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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

Patrasso (Grecia) 4 agosto 1940. Grecista. Editore della rivista Poesia, fondata nell’88. Andrea Cortellessa celebrandone il ventennale: «Il più sorprendente dei fenomeni editoriali: un mensile tutto di poesia che raggiunge quasi tutte le edicole italiane (la tiratura media è sulle 20.000 copie ma con certi numeri si sono sfiorate le 50.000; in totale se ne sono vendute più di due milioni)».
• «Mille abbonamenti, tremila poeti pubblicati e più di 36.000 componimenti in 36 lingue. Anche in rete, la prima pagina (su 134 milioni di Google e 178 milioni di Yahoo!) che compare quando si digita la parola “poesia” è quella della creatura di Crocetti. Da settembre 2011 è la prima rivista di poesia al mondo su iPad» (Ida Bozzi) [Cds 27/12/2011].
• «All’inizio ci credeva solo lui. Chi te la compra?, gli dicevano. Ma la sua fede era granitica, alimentata da tre solidi argomenti. Il primo, come dire, di merito. Quando lo ripete, ancora oggi, si accalora fin quasi alle lacrime. “Insomma – insiste – di cosa parliamo noi a distanza di secoli? Diciamo la verità: parliamo di Omero, Esiodo, Saffo, Dante. Perché gli uomini muoiono, sempre. E a raccontarli restano solo le parole dei poeti”. E se si vuole, anche fatta la tara della moda, i milioni che ascoltano la Commedia di Benigni non sono poi una conferma così facile da ignorare. Infatti il secondo argomento di Crocetti erano i numeri. “All’epoca in Italia si contavano 380 riviste di poesia. Tutte o quasi a circolazione locale, poche centinaia di copie l’una: ma testimoni di una sete reale. ‘Bisogna solo arrivare in tutta Italia’, dicevo. Non in libreria ma in edicola, fino all’ultimo dei paesini: ora l’han capito tutti, anche coi libri. Ma allora io ho bussato a nove distributori, prima di trovare quello che ha creduto in me. Non se n’è pentito”. Oggi è ancora lo stesso, la Sodip di Angelo Patuzzi. Il terzo argomento era il metodo, che poi è anche una critica tuttora ribadita verso la polvere delle accademie: “L’ho imparato negli Usa. L’importanza di parlare in modo semplice anche delle cose difficili. Perché questo è il difetto delle riviste letterarie italiane: il linguaggio da iniziati, professori che scrivono per altri professori. Ma la poesia deve raggiungere tutti”» (Paolo Foschini).
• Madre greca, arrivò in Italia nel 1945: «Mio padre era un proprietario terriero, figlio di immigrati italiani, che in Grecia avevano fatto un po’ di fortuna (...) Finita la guerra gli confiscarono tutti i beni e lo rispedirono “al suo paese”».
• A undici anni, dopo che ricevette in dono un libro di Giovanni Pascoli, decise cosa fare da grande: occuparsi di poesia, «che non vuol dire necessariamente scrivere poesie, ma leggere e far leggere poesia» (a Carlo Vulpio, cit.).
• Ricercato dalla polizia ellenica perché oppositore della dittatura dei Colonnelli, nel 1972 si finse giornalista al seguito della nazionale italiana di calcio per contattare il poeta Ghiannis Ritsos (esiliato a Samo) e l’editrice Nana Kalianesi, anche lei dissidente: «Erano tutti distratti dalla partita che si stava giocando ad Atene, quel sabato 4 marzo, e il risultato finale, Grecia-Italia 2 a 1, fu un risultato perfetto». Tramite Crocetti la Kalianesi invitò tutti i detenuti politici a scrivere un testo: risposero in diciotto, ne uscì un volume intitolato 18 testi. «Due anni dopo, caduto il regime dei colonnelli, Crocetti poté ritornare in Grecia, dove cominciò a dar vita al suo sogno - una casa editrice di libri di poesia -, ancora una volta grazie all’incontro con Ritsos, che gli regalò una raccolta di poesie d’amore inedite (…). Con il titolo Erotica quelle poesie nel 1981 inaugurarono le pubblicazioni della Crocetti Editore, in Milano» (Vulpio, cit.).