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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Nocera Inferiore (Salerno) 29 aprile 1968. Amministratore unico della Nocerina, il 9 gennaio 2014 fu arrestato con il fratello Christian per «associazione per delinquere finalizzata alla emissione di fatture false e al trasferimento fraudolento di valori, con la falsa intestazione di beni. Già in carcere, invece, il cognato Alfonso Faiella. I Citarella e Faiella avrebbero creato fondi neri tramite società fittizie per il pagamento dei 66 calciatori della Nocerina negli anni tra il 2008 e il 2012 determinando una evasione dell’Iva di oltre 34 milioni di euro» (Rosa Coppola) [Cdm 10/1/2014]. Ottenuti gli arresti domiciliari dopo tre settimane, nel marzo 2014 tornò in carcere per aver ricevuto troppe visite dalla sorella Anna, indagata anche lei.
• «La storia giudiziaria dell’imprenditore dell’agro-nocerino risale ai primi anni Novanta, quando una sentenza del Tribunale lo riconobbe colpevole di aver avuto un ruolo nel tentato omicidio di un uomo che nel 1990 avrebbe preso parte all’assassinio di suo padre Gino. Gino era molto vicino al potente boss Pasquale Galasso. Giovanni torna libero, ma nel 1997 finisce indagato per associazione mafiosa e, mentre è in carcere, gli vengono sequestrati beni per trenta miliardi di lire, intestati a lui, ai fratelli Giovanni, Anna, Christian e Nadia e alla madre. La confisca non arriva mai, perché l’imprenditore del calcestruzzo ne esce pulito e si riorganizza per ritornare al lavoro. Lo fa con suo cugino Rino che già gestiva il cartello di imprese che si sarebbe aggiudicato appalti milionari alla Provincia di Salerno, prima di essere smantellato dall’Antimafia a giugno 2012. Giovanni patteggia la pena a tre anni. In quell’inchiesta, il suo patrimonio non viene mai messo in discussione. Anzi, Giovanni ottiene anche quel riscatto sociale che ha cercato, negli anni, di conquistarsi. Diventa il simbolo del calcio a Nocera Inferiore, il presidente della storica promozione in serie B, che non bada a spese pur di mantenere una società solida e il rispetto dei tifosi. Quegli stessi ultrà che, a novembre 2013, hanno minacciato i suoi giocatori prima del derby con la Salernitana, impedendo che il match si potesse giocare. Una brutta pagina di calcio non giocato che ha avuto echi nazionali e un processo che ha visto come verdetto l’esclusione della Nocerina dal campionato di Legapro. Per il fisco, però, Giovanni Citarella riesce a mala pena a tirare avanti. Dal 1997 al 2011, il boss del mattone ha dichiarato redditi inferiori a quelli di un comune dipendente statale. Negli stessi anni, sua moglie risulta intestataria di due Mini Cooper, una Mercedes, due Smart, un Piaggio, uno Chatenet, un Ligier, un Hummer e una Honda. Un patrimonio che il boss del mattone non ha saputo tutelare come la libertà – seppure ristretta ai domiciliari – che non è riuscito a rispettare» (Angela Cappetta) [Cdm 13/3/2014].