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Cesare Damiano
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Cuneo 15 giugno 1948. Politico. Dal 07 maggio 2013 sono Presidente della Commissione Lavoro presso la Camera dei Deputati. Viceministro del Lavoro nel governo ombra di Veltroni. Nel 2008 e nel 2013 eletto alla Camera col Pd. Ministro del Lavoro nel Prodi II (2006-2008), fu duramente contestato da sinistra con l’accusa di far poco o nulla per i precari (i Cobas: «Amico dei padroni» ecc.). Il suo nome è legato alla riforma della previdenza complementare (riforma del TFR).
• Critico da subito della riforma pensionistica Fornero che, a suo dire, avrebbe scaricato i costi della crisi sui pensionati: «una riforma che ha cancellato qualsiasi gradualità e transizione e che ha causato quel fenomeno di lavoratori che sono rimasti senza stipendio, perché si sono licenziati in buona fede, e che dovranno aspettare anni prima di riscuotere la pensione» (a Salvatore Cannavò) [Fat 10/10/2012], ha presentato nel 2012 un decreto legge correttivo - bocciato dalla Ragioneria di Stato per scarsa copertura - in merito alla questione esodati.
• Negativo il suo giudizio sulla politica economica del governo Monti «A fare il disastro è stato Berlusconi. Monti, con la sua politica del rigore senza equità e senza sviluppo, ne ha esasperato le conseguenze sul piano sociale» (Gli Altri 25/1/2013).
• Ex sindacalista della Fiom, nel 2001 ruppe con Cofferati schierandosi con Fassino e D’Alema nel drammatico congresso ds di Pesaro. «Prima “cane sciolto” ma simpatizzante per il gruppo del Manifesto, poi la tessera del Pci dal 1975. Nella Cgil da delegato della Riv-Skf, a capo della Camera del lavoro di Torino, a numero due della Fiom, vice del duro Claudio Sabattini. Ed è nelle estenuanti trattative sindacali che coltiva la sua “distrazione”: disegna vignette. Fino a raccoglierle in Fassinéscion. L’Italia vista da Piero. Fassino, ovviamente» (la Repubblica).
Fassinéscion (2005) fu pubblicato dall’Unità.
• Autore di vari saggi e libri sul movimento sindacale, fra cui (con Angelo Faccinetto) Il lavoro interrotto (Rizzoli, 2007): «C’è una sola cosa che mi rimprovero: non aver scelto la strada, certo difficile, di spaccare in due la Fiom presentando una lista alternativa a Sabattini».
• Amante della musica classica, pittore dilettante, nel 2008 ha presentato a una mostra al Vittoriano dedicata ai gatti, 170 tra disegni e acquarelli, e una favola dal titolo Il viaggio del gatto sognatore. «I gatti mi hanno fatto compagnia per molti anni della vita. Li disegno ovunque, su fogli volanti, block-notes e sui bordi di giornali e quotidiani. Raffigurati dietro le finestre mentre guardano le nuvole passare, o come Ali Babà su un tappeto volante, mentre dall’alto si fanno beffa dei poveri mortali».
• Collabora al settimanale Gli Altri e all’edizione italiana online dell’Huffington Post.
• Nel 2013 si è fatto promotore, con Pietro Folena e Vannino Chiti, di una Costituente delle idee per la sinistra per «uscire da un dibattito tutto concentrato sui leader e disattento ai problemi, drammatici ed urgenti, della nostra gente» (Gli Altri 13/9/2013).
• Alle primarie del Pd dello stesso anno ha sostenuto Gianni Cuperlo, rompendo l’antico sodalizio politico che lo legava a Piero Fassino, il quale ha invece scelto Renzi.
• Eptalogo: «In Italia servono sette cose: disboscare i contratti precari; ripristinare il divieto di dimissioni in bianco; estendere lo sconto Irap alle assunzioni degli over 50; adottare il contratto unico di inserimento formativo per i giovani, con un periodo di prova di tre anni durante i quali si può licenziare, ma poi si ha l’articolo 18; velocizzare il processo del lavoro; riformare gli ammortizzatori sociali; trovare una soluzione per chi a causa della riforma della previdenza resterà senza stipendio e senza pensione» (a Enrico Marro) [Cds 21/12/2011].
• «Mandare in pensione con le vecchie regole tutti gli esodati. Ripristinare da subito l’indicizzazione ai prezzi delle pensioni superiori a tre volte il minimo. Garantire le attuali durate dell’indennità di mobilità (massimo 48 mesi) finché il Paese non sarà uscito dalla crisi. Cancellare l’articolo 8 della legge Sacconi che consente agli accordi aziendali di derogare alle norme anche in materia di licenziamento. Queste le intenzioni di Cesare Damiano» (Enrico Marro) [Cds 3/1/2013].
• Sempre con la cravatta di maglina a strisce orizzontali, unica divergenza con Piero Fassino: «Io sono per il nodo all’inglese, con il buco in mezzo, lui per il nodo scapino, quello largo e tendente al triangolo».
• È stato compagno di banco di Elsa Fornero all’Istituto tecnico commerciale Luigi Einaudi di Torino.
Giorgio Dell’Arti
Catalogo dei viventi 2016 (in preparazione)
scheda aggiornata al 23 dicembre 2013
da Massimo Zanaria

Giovedì 19 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI


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