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Elio e le Storie Tese
In home
• Gruppo musicale nato nel 1980, di impossibile catalogazione: spazia con la sua produzione dal rock alla canzone, dal vaudeville al Rhythm & Blues. Secondi al Festival di Sanremo del 1996 con La terra dei cachi e del 2013 con La canzone mononota, vari dischi d’oro nel palmarès, maestri nel coniugare le sonorità rock a testi surreali. «Uno più uno di solito fa più di due» (Elio).
• Componenti fissi del gruppo: Stefano Belisari alias Elio, Nicola Fasani alias Faso, Davide Civaschi alias Cesareo, Sergio Conforti alias Rocco Tanica, Christian Meyer. Componenti non ufficiali, ma sempre presenti in album e live: il secondo tastierista Antonello Aguzzi (Pinerolo 6 dicembre 1959) detto Jantoman o Uomo e Luca Mangoni (Milano 26 marzo 1961), presentato col titolo di architetto (la sua professione), folletto demenziale che partecipa con coreografie e cori: durante i concerti catalizza più di chiunque altro l’entusiasmo del pubblico. Il tastierista Vittorio Cosma ha sostituito Rocco Tanica nei tour estivi del 2007, 2013 e 2014.
• Il loro album d’esordio fu Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu (1989), «ma avevamo cominciato a fare concerti nell’81-’82, per il disco abbiamo aspettato un po’» (Elio). Intanto canzoni come Cara ti amo, Silos, John Holmes erano diventate di culto grazie al passaparola e a cassette registrate durante i concerti. Sono seguiti tra gli altri Italyan, Rum Casusu Çikti (1992), Eat the Phikis (1996), Craccracriccrecr (1999), Made in Japan – Live at Parco Capello (2001), Cicciput (2003), Studentessi (2008, dedicato a Feiez), Gattini (2009), L’Album Biango (2013).
• Da vent’anni il lunedì sera conducono su Radio Deejay la trasmissione Cordialmente. Hanno partecipato a programmi Rai, Mediaset e Mtv. Dal 2009 per tre stagioni, il gruppo è stato ospite fisso del programma di Serena Dandini Parla con me (Raitre), nel 2012 ospite fisso a The Show Must Go Off su La7, sempre con la Dandini, nel 2014 ha condotto Il Musichione, nella seconda serata di Raidue.
• Nel 1997 recitarono in un film pornografico: Rocco e le storie tese (di e con Rocco Siffredi).
• Trionfo a Sanremo 2008, dove sono stati ingaggiati per il Dopo Festival. Mario Luzzatto Fegiz: «I motivi in gara, nelle loro mani, suonano spesso meglio degli originali del teatro Ariston. A quando un Sanremo secondo Elio?».
• Alla serata finale di Sanremo 2013 si sono presentati sul palco dell’Ariston con costumi modello oversize da 150 chili (quattro ore di trucco, un’ora per toglierlo). Nelle serate precedenti avevano cantato in versione nana, con le mani finte, con Rocco Siffredi come partner (Renato Franco) [Cds 18/2/2013].
• Nel 2013, ad anticipare l’uscita dell’Album Biango, il singolo Complesso del Primo Maggio, canzone che ridicolizza il Concertone di piazza San Giovanni: «E questa è la canzone del complesso del Primo Maggio / che in genere si esibisce sotto il sole di pomeriggio / con la chitarra acustica scordata, calante/ che la gente che balla a torso nudo neanche la sente / […] La musica balcanica ci ha rotto i coglioni / è bella e tutto quanto ma alla lunga rompe i coglioni / […] E poi arriva il complesso che valorizza il territorio / impara quattro accordi ci costruisce un repertorio / e senza motivo c’è un percussionista ghanese / che è stato ricollocato in un complesso pugliese». Grande successo di critica. «L’Osservatore Romano elogia il gruppo per la loro salutare scorrettezza. “Nella loro ultima canzone hanno rotto un altro tabù, mettendo in ridicolo l’omologazione della protesta nel concerto che più di tutti dovrebbe rappresentare un momento di contestazione delle ingiustizie sociali”» (Cds 14/4/2013). «Primomaggio e disaggio, ma che musica geniale quella di Elio. Prende lo scalettone della kermesse sindacale, il clima che la circonda, le retoriche che essa nutre, i personaggi improbabili che vi si rispecchiano come narcisi indignati, quell’impasto di solidarismo e televisionismo che ne caratterizza gli eroi, e a tutti fa la pelle con grazia e cattiveria sorniona» (Giuliano Ferrara) [Fog 14/4/2013].
• Al Concerto del 1° maggio 1991 furono censurati in diretta tv mentre cantarono Cassonetto differenziato per il frutto del peccato con nomi e cognomi dei politici corrotti.
• Testimonial del liquore Cynar in uno spot ironico-trash condito con il motivetto Carciofon, ripreso poi nel brano Gargaroz (nell’album Studentessi).
• Nel 2004 hanno pubblicato Animali spiaccicati ovvero il Nuovissimo Metodo per entrare alla grande nel mondo dei grandi (Einaudi). Nel 2006 hanno raccontato la storia del gruppo in Vite bruciacchiate. Racconti confusi di una carriera discutibile (Bompiani 2006).
• «Raccontare sconcezze esilaranti con lo stile di Esopo come la storia del Cardellino alcolizzato o quella del Leone cocainomane. Ovvero spalmare il caviale di una creatività raffinata ed esclusiva sulla superficie vile di una pizza margherita. O disperdere potenzialità musicali che andrebbero da Zappa a Beethoven, da Cage al free jazz, mettendo talento e virtù al servizio di apparenti follie verbali, spesso oscene, come la celebre Cara ti amo, antifemminista, politically scorrect» (Mario Luzzato Fegiz).
• «Siamo il gruppo dei “potrei ma non voglio” e non dei “voglio ma non posso”. Ragazzi normali» (Elio).
• «Il demenzial-comico ma ben suonato non esisteva quando cominciavamo ad esibirci in locali come il Magia di Milano».
• «Un episodio indimenticabile in senso negativo è stata la morte di Feiez, perché eravamo sul palco insieme, e ci è morto di fronte agli occhi, cosa che non auguro a nessuno. Un’altra cosa negativa, ma molto meno negativa, è stata il film che abbiamo fatto con Rocco Siffredi. Non perché sia stato brutto, ma perché nelle nostre idee c’era una grande avventura, e quando siamo stati lì ci siamo accorti che non era la figata che immaginavamo ed era pure un po’ squallido, per certi versi» (Elio a Stefano Pistolini) [Fog 9/12/2010].
• «Il nostro ideale è Amedeo Minghi. Che una volta disse: la musica non si applaude, si ascolta e basta».
• «Per vocazione, gusto e dispetto, sono maestri di mascheramento, un po’ goliardi e un po’ saltimbanchi, scrivono canzoni che sono slogan, a dispetto del fatto che non smettano d’essere poemetti demenziali, che usano le tecniche d’irrisione del Marchese del Grillo, Petrolini e Rascel e di tanti altri che per decenni, nella tv e soprattutto nella radio di stato (Antonella Steni e Elio Pandolfi?) hanno battuto le strade delle parodie e delle prese in giro, magari con la stoccata velenosa nascosta in fondo. Di fatto, adesso, non c’è niente nella scena musicale italiana che sia influente quanto Elio e le Storie Tese. Fanno opinione, tendenza, passaparola» (Stefano Pistolini, cit.).
ELIO (Stefano Belisari) Milano 30 luglio 1961. Cantante. Flautista, suona anche chitarra e basso. È giudice di X Factor dalla quarta edizione (a eccezione dell’ottava).
• «Andavo alle elementari alla scuola di via Wolf Ferrari, ero in quinta quando un giorno entra la bidella e chiede chi voleva seguire i corsi di musica della Scuola civica di Milano. Io dissi subito di sì. Solo che quando ci fu la riunione per scegliere lo strumento io ero da solo mentre gli altri ragazzi erano venuti con le mamme. Volevo il pianoforte, però le mamme degli altri si erano già fatte avanti, non c’erano più posti disponibili. Mi fu assegnato il flauto» (a Ranieri Polese). Sette anni di studi, poi il diploma del conservatorio.
• Appassionato di calcio (è interista), cui ha dedicato molte canzoni (Cinica lotteria dei rigori, Ti amo campionato, Ameri, Amico uligano, Giocatore mondiale, Concetto di banana), ma soprattutto di baseball, tanto da aver messo in piedi con il bassista del gruppo Nicola Fasani (vedi sotto) una squadra, la Ares, giunta fino alla serie A-2 (lui gioca esterno).
• Voce del Pinguino Pino nella campagna pubblicitaria Vodafone 2013.
• Nel 2004 ha pubblicato Fiabe centimetropolitane (Bompiani).
• Dall’ottobre del 2014 interpreta Gomez nel musical La Famiglia Addams, con Geppi Cucciari, Giulia Odetto e Pierpaolo Lopatriello.
• Sposato, due figli gemelli, Dante e Ulisse (11 novembre 2009).
• Abita ancora nel quartiere Val di Sole dove è cresciuto.
CIVASCHI Davide (detto Cesareo) Milano 22 gennaio 1962. Chitarrista. Inizi negli Urania prima di entrare negli Elio nel 1983. Ha suonato in diversi tour di Daniele Silvestri. Sposato, due figli, Valeria e Simone.
FASANI Nicola (detto Faso) Milano 7 aprile 1965. Bassista. Insegna musica allo studio Idea Suono di Milano. Appassionato di Vespa e baseball (commenta le partite di Major League per Fox Sports). Un figlio.
MEYER Christian Milano 27 gennaio 1963. Batterista. Entrato nel gruppo dopo la morte per un aneurisma del polistrumentista Paolo Panigada detto Feiez (1962-1998). Suona anche in diversi complessi jazz. Ha la nazionalità svizzera. Appassionato di alpinismo.
TANICA Rocco (Sergio Conforti) Milano 13 febbraio 1964. Tastierista. Prima di entrare nel gruppo ha suonato in tour per Vecchioni, Guccini e De Gregori. Collaborazioni in seguito con De André (Le nuvole, 1990) e Baglioni (Io sono qui, 1996).
• In tv conduce il Quasi tg (prima su Fxora Comedy Central). Nel 2010-2011 ha condotto il Tg-Tanica di Crozza Italia (La7). «Se in QuasiTg gli autori prendono spunto da fatti di cronaca per stravolgerli fino a renderli irriconoscibili e io mi limito a leggerli, in Tg-Tanica sono il redattore-manipolatore unico: prendo le voci stentoree dei lanci dei tg e li ricombino. L’effetto è sempre corroborante». Ha interpretato il musicista straziato Vano Fossati (parodia di Ivano) nella trasmissione Zelig Circus. Ha partecipato a vari programmi Rai, tra cui Scorie (con il personaggio Sergione). Nel 2015 è nel cast del Festival di Sanremo nel ruolo di inviato speciale dalla sala stampa. Poco tempo dopo è co-presentatore, con Lucilla Agosti, del programma Italia’s Got Veramente Talent? (Sky Uno), talk show comico che fa da dopo serata a Italia’s Got Talent. Dall’8 giugno 2015 conduce, con Angela Rafanelli, Razzolaser (Raidue).
• «Nato musicista classico, incappato per frequentazioni parental-amicali in tenera età in Elio di cui da oltre 25 anni è sodale, Tanica riconosce che la facilità di passare dalle tastiere all’intrattenimento gli arriva proprio dagli Elii, “un preciso progetto musicale in forma di cazzeggio: nel gruppo tutti facciamo tutto. Siamo abituati a interpretare personaggi, dato che le nostre canzoni non sono solo musica, ma teatro”» (Adriana Marmiroli).
• Nel 2008 ha pubblicato il libro Scritti scelti male (Bompiani): «Non avendo il respiro del romanziere ho preferito la forma delle schegge. Ho scritto quasi tutto ex novo, seguendo dei filoni: ci sono finti articoli rifiutati dalle testate, le fiabe che avrei voluto sentirmi raccontare, grandi misteri come l’assassinio Kennedy visti attraverso una lente deformante, una prospettiva malata».
Giorgio Dell’Arti
Catalogo dei viventi 2016 (in preparazione)
scheda aggiornata al 1 febbraio 2016

Martedì 17 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI


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