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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Novara 13 luglio 1968. Avvocato. Politico. Dal 2010 presidente della regione Piemonte (coalizione Lega Nord+Pdl+civiche). Già deputato leghista alla Camera nel 2006 e 2008 (anche capogruppo). Ex sottosegretario alle Attività produttive nel Berlusconi II e III (2001-2006).
• Nell’aprile del 2013 «è tra i destinatari degli avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta della procura di Torino sui rimborsi dei gruppi regionali. Le accuse ipotizzate a vario titolo sono di peculato, finanziamento illecito dei partiti e truffa nel periodo maggio 2010-settembre 2012» [Fat 19/4/2013]. Nel novembre 2013 viene resa nota un’altra indagine, riguardante i rimborsi spese da presidente della Regione (incarico per il quale nel 2012 percepiva uno stipendio netto mensile di 2.858 euro). «Fra le spese istituzionali per 25.410,66 euro che lo sgovernatore leghista piemontese Roberto Cota s’è fatto rimborsare in due anni e mezzo dalla regione, c’è un paio di boxer di color padano verde-kiwi, modello Chappytrunk, taglia L, costo 40 euro, acquistati il 6 agosto 2011 a Boston dove lo statista novarese era in missione istituzionale per corso di formazione e visita al Mit» (Marco Travaglio) [Fat 6/12/2013]. «Piccole spese, ma simboliche, che sembrano decollare soprattutto d’estate, quando l’attività politica si fa meno intensa. Come i 2 euro e 30 al bar dello stabilimento balneare Blue Bay Arcadia di Serra Spotorno, in provincia di Savona, il 30 giugno, quando avrebbe dovuto essere in missione a Bruxelles. Oppure i pacchetti di sigarette, che siano Pall Mall o Marlboro Light. E ancora lo spazzolino, il deodorante e il dentifricio comprati all’aeroporto di Fiumicino, e poi messi a rimborso a spese della collettività» (Ottavia Giustetti - Sarah Martinenghi) [Rep 4/12/2013]. Replica del governatore: «È solo fango dei feticisti della penna» e le mutande sarebbero «colpa della mia segretaria: le ha inserite in nota spesa per sbaglio» [Travaglio, cit.].
• Eletto presidente del Piemonte il 29 marzo 2010 (9.200 voti di scarto sul presidente uscente Mercedes Bresso), la sua posizione è rimasta per qualche tempo in bilico. Capitò infatti che i 12.000 voti della lista Pensionati per Cota fossero ritenuti non validi, poiché si dubitava dell’autenticità delle firme a sostegno della stessa. Nell’ottobre 2010 il Consiglio di Stato lo conferma presidente e sospende il riconteggio dei voti. Nel 2012, tuttavia, arriva la condanna in appello al consigliere Michele Giovine (Pensionati per Cota) per la presentazione di firme false. «Il 9 gennaio 2014, il Tar del Piemonte tornerà a esprimersi sul voto del marzo 2010. Un vero paradosso. Cota scuote la testa: “Se un tribunale ammette una lista e consente alla gente di votarla, a quel punto il voto è sacro. Nel caso in cui si scoprano irregolarità, va colpito chi le ha commesse. Ma non si può dire che le elezioni siano state irregolari”» (Maurizio Tortorella) [Pan 28/11/2013].
• «Nel 2010 era calato a Torino dalla fatal Novara per far assaggiare ai rammolliti salotti torinesi la rabbia della provincia gonfia di rancore. Non gli è andata bene. Ancor prima che fosse certificata la truffa della lista di pensionati che lo fece vincere senza averne i requisiti (...) è andata in crisi la sua operazione politica. Il primo assessore alla sanità è stato travolto da uno scandalo con incredibile velocità. Al suo posto Cota ha sistemato un manager Fiat, il novarese Paolo Monferino. Animato dalle migliori intenzioni, Monferino ha resistito fino al marzo scorso quando è stato sbalzato di sella come il cowboy nel rodeo, per l’evidente impossibilità di portare a termine la sua riforma. Non è la stessa cosa costruire i camion all’Iveco o organizzare l’acquisto delle flebo: la politica è un mestiere. Rimane il buco nel bilancio, eredità, a dire il vero, di una lunga gestazione, iniziata negli anni delle giunte a guida Dc, proseguita con gli scandali della giunta del forzista Enzo Ghigo, transitata senza sensibili miglioramenti per la giunta di sinistra di Mercedes Bresso e miseramente schiantatasi con l’amministrazione Cota» (Paolo Griseri) [Rep 30/11/2013]. Anche l’assessore Massimo Giordano rimane coinvolto, nel febbraio 2013, in uno scandalo di corruzione. Rimette il mandato nelle mani di Cota, che respinge le dimissioni: «Ho sentito l’assessore che è scosso per quanto accaduto. Mi ha confermato la sua estraneità ai fatti. Confermo la fiducia in lui e respingo le dimissioni» [Maurizio Tropeano, Sta 20/2/2013].
• «Lo Spiffero, il Dagospia di Torino, ha raccontato la “Famigliopoli subalpina”: una clamorosa infornata di mogli, cugini e cognati che Roberto Cota ha portato a segno da quando è diventato presidente. Nella sua segreteria c’è Michela Carossa, figlia di Mario, capogruppo della Lega in Regione. Capo di gabinetto del governatore è Giuseppe Cortese, che ha trovato lavoro pure alla moglie, Isabella Arnoldi, diventata portavoce dell’assessore leghista Massimo Giordano, fedelissimo di Cota» [Paola Zanca, Fat 17/9/2010].
• Nel 2012 promuove il “Lega unita day”. Obiettivi per il Piemonte: abbandono di Equitalia e obiezione fiscale sull’imu. «Un’accelerazione concreta nella direzione del federalismo fiscale, e quindi verso una maggiore equità, autonomia e trasparenza» [Cds 1/5/2012].
• Altre questioni affrontate da governatore: contrario alla chiusura dello stabilimento della Borletti a Omegna («risultato uguale a zero perché l’azienda ha impacchettato l’impianto e se ne è andata» (Dario Di Vico) [Cds 6/4/2012]); difesa degli stabilimenti piemontesi della Fiat («al di là di qualche photo opportunity con Sergio Marchionne non ha portato a casa granché» (ibid.)); annunciato più volte, e mai avvenuto, l’ingresso di investitori cinesi nell’azienda automobilistica De Tomaso («Cota è apparso ancora una volta defilato. Del resto anche i leghisti a microfoni spenti hanno sempre ammesso che il governatore lo si trova molto di più negli studi televisivi che nei luoghi deputati» (ibid.)).
• Giudizio sul suo operato: «In Piemonte il governatore Roberto Cota è riuscito a congelare le posizioni e la rottamazione è stata quantomeno rinviata» (Dario Di Vico) [Cds 25/1/2013].
• Maria Sole Agnelli, il giorno della sua elezione a governatore: «È un uomo simpatico, attento ai problemi e vicino alla gente. Esprimo un giudizio positivo» (a Pierluigi Bonora) [Grn 14/4/2010].
• Favorevole alla costruzione del corridoio ad alta velocità Torino-Lione (Tav). Nella primavera del 2011, dopo un tavolo di lavoro a Palazzo Chigi, dichiarava: «se la volontà politica si era già manifestata in passato, l’unico modo per fare la Tav è partire con i lavori. Si inizierà con il tunnel geognostico della Maddalena, che fa parte del primo lotto dei lavori» [Simonetta Scarane, Iog 4/5/2011].
• Grande oppositore della pillola abortiva Ru486. Nei primi giorni da governatore, auspicando un federalismo sanitario, aveva detto di voler lasciare «marcire il farmaco nei magazzini» [Virginia Piccolillo, Cds 2/4/2010] e che in Piemonte sarebbe stato «fatto tutto per contrastare l’impiego» [Carla Massi, Mes 2/4/2010]. La discussione era nata, in seguito all’introduzione del farmaco, sulla possibilità o meno di ricovero per le donne che l’avevano assunta.
• Insieme a Roberto Maroni (Lombardia) e Luca Zaia (Veneto) è il terzo governatore leghista a chiedere la creazione di una macroregione del Nord. «Le regioni del Nord hanno bisogno di fare blocco e stringere accordi tra di loro per gestire insieme i problemi comuni, come le infrastrutture. Questo è il senso del quadrilatero del Nord, l’accordo sottoscritto a Genova tra Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto» (a Barbara Romano) [Lib 25/3/2010].
• Durante lo scandalo che coinvolse la Lega Nord (il cerchio magico bossiano e il tesoriere Francesco Belsito), era considerato tra i più promettenti per guidare il partito fuori dalla crisi. A proposito dei beni che la Lega aveva acquistato all’insaputa di militanti e dirigenti: «Saranno venduti e il ricavato andrà alle sezioni» [Cds 8/4/2013]. All’inizio, però, pareva che di «questo cerchio facesse parte Roberto Cota, e che questi sarebbe poi stato rimpiazzato da Marco Reguzzoni» (Michele Brambilla) [Sta 13/9/2010]. Si schierò poi dalla parte di Roberto Maroni.
• Si è rifiutato, nel 2008, di applicare l’etichetta di razzista all’idea di identificare le persone nei campi nomadi. «È una strumentalizzazione colossale, tanto è vero che ora saremo noi parlamentari i primi a farci prendere le impronte digitali. Allora, insomma, siamo tutti razzisti contro noi stessi?» (a Mario Ajello) [Mes 4/7/2008].
• A chi «crede di rilanciare qualsiasi ipotesi di sanatoria per gli immigrati clandestini rispondo che la posizione della Lega è chiara: un fermo no» [Raffaello Masci, Sta 19/8/2009]. Alla Camera, nel 2009, durante la discussione del decreto sulla sicurezza: «Siamo il partito della gente e garantiamo la sicurezza. La figuraccia ce le fate voi della sinistra che difendete i clandestini e perdete voti» [Liana Milella, Rep 15/5/2009].
• «Era considerato una colomba nel partito di Bossi. Lontano dagli accenti spesso duri di alcuni suoi compagni di partito» (La Stampa).
• Nel 2008 è stato autore della «proposta di formare classi differenziate (le classi di inserimento o classi ponte) per far apprendere l’italiano agli stranieri» [Gianna Fregonara, Cds 3/2/2009]. L’intento, criticato anche dall’Accademia della crusca, non si è più trasformato in legge.
• All’epoca dell’acquisizione da parte di Compagnia Aerea Italiana di ciò che rimaneva della vecchia Alitalia, si «schiera “in difesa e a sostegno dell’aeroporto di Malpensa come hub internazionale oltre che della occupazione nello scalo”. Il partner ideale per Alitalia non può che essere Lufthansa, “l’unica compagnia – secondo la Lega – in grado di garantire occupazione, servizi di livello internazionale e i due hub di Malpensa e Fiumicino”» (Lucio Cillis) [Rep 7/1/2009].
Vita Figlio di Michele (origini pugliesi, servizio militare a Novara e un passato nella Dc locale). «Il germe democristiano ha attecchito anche nel mite e felpato rampollo che, dopo un periodo di giovanile anticlericalismo, oggi va regolarmente a messa e se la fa con preti e vescovi. Tutti ricordano i banchetti per le firme organizzati da Cota in favore del crocifisso negli uffici dopo una sentenza contraria della Corte Ue. Leghista militante dal 1990, all’età di 22 anni, Roberto accetta senza drammi le origini meridionali che riesuma regolarmente in periodo elettorale. Per la presidenza alla Regione si è rivolto ai truzzi del Piemonte dicendo: “Sono uno di voi e chiedo il vostro aiuto”. Aggiungendo però, per non alienarsi i padani con l’anello al naso: “Sono di origini meridionali ma sono e mi sento settentrionale”» (Giancarlo Perna) [Grn 31/12/2012].
Aldo Cazzullo: «Nel gennaio del ‘92 l’incontro con Bossi: “Andai ad aspettarlo all’ingresso della città per portarlo al comizio. Arrivò, sulla sua Citroen rossa, da solo. Quando poi mi affidò la Lega in Piemonte, mi chiamava tutte le notti per darmi suggerimenti. Qualche volta alle 5 del mattino. Mi riaddormentavo e mi svegliavo di soprassalto, pensando di aver sognato o temendo di aver dimenticato tutto. Così presi l’abitudine di dormire con notes e penna sul comodino. Io sono avvocato e una notte Bossi mi spiegò come vincere un processo importante, appellandomi all’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di pensiero”» [Cds 19/12/2009].
• «Il Risorgimento va riletto. E va riletto con imparzialità. C’è stato un eccesso di retorica. E ci sono tante cose trascurate: a cominciare dalla violenza fatta al Sud, che non è mai stata descritta adeguatamente» (ibid.).
• Fino a 18 anni appassionato di basket, poi di jogging, libri rari e motociclette. ««avevo una Cagiva Alette Electra: curve in piega, scintille sull’asfalto» (ibid.).
• Sposato dal 2007 con Rosanna Calzolari, giudice del tribunale dei minori di Milano. Lei era l’assistente che lo seguiva durante la tesi di laurea: «Io prendevo la tesi un po’ sotto gamba perché lei era un’assistente alle prime armi e in me era già esplosa la passione per la Lega. Quindi cercavo di sfangarla. Finché un giorno lei non mi richiamò all’ordine: “Guardi che, se lei non sistema la sua tesi, non l’ammettiamo alla prossima sessione di laurea” (...) Ci siamo fidanzati dopo sei anni. E poi c’abbiamo messo altri nove anni a sposarci» [a Romano, cit.]. La coppia ha una figlia, Elisabetta.