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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

DANIELE DEL GIUDICE • Roma 11 gennaio 1949. Scrittore. Libri: Lo stadio di Wimbledon (Einaudi, 1983, premio Viareggio-Rèpaci), Atlante occidentale (ancora Einaudi, 1985), Nel museo di Reims (Mondadori, 1989), Staccando l’ombra da terra (Einaudi, 1994), Mania (Einaudi, 1997), Orizzonte mobile (Einaudi 2009), In questa luce (Einaudi 2013). Autore con Marco Paolini di I-Tigi - Canto per Ustica, tragedia per narratore e coro portata in scena e in tv dall’attore e dedicata alla vicenda del Dc9 Itavia precipitato.
• Ha fatto il giornalista a Paese Sera negli anni Settanta.
• Grande amicizia e stima da parte di Italo Calvino.
• «Del Giudice non affida alla narrativa il compito di esplorare una situazione, di darle corpo e di lasciare poi che il lettore se la sbrogli da solo. Opera piuttosto in senso inverso (…): traduce narrativamente e in maniera molto sapiente un’idea già perfettamente formata, compiuta e dagli sbocchi largamente previsti» [Paolo Mauri, L’opera imminente, Einaudi 1998].
• «Del Giudice è stato sin da subito, e cioè dal suo acclamatissimo esordio, prima ancora che uno scrittore, un’idea della letteratura, che ha continuato ad agire su di lui, e sul suo futuro di prosatore magro e non prolifico, come una specie di archetipo platonico: fino a diventare l’archetipo platonico di se stesso. Sarà stato merito – o colpa – dell’intelligentissimo Calvino, che dal suo iperuranio, e magari alla ricerca di eredi, ne dettò il ritratto in una quarta di copertina, splendidamente vero e suggestivo anche in assenza del corpo del testo, magnificamente sintonizzato con gli idola letterari allora correnti? Sarà stato merito – o colpa – dei molti zelanti interpreti che, non mancando un appuntamento, hanno continuato a spiegarcelo e chiarircelo, prosciugando ogni zona d’ombra della sua pagina? Sarà stato merito – o colpa – solo suo, considerata la stessa disposizione a spiegarsi e chiarirsi? Non lo so: ma so che tutto questo è accaduto» (Massimo Onofri) [Avv 21/3/2009].
• «Calviniano esangue, un tizio capace di vincere tre premi-ectoplasma come il Viareggio, il Bagutta, il Feltrinelli-Accademia dei Lincei, uno scrittore molto anni Ottanta e quindi non molto necessario (non è solo colpa sua, ha esordito all’epoca in cui si pensava che Gesualdo Bufalino e Pietro Citati fossero autori importanti), (...). Del Giudice scarseggia anche di fantasia geografica: non solo scrive di Patagonia, abita a Roma e a Venezia, e non si possono immaginare due città più consumate dal continuo ciabattare narrativo» [Camillo Langone, Manifesto della destra divina, Vallecchi 2009].
• «Dopo l’editoria il volo è la mia seconda passione. Ma i libri contano anche lì. Staccando l’ombra da terra di Daniele Del Giudice sembra scritto per me» (l’editore Raffaelo Cortina a Egle Santolini) [Sta 30/11/2013].
• «Io credo veramente che con due sole cose il volo abbia a che fare, oltre che con la tecnica: col mito e con l’infanzia» (Daniele Del Giudice).