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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Ancona 3 luglio 1940. Generale dell’Esercito (Alpini). Professore e direttore dell’Osservatorio scenari strategici e di sicurezza del Nomisma di Bologna. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna. Nelle Forza armate dal 1955. «Credo di aver ricevuto da mio padre soprattutto il senso dello Stato: essere pronti a pagare di persona per servire il proprio Paese. E lui, Aldo Cucchi, per questo era a disposto a rischiare tutto. La mia scelta militare è dipesa moltissimo dalle sue idee: abbiamo camminato lungo strade differenti, però con la stessa ispirazione» (Ghiggini, cit.).
• «Il padre Aldo, reggiano di nascita, medico, medaglia d’oro della Resistenza e deputato comunista eletto a Bologna, nel gennaio del 1951 decise di uscire dal Pci insieme a Valdo Magnani affermando che i confini italiani dovevano essere difesi da chiunque, anche dall’Armata Rossa» (Pierluigi Ghiggini) [www.4minuti.it 31/1/2011]. Gli ex compagni di partito misero in atto una sorta di persecuzione. La sua famiglia si stabilì a Bologna dopo diverse peripezie, passando per Firenze in treno e di lì a Reggio Emilia con una Topolino guidata da Mario Tobino («Mio padre e lo scrittore erano amici fraterni, avevano fatto il militare insieme») (Ghiggini, cit.).
• Per un lungo periodo ufficiale di Artiglieria, poi ufficiale di Stato Maggiore. I suoi studi militari nel 1978 lo portarono ai brevetti dell’Ecole supérieure de guerre e del Cours supérieur interarmées francesi. Nel 1984 ad Harvard il Mid career master in public administration della Kennedy School of Government. Dal 1991 al 1997 direttore del Cemiss (Centro militare studi strategici). Nel 2006 segretario del Cesis (Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza): «Ma il vero obiettivo era il Sismi, alla cui guida Romano Prodi voleva insediarlo all´epoca del suo primo governo. Chi conosce Beniamino Andreatta sa che a causa di quella nomina il professore litigò duramente con l´ex allievo diventato premier: Andreatta, ministro della Difesa nel governo Prodi, impose nell´ottobre 1996 il suo capo di gabinetto Gianfranco Battelli al posto di Cucchi» (la Repubblica). [21/11/2006]. Dal 2007, dopo la riorganizzazione dei servizi, direttore del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio).
• Dal 2008 «è tornato ad essere un pensionato. Ma lo era già nel 2006, quando Romano Prodi, suo amico da tempo, lo aveva chiamato al vertice del Cesis, struttura di coordinamento dei servizi segreti. All’epoca il Sismi era stato investito dalla bufera che riguardava gli archivi segreti di Pio Pompa, collaboratore stretto del direttore Niccolò Pollari. Lo stesso generale era finito sotto processo per il rapimento dell’ex imam Abu Omar e il governo aveva ritenuto opportuno, sia pur dopo mille rinvii e tentennamenti, sostituire i vertici delle tre strutture. Al Cesis Prodi aveva preteso di nominare un uomo di sua completa fiducia e aveva così scelto il generale Cucchi, che era stato suo consigliere militare già ai tempi dell’incarico alla commissione europea. E che aveva poi ricoperto lo stesso incarico per il ministro della Difesa Arturo Parisi. Quando il Partito della Libertà ha vinto le elezioni Cucchi ha capito perfettamente che il suo incarico era ormai a termine» (Fiorenza Sarzanini).
• Nel marzo 2008 intervenne a sedare le polemiche sul destino dei doni di lusso ricevuti da Prodi come presidente del Consiglio: «La cassa preziosa con palma ricoperta di scaglie d’oro, il fucile tempestato di diamanti, le parure da centinaia di migliaia di euro. Tutti esposti sulla scrivania del generale Cucchi (…).“Li ho avuti in consegna – ha spiegato – da quando il presidente e la signora Prodi li hanno ricevuti: in quel momento non c’era la possibilità di una custodia adeguata nella sede principale di Palazzo Chigi”. (…) Il sacrificio pasquale di Cucchi non sorprende. Il generale è un fedelissimo di Prodi, amico intimo di Arturo Parisi, di cui è diventato consigliere militare dopo averlo avuto come compagno di corso alla Nunziatella» [ilGiornale.it 23/3/2008].
• Ora è professore all’Università di Bologna e la Luiss di Roma. È direttore dell’Osservatorio scenari strategici e di sicurezza del centro ricerche bolognese Nomisma.