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 2017  marzo 28 calendario

Torino (Torino Fc)

Cronologia del Torino

Nasce il Football Club Torino

• Nel 1900 il Football Club Torinese aveva già assorbito l’Internazionale Torino, ma la vera svolta arriva in una gelida e nebbiosa sera d’inverno di sei anni dopo, all’interno di una saletta al primo piano della birreria Voigt (oggi bar Norman) di via Pietro Micca angolo via Botero. L’incontro è fissato alle ore 21, le persone presenti 23, ventitré signori in bombetta e colletto duro, diciassette dei quali dal nome straniero, guidati dallo svizzero Alfredo Dick. Alla fondazione avevano già aderito anche alcuni soci della Torinese, la più antica squadra di calcio della città. Poco prima della mezzanotte nasce il Football Club Torino. I soci sono 64, il Presidente è Hans Schoenbrod, campo da gioco sarà il velodromo Umberto I.

Il debutto del Torino

• Tredici giorni dopo la sua fondazione, in un’amichevole a Vercelli il Torino batte la Pro Vercelli 3-1 con gol di Rodgers, Michel e un’autorete. Le maglie sono ancora quelle giallo nere ereditate dalla Torinese. Di lì a poco il Torino giocherà per sempre coi colori granata, in omaggio ai fazzoletti della Brigata Savoia. Un omaggio, sembra, fortemente voluto da Vittorio Amedeo II, Duca di Savoia, a conclusione delle celebrazioni del bicentenario della Battaglia di Torino del 7 settembre 1706. La celebrazione di quella vittoria fu all’origine anche della costruzione della basilica di Superga.

È subito derby Torino-Juventus

• L’esordio in campionato coincide con il derby. Le prime due partite sono infatti per il Torino le eliminatorie del girone Piemonte, e queste prevedono lo scontro diretto con la Juventus. Quasi una dichiarazione d’intenti, un marchio di fabbrica. La prima sfida finisce 2-1 con reti di Ferrari-Orsi e dello svizzero Kempher. Il vicepresidente Alfredo Dick, rimasto chiuso in bagno per tutto il secondo tempo, deve accontentarsi di indovinare lo svolgimento della gara dal clima degli spalti e facendosi raccontare l’incontro da qualche spettatore “di passaggio”.

Altra vittoria nel derby per il Torino

• Altra vittoria granata nel derby fuori casa per 1-4. Eroe del doppio confronto è il centravanti Kempher, che dopo il gol dell’andata mette a segno tutte e quattro le reti nella partita di ritorno.

Il primo trofeo

• Sconfiggendo per 5-2 la Pro Vercelli, il Torino vince il trofeo Palla d’Argento Henri Dapples, singolare torneo istituito dal dirigente omonimo del Genoa, che veniva assegnato con partita secca dove una squadra sfidante vinceva solo riuscendo a battere la squadra detentrice (in caso di pareggio il titolo rimaneva ai detentori).

Primo campo sociale del Torino

• Si inaugura il primo campo sociale del Torino FC. È in piazza d’Armi, a pochi passi dove verrà costruito lo stadio Comunale (l’attuale Stadio Olimpico).

Campionato interrotto causa guerra

• Ultima giornata del quadrangolare finale. Il Torino è atteso dal Genoa, già battuto all’andata 6-1, che guida la classifica con due punti di vantaggio. «Campionato interrotto causa guerra», ordina la Federazione poco prima dell’incontro. Il torneo non riprenderà più e lo scudetto verrà assegnato, fra le polemiche, al Genoa.

Torino-Legnano, la partita più lunga

• Va in scena a Vercelli la partita più lunga del campionato italiano, Torino – Legnano. Si tratta di uno spareggio per accedere alle finali. Dopo i 90 minuti regolamentari, i 30’ supplementari e i 38’ di proroga ulteriore, il risultato è ancora fermo sull’1-1 e l’arbitro Mombelli decide che può bastare (allora non esistevano né le sostituzioni né la regola dei rigori). Le due squadre rinunciano di comune accordo alla ripetizione fissata tre giorni più tardi e sono così eliminate. Lo scudetto sarà della Pro Vercelli «Sul campo della Pro Vercelli è oggi avvenuta la liquefazione del campionato di football. Dopo 158 minuti di gioco i ventidue giocatori, o meglio le ombre dei ventidue giocatori, sono usciti dal campo senza essere riusciti a condurre a un risultato conclusivo il match (…) Cos’era accaduto? Una cosa assai semplice e umana. Il signor Mombelli non si sentiva più di dirigere con la necessaria lucidità l’interminabile incontro e l’ha sospeso» [la Gazzetta del Popolo del 29/6/1921].

Inaugurazione dello stadio Filadelfia

• Situato nella zona detta Borgo Filadelfia, nel quartiere Lingotto, il tempio granata per antonomasia prende il soprannome dalla via sulla quale è edificato. Ospiterà per oltre un trentennio le partite casalinghe del Torino (ultima partita il 19 maggio 1963: Torino Napoli 1-1, gol per il Torino di Bearzot), per poi diventare campo d’allenamento della prima squadra (fino al 1989) e delle giovanili. Fortemente voluto dal presidente Enrico Marone di Cinzano, si chiamò inizialmente “Campo Torino”. All’inaugurazione sono presenti 15.000 spettatori (tutto esaurito) tra cui, in prima fila, la principessa Adelaide e il duca d’Aosta Amedeo III. Per l’occasione si svolse una partita amichevole fra il Torino e la Fortitudo Roma (4-0 con tripletta di Libonatti e gol di Rossetti), squadra che l’anno successivo andrà a formare, insieme ad Alba e Roman, la futura A.S. Roma. Dal 17 gennaio 1943 al 6 novembre 1949 il Toro vi giocò 100 partite senza subire sconfitte: 89 vittorie, 11 pareggi, 363 gol fatti e 80 subiti.

Revoca del primo scudetto

• Nel 1927, primo campionato a carattere nazionale, il Torino aveva conquistato il suo primo titolo. Ma la beffa era dietro l’angolo, e non poteva che vestire colori bianconeri: un dirigente granata, il dottor Nani, avrebbe corrotto il terzino juventino Allemandi perché agevolasse la vittoria nel derby (vinto 2-1) del 5 giugno. Mai combine fu meno provata, tant’è che il giocatore stesso fu fra i migliori in campo e venne alla fine del campionato prima squalificato a vita e poi amnistiato, ma tanto bastò per scucire dal petto granata lo scudetto. Beffa nella beffa, la sentenza definitiva della revoca arriva a campionato successivo iniziato.

Il primo scudetto del Torino

• Con un sonoro 5-1 ai danni del Genoa, il Torino conclude una cavalcata iniziata l’inverno precedente e conquista con una giornata d’anticipo il suo primo scudetto. Questa volta valido per tutti. Squadra campione: Bosia, Monti III, Martin II, Colombari, Janni, Sperone, Vezzani, Baloncieri, Libonatti, Rossetti, Franzoni. Libonatti è il capocannoniere del campionato con 35 reti. Alla fine della carriera avrà realizzato con la maglia del Toro 150 reti, secondo solo a Paolino Pulici.

Spareggio scudetto, Torino battuto dal Bologna

• A Roma il Torino perde per 1-0 contro il Bologna il terzo spareggio per l’assegnazione dello scudetto. Gino Rossetti è miglior marcatore della stagione con 36 reti.

Spareggio salvezza, il Torino batte il Livorno

• Il Torino conquista la salvezza solo all’ultima giornata grazie ad un gol segnato dalla mezzala Filippo Prato in un drammatico spareggio fuori casa contro il Livorno, che sopravanzava i granata di un punto.

Prima Coppa Italia

• A Marassi il Torino vince la sua prima Coppa Italia battendo in finale l’Alessandria per 5-1 (doppiette di Galli al ’7 e ’70 e di Silano al ’20 e al ’78 e un gol di Buscaglia al ’57). Questa la formazione: Maina, Brunella, Ferrini, Gallea, Janni, Prato, Bo, Baldi III, Galli II, Buscaglia, Silano.

La Roma soffia lo Scudetto al Torino

• Alla terz’ultima giornata il Torino, perdendo a Venezia per 3-1, consegna, di fatto, il primo scudetto alla Roma. Lo stesso giorno, il presidente Ferruccio Novo supera la concorrenza della Juventus e conclude l’acquisto, proprio dal Venezia, dei due migliori calciatori neroverdi, Valentino Mazzola e Ezio Loik, in cambio di un milione e 200 mila lire e i cartellini di Patron e Mezzadra.

Secondo scudetto del Torino

• Primo scudetto del Grande Torino, il più sofferto dei cinque. Grazie ad un gol segnato al minuto 86 da Mazzola, il Torino vince a Bari e chiude il campionato un punto sopra il Livorno. Questa la formazione tipo: Bodoira, Piacentini, Ferrini, Grezar, Ellena, Baldi, Menti II, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II.

La seconda Coppa Italia del Torino

• Sconfiggendo in finale a Milano un sorprendente Venezia per 4-0 (due gol di Ossola, uno di Ferraris II e uno di capitan Mazzola), il Torino conquista nella stessa annata anche la sua seconda Coppa Italia, prima squadra a vincere i due trofei nella medesima stagione. Questa la formazione messa in campo dall’allenatore magiaro Kuttik: Bodoira, Piacentini, Ferrini, Gallea, Ellena, Grezar, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II.

Il Torino rompe l’isolamento post-bellico

• Il Torino è la prima squadra a rompere l’isolamento post-bellico, giocando a Losanna un’amichevole che vede i granata battere gli svizzeri per 3-1.

Terzo scudetto del Torino, Gabetto capocannoniere

• Con un largo 9-1 ai danni della Pro Livorno, il Torino può festeggiare il suo terzo scudetto. Formazione tipo: Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Castigliano, Rigamonti, Grezar, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II. Guglielmo Gabetto conquista la classifica dei cannonieri con 22 reti.

Azzurri targati granata contro l’Ungheria

• Al Comunale di Torino la nazionale italiana affronta in amichevole la fortissima nazionale ungherese, vincendo 3-2. Dieci titolari sono granata: unico “straniero” è il portiere juventino Sentimenti IV «E a me, bianconero in prestito, non rimase che applaudire».

Quarto scudetto del Torino trascinato da Mazzola

• A Modena si festeggia il quarto scudetto del Torino con un 4-2 ai danni della squadra di casa. Formazione tipo: Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Castigliano, Rigamonti, Grezar, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II. Valentino Mazzola è il miglior marcatore del campionato con 29 reti.

Goleada e cento gol in campionato

• Trentaduesima giornata del campionato. Si gioca Torino – Alessandria. La partita termina con un rotondo10-0. È ancora oggi la sconfitta più larga subita da una squadra nella storia della serie A a girone unico. Sembra che i granata infierirono in modo così spietato in risposta al gioco duro degli avversari e agli screzi tra Valentino Mazzola e un tifoso che lo sbeffeggiava da bordo campo (“Tua moglie è a letto con il macellaio”), oltre che mossi dall’incitamento del Filadelfia nel tentativo di raggiungere i 100 gol in campionato, obiettivo raggiunto con il decimo gol, segnato da Guglielmo Gabetto.

Scudetto, la cinquina del Torino

• 5-2 al Modena: al Filadelfia si festeggia il quinto tricolore del Torino. Formazione tipo: Bacigalupo, Ballarin Tomà (Maroso), Castigliano, Rigamonti, Grezar, Menti II, Loik, Gabetto, Mazzola. Ossola (Ferraris II).

L’ultima al Filadelfia del Grande Torino

• Il Grande Torino gioca l’ultima partita davanti al suo pubblico: Torino-Modena finisce 3-1 con reti di capitan Mazzola, Menti II e Ballarin.

Il sesto scudetto del Torino

• Pareggiando 0-0 con l’Inter a San Siro, il Torino è sicuro campione d’Italia con quattro giornate d’anticipo. Al novantesimo, mentre i giocatori granata si abbracciano in campo, dagli spalti il pubblico di fede nerazzurra inveisce fischiando e lanciando cuscinetti all’indirizzo degli avversari.

L’ultima partita del Grande Torino

• Il Grande Torino disputa la sua ultima partita, un’amichevole di lusso contro il Benefica, in onore del capitano portoghese Ferreira, divenuto amico di Valentino Mazzola in occasione di Italia-Portogallo (4-1), giocata a Genova nello stesso anno.

La tragedia di Superga

• Torino. Alle 17.03 l’aereo (Fiat G. 212 della compagnia Ali) che partito da Lisbona riporta in Italia il Grande Torino, si schianta contro il terrapieno della Basilica di Superga. Perdono la vita i calciatori Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Émile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Julius Schubert; i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Ippolito Civalleri, Andrea Bonaiuti; gli allenatori Egri Erbstein e Leslie Lievesley; il massaggiatore Osvaldo Cortina; i giornalisti Renato Casalbore, Renato Tosatti, Luigi Cavallero; i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste d’Inca, Cesare Biancardi, Antonio Pangrazi. Ottorino Barassi, presidente Figc, proclama da subito l’assegnazione dello scudetto al Torino. Decisione accolta da tutte le società di serie A. Le rimanenti quattro partite del campionato (Genoa, Palermo, Sampdoria e Fiorentina) saranno giocate dalle giovanili del Torino. Per rispetto a quanto accaduto, le squadre avversarie affronteranno il giovane Toro con le loro formazioni di pari età.

L’omaggio ai campioni del Grande Torino

• Al Filadelfia sono in campo il River Plate di De Cicco, Labruna e Di Stefano contro una selezione dei migliori giocatori della serie A, chiamata Torino Simbolo. Per l’occasione indossano la maglia granata, tra gli altri, il portiere bianconero Sentimenti e Giampiero Boniperti. Torna a vestire i colori granata anche Pietro Ferraris, che nell’estate del ’48 si era trasferito al Novara. Quest’incontro instaura un fortissimo legame d’amicizia tra le due società, tanto che il River Plate adotterà la maglia granata come seconda divisa, in onore proprio del Torino, e la società piemontese farà lo stesso inserendo una banda diagonale granata alla seconda maglia, in origine completamente bianca.

Il giovane Torino viene laureato campione d’Italia

• I giovani della Sampdoria accolgono i pari grado del Torino con undici scudetti da appuntare prima della gara sulle maglie granata, come omaggio ai pentacampioni.

Nasce Paolino Pulici

• Nasce a Roncello, in provincia di Milano, sotto il segno del toro, Paolino Pulici. Con 173 reti realizzate con la maglia granata diventerà il più grande cannoniere della storia del Torino, vincendo tre volte la classifica marcatori del campionato italiano (nel 1972/73, a pari merito con Rivera e Savoldi, nel 1974/75 e nel 1975/76). Gianni Brera, dopo averlo visto in azione a San Siro inventerà per lui l’appellativo di “Puliciclone”. Aldo Agroppi lo ribattezzerà “Pupi”.

La prima retrocessione del Torino

• Termina allo stadio dei Centomila di Roma (così si chiamava l’Olimpico di Roma prima delle “riduzioni” apportate in occasione le Olimpiadi del 1960), con una sonora sconfitta per 4-1 da parte della Roma l’avventura in serie A della Associazione Calcio Talmone Torino, la denominazione che aveva preso la squadra sponsorizzata quell’anno dalla Venchi Unica che, in cambio di 55 milioni di lire, aveva ottenuto di apporre una T bianca sulle maglie granata. In quell’anno i granata avevano anche abbandonato il campo Filadelfia per il Comunale. Due novità pagate a caro prezzo.

La prima in serie B del Torino

• Il primo contatto del Toro con la serie B è uno 0-0 esterno contro la Sambenedettese. Nell’occasione fa il suo debutto in prima squadra quello che diventerà il Capitano, Giorgio Ferrini.

Pianelli presidente del Torino

• Orfeo Pianelli diventa, a 42 anni, il 21° presidente del Torino Calcio.

Il debutto di Meroni in granata

• Prima di campionato: Torino-Mantova 2-0. Fa il suo esordio in campionato con la maglia granata Luigi Meroni, detto Gigi. Fortemente voluto dall’allenatore Nereo Rocco, arriva dal Genoa per 300 milioni di lire (all’epoca una cifra record per un giocatore di soli ventuno anni). Soprannominato “farfalla”, con allusione al suo stile di gioco e ai suoi costumi anticonformisti, e “el beatnik del fútbol” per i suoi interessi artistici. I tifosi granata più anziani lo chiamano subito, con un pizzico di ironia, “Calimero”. Insieme al sanguigno e guizzante centravanti Nestor Combin formò una coppia d’attacco che precedette i fasti dei due celebri “gemelli del gol” Paolo Pulici e Francesco Graziani. Il suo arrivo coincise col miglior piazzamento del Torino del dopo-Superga: terzo posto dietro alle due squadre milanesi Inter e Milan. «L’unico libero del calcio italiano»(Aldo Agroppi).

Il debutto europeo del Torino

• Debutto del Toro nelle Coppe europee: in Coppa delle Coppe i granata hanno la meglio sugli olandesi del Fortuna 54 Geleen per 3-0. Le reti sono di Hitchens, Moschino (rigore) e Meroni (rit.7/10 finisce 2-2: ancora Hitchens e autogol di Brull). Con Nereo Rocco in panchina, i granata arrivano alle semifinali, quando si arrendono ai tedeschi del Monaco 1860.

La tragica fine di Gigi Meroni

• Nel giorno dell’esordio di Aldo Agroppi, il popolo granata perde Gigi Meroni. L’ultima partita di Gigi Meroni è uno spettacolare 4-2 alla Sampdoria (con espulsione dello stesso Meroni). Proprio quella vittoria permette ai giocatori di avere la libera uscita serale. Sono le nove passate, a Torino pioviggina, e Gigi in compagnia dell’amico Fabrizio Poletti attraversa corso Re Umberto fermandosi sulla linea di mezzeria. Dalla periferia arriva un’auto che gli fa fare istintivamente un passo indietro proprio nel momento in cui dalla direzione opposta sopraggiunge una Fiat 124 che, sfiorando Poletti, lo prende in pieno scaraventandolo sulla corsia opposta, dove una Lancia Appia trascina il corpo per una cinquantina di metri. Alla guida della Fiat c’è un diciannovenne di nome Attilio Romero, tifoso granata che nel 2000 diventerà presidente del Torino. Ai funerali del 17, ventimila torinesi daranno l’ultimo saluto al ragazzo “con la maglia numero 7”. Dal carcere delle Nuove i detenuti avevano fatto una colletta e mandato una corona di fiori. Di lui dirà, tra l’altro, Nereo Rocco, l’allenatore che l’aveva voluto al Toro: «Un allenatore di tipi come lui ne vorrebbe undici in squadra».

Torino, il successo nel derby per Meroni

• Sette giorni dopo la morte di Meroni, si gioca il derby. Dopo 7 minuti il Toro è già sul 2-0 grazie ad una doppietta del “gemello” Nestor Combin, che nella ripresa farà tris. Il clamoroso 4-0 finale è opera di Alberto Carelli, che al ’67 insacca indossando la maglia numero 7 che era stata di Meroni.

La terza Coppa Italia del Torino

• Vincendo 2-0 in casa dell’Inter con gol di Fossati (17’) e Combin (45’), il Torino si aggiudica la sua terza Coppa Italia, primo trofeo conquistato dai granata dopo la scomparsa dello squadrone nella tragedia di Superga. Questa la classifica del girone finale: Torino 9, Milan 7, Inter 4, Bologna 4. Formazione: Vieri, Fossati, Trebbi, Puia, Cereser, Agroppi, Corni, Ferrini, Combin, Moschino, Facchin.

La prima di Pulici in granata

• Debutta da titolare nella massima serie, non ancora 19enne, Paolino Pulici. La partita è Torino-Cagliari (0-0).

Primo gol di Pulici in campionato

• Allo stadio San Siro di Milano si gioca Inter – Torino. La partita finisce 2-2. Al gol di Facchetti al quarto minuto del primo tempo, risponde Pulici tre minuti più tardi. Un rigore realizzato da Bertini per l’Inter e un gol di Moschino per i granata chiudono l’incontro. Per Pulici è il primo gol in serie A, il primo di una lunga serie. Con il Torino in campionato ne farà altri 133.

Il Torino conquista la quarta Coppa Italia

• Allo stadio Marassi di Genova il Torino conquista la quarta Coppa Italia battendo il Milan di Rivera ai calci di rigore (5-3). Formazione: Castellini (Sattolo), Poletti, Fossati, Puia, Cereser, Agroppi, Rampanti, Ferrini, Petrini, Sala, Luppi.

Torino sconfitto dagli errori arbitrali

• Si gioca Torino-Sampdoria. Il risultato è sul 2-1 per la Samp quando ad Aldo Agroppi viene annullato un gol regolare dall’arbitro Barbaresco da Cormons, ingannato da una rinvio avvenuto oltre la linea di porta da parte di Marcello Lippi, all’epoca mediano della Samp. «Il gol era chiaro come un’alba d’estate», dirà Agroppi. Qualche settimana dopo la storia si ripete: a San Siro contro il Milan il Torino è sotto di un gol, a un minuto dalla fine Toschi pareggia fra la disperazione dei difensori rossoneri, ma l’arbitro Paolo Tinelli da Cormons, inspiegabilmente annulla. Le due sconfitte costeranno ai granata, allenati da Gustavo Giagnoni, lo scudetto (il Torino arrivò secondo a un punto dalla solita Juventus). «Entrambi di Cormons, questi arbitri, Barbaresco a Marassi perse la testa, d’istinto non ravvisai la malafede. Il caso Toselli, con quel gol annullato a Toschi, mi ha lasciato più dubbi: anche perché eravamo a fine campionato e non c’era più tempo per scendere in campo pure contro le ingiustizie, per recuperare» (Gustavo Giagnoni).

Il settimo sigillo del Torino di Pulici

• Al termine di Torino – Cesena 1-1, gol scudetto di Pulici (un colpo di testa a filo d’erba su cross di Graziani) e autorete di Mozzini, arriva il settimo scudetto, il prima e unico dopo Superga. La marea granata si sposta dallo stadio Comunale al centro città. I pellegrinaggi a Superga continueranno ininterrottamente per una settimana. Formazione: Castellini, Santin (Gorin), Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. Pulici è per la terza volta capocannoniere del campionato con 21 gol.

Esordio in Coppa Campioni del Torino

• La prima e unica apparizione in Coppa dei Campioni finisce in maniera curiosa e sconcertante. In Germania contro il Borussia Monchenglagbach, ai granata saltano i nervi. Risultato: tre espulsi, Caporale, Zaccarelli e il portiere Castellini, quest’ultimo sostituito tra i pali da Graziani. Finisce 0-0, ma non basta, dopo l’1-2 interno dell’andata. Una stagione, la 1976-77, da tramandare ai posteri: pur avendo avuto il capocannoniere del torneo (Graziani, con 21 reti), la miglior difesa e il miglior attacco, il Torino chiuderà la stagione al secondo posto a 50 punti alle spalle della Juventus allenata dall’esordiente Trapattoni, che conquisterà il campionato facendone 51. La cosa si ripeterà, con meno clamore, la stagione successiva quando i granata chiuderanno ancora al secondo posto a pari merito con il sorprendente Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi.

Torino, addio al capitano Ferrini

• Muore dopo 22 giorni di coma Giorgio Ferrini, il capitano di tante battaglie sul campo. Aveva smesso di giocare due anni prima e nella stagione dello scudetto era stato il vice di Radice. Non aveva ancora compiuto 37 anni. «Giorgio era, è e sarà sempre il Capitano. È il simbolo più forte, praticamente è stato lui a creare lo stampo per il granata vero» (Paolino Pulici).

Il tragico incidente di Radice

• Un incidente all’altezza di Andora (SV) coinvolge l’auto sulla quale viaggiava Gigi Radice. Muore sul colpo Paolo Barison, amico e collaboratore del tecnico granata, il quale si salva per miracolo, dopo un’operazione durata 5 ore. Mancano quattro giornate al termine del campionato. Il Torino viene affidato al vice Ferretti e chiude la stagione con tre pareggi e una sconfitta classificandosi al quinto posto con 36 punti. #Sport #Calcio #Allenatori #GigiRadice

Torino, lascia il presidente Pianelli

• Si chiude, dopo quasi vent’anni, l’era Pianelli. Al termine dell’assemblea che segna il passaggio di proprietà nelle mani di Sergio Rossi, il Presidente esce in lacrime dalla sede di corso Vittorio Emanuele. La sua presidenza è stata la più lunga di tutta la storia granata, battendo il record stabilito precedentemente da Ferruccio Novo, che guidò il club dal 1939 al 1953.

Derby al Torino e scudetto alla Roma

• La Roma sta vincendo a Firenze per 2-1, a Torino c’è il derby e la Juventus è in vantaggio per 2-0 a venti minuti dalla fine. Poi impazziscono le radioline. Enrico Ameri interrompe continuamente Sandro Ciotti: in quattro minuti Dossena (70’), Bonesso (72’) e Torrisi (74’) ribaltano il risultato e chiudono la partita sul 3-2 per il Toro. La vittoria blocca la rincorsa della Juventus e consegna lo scudetto 1983 alla Roma.

Secondo posto per il Torino di Radice

• Si conclude l’unico campionato a sorteggio arbitrale integrale. Lo vince il Verona, allenato da Osvaldo Bagnoli. Il ritorno in panchina dell’allenatore dello scudetto Gigi Radice e l’acquisto del brasiliano Leo Junior fruttano al Torino il secondo posto.

Il Torino conquista la Mitropa Cup

• Battendo per 2-1 il Pisa dopo i tempi supplementari (Martin Vàzquez pareggia su rigore all’85° il gol di Polidori e Carillo segna il gol partita nei supplementari), Il Torino conquista allo stadio Delle Alpi la Mitropa Cup. Questa la formazione schierata dal tecnico Emiliano Mondonico: Di Fusco, Annoni, Attori, Carillo, Junior, Fusi, Venturin, Romano, Amarildo, Martin Vàzquez, Policano.

Battuto il Real, Torino in finale di Coppa Uefa

• Allo stadio Delle Alpi si registra il tutto esaurito per Torino-Real Madrid, semifinale di ritorno della Coppa Uefa. Dopo la sconfitta dell’andata (1-2), i granata conquistano la finale con uno spavaldo 2-0, firmato da un’autorete di Rocha e da un gol di Luca Fusi.

Coppa Uefa, Torino beffato in finale

• Amsterdam. All’andata il Torino ha pareggiato 2-2 contro l’Ajax. Cravero lanciato a rete viene agganciato al momento di calciare. Rigore! L’arbitro non fischia ed Emiliano Mondonico, allenatore granata, esprime tutto il suo disappunto sollevando la sedia che funge da “panchina” in un gesto che rimarrà nella piccola storia. Il Toro colpisce tre pali con Casagrande, Mussi e, al ’90, con Sordo, ma la coppa va ai lancieri. Il giornalista Giancarlo Padovan parlerà di «Una notte senza Dio».

Quinta Coppa Italia per il Torino

• L’ultimo trofeo conquistato dal Torino è una Coppa Italia dalla finale romanzesca. Dopo il 3-0 interno, contro la Roma si decide tutto all’Olimpico. La partita si conclude 5-2 per i padroni di casa, ai quali l’arbitro Sguizzato assegna tre rigori: Giannini li realizza tutti, ma la doppietta di Andrea Silenzi è più che sufficiente per festeggiare la quinta Coppa Italia. Formazione: Marchegiani, Bruno, Mussi, Fortunato, Annoni (Cois), Fusi, Sordo (Sergio), Venturin, Aguilera, Scifo, Silenzi.

Torino battuto nella Supercoppa “americana”

• Con un gol di Marco Simone il Milan batte il Torino 1-0 e vince la Supercoppa italiana, disputata per l’occasione al Robert F. Kennedy Stadium di Washington.

Torino in B ma sfila l’Orgoglio Granata

• Nel giorno dell’anniversario di Superga, il Torino retrocede per la quinta volta. Promossa dal vicedirettore della Stampa Massimo Granellini, si festeggia la giornata dell’Orgoglio Granata: 50.000 tifosi sfilano per la città a dimostrazione del loro attaccamento a un sentimento.

Torino, addio al presidente Pianelli

• All’età di 84 anni muore Orfeo Pianelli, storico presidente del Torino.

Il Torino fallisce. Cancellato

• Causa debiti fiscali, il Torino Calcio del presidente Francesco Cimminelli viene cancellato dal Consiglio di Stato.

Il Torino riparte da Cairo

• L’editore alessandrino Urbano Cairo rileva il neonato Torino FC dal gruppo che aveva fatto ricorso al Lodo Petrucci, ottenendo il diritto a ripartire dalla serie B.

I cento anni del Torino

• Buon compleanno Toro! Il Toro festeggia i suoi primi cento anni allo stadio Olimpico di Torino. Prima di Torino – Empoli (1-0, gol di Comotto), si ricordano i grandi campioni del passato, sfilano 100 fra giocatori e allenatori e vengono premiati i due giocatori simbolo degli ultimi anni, Leo Junior e Paolino Pulici.

Torino settimo, Immobile capocannoniere

• Firenze, Stadio Artemio Franchi. L’ultima giornata della stagione prevede Fiorentina-Torino. Per assicurarsi i preliminari di Europa League, il Toro ha un solo risultato, la vittoria. La partita sta per concludersi sul 2-2, quando all’ultimo minuto di recupero i granata guadagnano un rigore…Dal dischetto Alessio Cerci spara contro il portiere. Il Toro è settimo con 57 punti, miglior piazzamento dal 1991-92 (terzo, con 43 punti). Ciro Immobile, con 22 reti, si laurea capocannoniere della massima serie, titolo che un giocatore del Toro non raggiungeva dai tempi dalla stagione 1976-1977 (Ciccio Graziani).  

Torino in Europa, beffa per il Parma

• L’Alta Corte del Coni boccia il ricorso presentato dal Parma per ottenere la concessione della Licenza Uefa. Alla squadra emiliana, sesta classificata, le Commissioni di 1° e 2° grado della Figc avevano infatti negato la possibilità di partecipare all’Europa League a causa del ritardato pagamento Irpef di 300 mila euro per alcuni tesserati. La sentenza permette al Toro di prendere parte ai preliminari di Coppa. A Torino si rivedono, dopo anni, bandiere granata appese ai balconi.

Il ritorno in Europa

• Si gioca all’Olimpico di Torino la partita di ritorno dell’ultimo turno preliminare di Europa League fra Torino e RNK Spalato. All’andata il risultato è rimasto bloccato sul punteggio di 0-0. È sufficiente un rigore trasformato da El Kaddouri nel primo tempo per riportare i granata in Europa dopo vent’anni d’assenza (l’ultima volta era stato un Arsenal-Torino di Coppa Coppe nel 1994).

(a cura di Massimo Zanaria)