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 2017  maggio 23 Martedì calendario

• Cuneo 15 giugno 1948. Politico. Dal 07 maggio 2013 sono Presidente della Commissione Lavoro presso la Camera dei Deputati. Viceministro del Lavoro nel governo ombra di Veltroni. Nel 2008 e nel 2013 eletto alla Camera col Pd. Ministro del Lavoro nel Prodi II (2006-2008), fu duramente contestato da sinistra con l’accusa di far poco o nulla per i precari (i Cobas: «Amico dei padroni» ecc.). Il suo nome è legato alla riforma della previdenza complementare (riforma del TFR).
• Critico da subito della riforma pensionistica Fornero che, a suo dire, avrebbe scaricato i costi della crisi sui pensionati: «una riforma che ha cancellato qualsiasi gradualità e transizione e che ha causato quel fenomeno di lavoratori che sono rimasti senza stipendio, perché si sono licenziati in buona fede, e che dovranno aspettare anni prima di riscuotere la pensione» (a Salvatore Cannavò) [Fat 10/10/2012], ha presentato nel 2012 un decreto legge correttivo - bocciato dalla Ragioneria di Stato per scarsa copertura - in merito alla questione esodati.
• Negativo il suo giudizio sulla politica economica del governo Monti «A fare il disastro è stato Berlusconi. Monti, con la sua politica del rigore senza equità e senza sviluppo, ne ha esasperato le conseguenze sul piano sociale» (Gli Altri 25/1/2013).
• Ex sindacalista della Fiom, nel 2001 ruppe con Cofferati schierandosi con Fassino e D’Alema nel drammatico congresso ds di Pesaro. «Prima “cane sciolto” ma simpatizzante per il gruppo del Manifesto, poi la tessera del Pci dal 1975. Nella Cgil da delegato della Riv-Skf, a capo della Camera del lavoro di Torino, a numero due della Fiom, vice del duro Claudio Sabattini. Ed è nelle estenuanti trattative sindacali che coltiva la sua “distrazione”: disegna vignette. Fino a raccoglierle in Fassinéscion. L’Italia vista da Piero. Fassino, ovviamente» (la Repubblica).
Fassinéscion (2005) fu pubblicato dall’Unità.
• Autore di vari saggi e libri sul movimento sindacale, fra cui (con Angelo Faccinetto) Il lavoro interrotto (Rizzoli, 2007): «C’è una sola cosa che mi rimprovero: non aver scelto la strada, certo difficile, di spaccare in due la Fiom presentando una lista alternativa a Sabattini».
• Amante della musica classica, pittore dilettante, nel 2008 ha presentato a una mostra al Vittoriano dedicata ai gatti, 170 tra disegni e acquarelli, e una favola dal titolo Il viaggio del gatto sognatore. «I gatti mi hanno fatto compagnia per molti anni della vita. Li disegno ovunque, su fogli volanti, block-notes e sui bordi di giornali e quotidiani. Raffigurati dietro le finestre mentre guardano le nuvole passare, o come Ali Babà su un tappeto volante, mentre dall’alto si fanno beffa dei poveri mortali».
• Collabora al settimanale Gli Altri e all’edizione italiana online dell’Huffington Post.
• Nel 2013 si è fatto promotore, con Pietro Folena e Vannino Chiti, di una Costituente delle idee per la sinistra per «uscire da un dibattito tutto concentrato sui leader e disattento ai problemi, drammatici ed urgenti, della nostra gente» (Gli Altri 13/9/2013).
• Alle primarie del Pd dello stesso anno ha sostenuto Gianni Cuperlo, rompendo l’antico sodalizio politico che lo legava a Piero Fassino, il quale ha invece scelto Renzi.
• Eptalogo: «In Italia servono sette cose: disboscare i contratti precari; ripristinare il divieto di dimissioni in bianco; estendere lo sconto Irap alle assunzioni degli over 50; adottare il contratto unico di inserimento formativo per i giovani, con un periodo di prova di tre anni durante i quali si può licenziare, ma poi si ha l’articolo 18; velocizzare il processo del lavoro; riformare gli ammortizzatori sociali; trovare una soluzione per chi a causa della riforma della previdenza resterà senza stipendio e senza pensione» (a Enrico Marro) [Cds 21/12/2011].
• «Mandare in pensione con le vecchie regole tutti gli esodati. Ripristinare da subito l’indicizzazione ai prezzi delle pensioni superiori a tre volte il minimo. Garantire le attuali durate dell’indennità di mobilità (massimo 48 mesi) finché il Paese non sarà uscito dalla crisi. Cancellare l’articolo 8 della legge Sacconi che consente agli accordi aziendali di derogare alle norme anche in materia di licenziamento. Queste le intenzioni di Cesare Damiano» (Enrico Marro) [Cds 3/1/2013].
• Sempre con la cravatta di maglina a strisce orizzontali, unica divergenza con Piero Fassino: «Io sono per il nodo all’inglese, con il buco in mezzo, lui per il nodo scapino, quello largo e tendente al triangolo».
• È stato compagno di banco di Elsa Fornero all’Istituto tecnico commerciale Luigi Einaudi di Torino.