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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

CICALA Sergio Carini (Palermo) 8 dicembre 1944. Pensionato. Rapito il 18 dicembre 2009 durante un viaggio nel deserto in Mauritania con la moglie Filomena Kabouree (originaria del Burkina Faso), furono liberati il 16 aprile 2010 • «Erano stati seguiti nel loro viaggio dalla Mauritania verso il Burkina Faso, controllati e poi rapiti (...) da una banda di predoni che li aveva rapidamente venduti ai miliziani di Al Qaeda (...) dopo 4 mesi di prigionia nel Sahara (...) sono liberi. Una libertà frutto di un complicato negoziato che gli uomini del Dis del prefetto Gianni De Gennaro hanno messo in piedi fra governi, servizi segreti, forze armate e poliziotti di questo pezzo d’Africa. (...) Quattro mesi assai duri per la coppia che aveva deciso di viaggiare via terra, con un mini-van, per rientrare dai parenti della donna in Burkina Faso. Una traversata che li aveva portati dritti nelle mani del gruppo integralista (...) in poche ore, dopo il passaggio dal gruppo di predoni ad Al Qaeda, gli integralisti avevano già in mente il copione con cui chiedere probabilmente soldi e sicuramente la liberazione di loro compagni nelle mani dei governi della regione. I due italiani erano stati fermati nel territorio della Mauritania e poi trasferiti immediatamente in Mali: il governo del primo paese aveva reagito con apparente rifiuto alle richieste pubbliche di Al Qaeda, così come aveva fatto l’Algeria, che nella regione è il guardiano della lotta ai gruppi integralisti. Il 28 dicembre la rivendicazione di ”Al Qaeda nel Maghreb Islamico” aveva confermato agli analisti italiani, algerini e mauritani che si trattava proprio della banda integralista fondata sulle ceneri del Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, che a sua volta era figlio del sanguinario Gia, il Gruppo Islamico Armato protagonista del terrore in Algeria negli Anni Novanta. Allora (...) il portavoce di Al Qaeda, Salah Abu Mohammed, aveva sostenuto che il sequestro degli italiani era avvenuto in risposta ai ”crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e nell’Iraq”. molto più probabile che i due fossero stati catturati per caso, solo perché lui è chiaramente europeo e perché prometteva possibilità di riscatto. Più tardi Al Qaeda aveva pubblicato una foto di Cicala con la moglie e poi lanciato un ultimatum il 6 febbraio (poi prorogato) perché il governo Berlusconi lavorasse per la liberazione degli integralisti incarcerati in Mali e Mauritania. Ancora: il 28 febbraio, alla scadenza dell’ultimatum, Cicala aveva chiesto in un messaggio audio di accettare le richieste dei terroristi: un messaggio in italiano in cui si rivolgeva direttamente al governo Berlusconi. (...)» (Vincenzo Nigro, ”la Repubblica” 17/4/2010) • «(...) Cicala non è nuovo a viaggi avventurosi e rischiosi. Nel 1994 l’auto su cui viaggiava in Ciad (faceva parte di una carovana di dieci automezzi e 14 moto carichi di turisti europei) era saltata su una mina e lui era stato curato all’ospedale francese di N’Djamena per un forte trauma toracico. Nell’inci dente rimase uccisa una giova ne finlandese, Kati Kristina Ylitalo, che all'epoca era la compagna di Cicala» (Massimo A. Alberizzi, ”Corriere della Sera” 20/12/2009).