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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

Annie Féolde

Biografia di Annie Féolde

• Nizza 15 giugno 1945. Cuoca. Chef proprietaria, assieme al marito Giorgio Pinchiorri, dell'Enoteca Pinchiorri di Firenze. Nel 1993-94 diventa la prima donna chef in Italia a cui è stata assegnata la terza stella Michelin. In cucina dell'Enoteca, assieme a lei, anche gli chef Italo Basso e Riccardo Monco.
• Libri: Enoteca Pinchiorri (Giunti, 2004) e Pinchiorri a due voci (Cinquesensi, 2013)
• Verso la fine degli anni 60 del secolo scorso si trova a Firenze. «Ho capito subito che il lavoro alle poste parigine non mi piaceva, non mi portava da nessuna parte. Allora ho deciso di riprendere lo studio delle due lingue che avevo già studiato a scuola (inglese e italiano, ndr)... A Firenze ho trovato un lavoro in un ristorante in centro, dove sta Sabbatini adesso, per pagarmi una camera. Non era un lavoro pesante. Anche se non avevo soldi per pagarmi la scuola, lavoravo, parlavo con la gente, e così imparavo bene ugualmente» (Lucy Gordan) [La Madia Travelfood, 18/12/2013)
• Nel 1970 incontra Giorgio Pinchiorri, quando lui era un sommelier appena diplomato. Assieme rilevano la cantina di un palazzo storico in via Ghibellina: da enoteca, il locale si trasforma in un buffet con stuzzichini da accompagnare ai vini serviti in bicchieri. I primi veri piatti caldi arrivano nel '74: l'ossobuco e le tagliatelle fatte a mano dalla madre di Giorgio, gli antipasti e i dolci secondo la fantasia di Annie. Negli stessi anni prende la cittadinanza italiana.
• Il 17 novembre 1992 l'Enoteca è distrutta da un incendio, che affonda quasi del tutto anche la cantina di fama mondiale del ristorante «Migliaia di bottiglie di vini tra i più pregiati al mondo e una struttura realizzata per la loro migliore conservazione sono state avvolte dalle fiamme. Sotto le volte del palazzo seicentesco che ospita il ristorante e la cantina, dove il proprietario Giorgio Pinchiorri era solito scegliere le bottiglie più pregiate al lume di candela, sono piombati i vigili del fuoco a evitare il peggio. Sull'origine del disastro, pochi dubbi: quasi certamente è stato doloso. Giorgio Pinchiorri ha infatti raccontato di essere stato svegliato alle 4 del mattino da una telefonata anonima che lo avvertiva del fumo che usciva dalle cantine. Ma il suo numero telefonico non è sull'elenco. Per gli investigatori è un chiaro segnale che qualcuno vuole intimidire uno dei più famosi enologi del mondo e che forse la fama dell'Enoteca nazionale ha spinto qualcuno a voler imporre "protezione". Giorgio Pinchiorri e la moglie Annie Féolde negano. Sostengono di non aver ricevuto minacce, né richieste di denaro. Ma non nascondono la paura e la preoccupazione per l'accaduto» (CdS, 16/11/1992).
• «Cinque cose che non mancano mai dal suo frigorifero? “Il mio frigo è spesso vuoto perché sono sempre qui all'Enoteca. Soltanto se mi metto in testa di fare delle ricerche per inventare dei nuovi piatti, allora devo creare spazio nel mio frigo. Di fisso ho sempre acqua, vino, la birra analcolica, maionese, burro francese, poi un po' di prosciutto e di bresaola, e magari del formaggio gorgonzola. Non bevo che acqua francese, la Volvic”» (Gordan, cit.).