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 2017  dicembre 12 Martedì calendario

• Milano 12 febbraio 1948. Avvocato. «La maglia rosa tra gli avvocati di Tangentopoli (“Credo di averne difesi più di duecento”)» (Enrico Deaglio).
• «Venivano da me chiedendomi soprattutto di evitare la galera. E di uscire dalla storia col minor danno possibile. Così era: Mani Pulite è stata una cosa irripetibile: la gente era stufa, gli imprenditori erano stufi, e Di Pietro ha fatto il resto. Una volta un imputato, finito l’interrogatorio, gli ha chiesto l’autografo per sua figlia. Lì mi sono seccato: ma piantala! Non vedi che ce l’hai in calce al verbale?».
• In seguito ha difeso lo stesso Di Pietro. Già avvocato di Giuliano Tavaroli in merito ai dossier illegali Telecom, di Dolce e Gabbana per una contestazione fiscale, e di Mario Chiesa (suo compagno di liceo) arrestato per tangenti versate sullo smaltimento dei rifiuti in Lombardia, nell’ottobre 2010 diventa difensore di Karima Rashida el Marhoug (detta Ruby Rubacuori) nel processo che ha coinvolto Berlusconi. Dopo pochi mesi lascia l’incarico poiché il suo nome stato ritrovato dagli inquirenti nell’agenda sequestrata alla giovane marocchina: «Non sono abituato a vedere comparire il mio nome negli atti di un processo, se non solo nella riga dedicata alle nomine degli avvocati difensori. Ritrovarmi invece a far parte degli atti acquisiti mi dà molto fastidio».