neanche le fotografie, ogni tre messaggi mi dice memoria piena e per leggere il quarto devi eliminare gli altri tre. Sto tra Marte e la Terra, in ’sto mondo che è andato avanti ma si è scordato di me».
Critica «Solare, ironica, pepata e croccante, forte come l’acciaio. Una di quelle persone che non hanno pace finché non riescono a risolvere i problemi di chi le circonda» (Micaela Urbano).
Politica «È la diva incontrastata della sinistra, della sinistra de core, popolare e onesta, non certo musa di quella sinistra tossica e nevrotica da attico cinematografaro in via dei Coronari, a Roma, quella dei contributi statali dati un tanto al chilo (di cachemire)» (Pietrangelo Buttafuoco).
• «Sono da sempre di sinistra, eppure nessuno della nomenclatura della sinistra, a parte Piero Fassino e la moglie mi ha mai dimostrato attenzione e rispetto. Sono così, forse solo un po’ masochisti».
• Da una lettera di critica al governo Prodi che l’Unità le pubblicò nel dicembre 2006: «Caro governo sono arrabbiata. Cosa diavolo sta accadendo?».
• «Tra Follini e Bertinotti, butto Fausto».
• Alle primarie del Pd del 2013 ha votato per Gianni Cuperlo.
Tifo «L’unico matrimonio per me indissolubile è quello con la Roma, gli altri chissà...» (il giorno dopo il matrimonio).
• Nel 2000 promise che se la Roma avesse vinto lo scudetto avrebbe fatto lo spogliarello: avveratosi il desiderio, dovette sfilare in due pezzi color carne su una passerella in mezzo a decine di migliaia di tifosi scalmanati (La7 pagò lo spettacolo duecento milioni di lire, il bikini fu venduto per beneficenza a 19 milioni e 300 mila lire). Tuttavia proprio in quel momento tornarono con forza le voci che un tempo fosse stata laziale.
Vizi Passa quasi tutto il giorno chiusa in casa. Corre tutti i giorni su un tapis roulant e vince la noia guardando la tv. Non scende neanche per fare la spesa, ma si fa portare tutto a casa (è questo, a suo dire, l’unico caso in cui si sente una star). Non guida, gira solo in taxi. La prima cosa che fa la mattina: telefonare al padre. Beve il caffè senza zucchero. Cucina bene. Paolo Conti del Corriere della Sera andò a trovarla per un’intervista nel primo pomeriggio, la sorprese semidormiente «con la cucina invasa dai cascami di una colossale pasta con i broccoletti». Suo commento: «Oddìo come vivo».
• «Io sono una di quelle che adorano mangiare anche da sole, perché per me mangiare è proprio un momento di vero piacere. Io, per esempio, non ho mai mangiato né panini né altre porcherie del genere. Così come succedeva a casa mia, anch’io ci tengo molto a queste pause di tranquillità e così mi apparecchio per bene e per intero la tavola anche quando sono sola, anche perché – al contrario di molte persone – mangiare da sola non mi dà alcuna tristezza, anzi, mi mette addosso una grande allegria. Metto in tavola tutte le mie cose, le mie quattro o cinque pietanze preferite, i due-tre tipi di pane che mi piacciono di più e, finalmente, mangio da sola: una meraviglia assoluta! I primi sono la mia passione, sia da mangiare che da cucinare: un grande classico come la carbonara, per esempio, lo trovo imbattibile, così come le melanzane alla parmigiana».
• «Ho sempre detestato i preliminari... Mi urta i nervi l’idea di una ventina di minuti di preliminari per arrivare al dunque. Se lui lo volesse, guarda, gli direi, ’sti preliminari senza offesa falli con un’altra perché io non ci voglio avere niente a che fare... Questo senso di praticità che ho innato diventa un limite, un difetto. Io tarpo le ali, sono pratica, sono una sforbiciata...».
• «Sono una teorica dell’harem. A parti invertite, s’intende».