Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

Uboldo (Varese) 28 febbraio 1963. Ex ciclista. Suo successo più prestigioso la Milano-Sanremo del 1991. Secondo al Giro d’Italia 1991 e 1992; secondo al Tour de France 1990 e 1992; secondo al campionato del mondo 1994.
• Nel 2006 secondo all’Isola dei famosi: «Luca Calvani gli mancava. Lui si ricorda bene di Luc Leblanc, il francese che gli scattò sotto il naso al Mondiale di Agrigento 1994 e per miseri e infiniti 9 secondi lo anticipò in quella pagina della storia del ciclismo. Lui si ricorda bene anche di Greg LeMond, l’americano che gli soffiò il Tour de France 1990, e di Miguel Indurain, lo spagnolo che sul podio del Tour 1992 lo guardava dall’alto in basso (data la differenza di altezza, Sua Maestà il Navarro lo avrebbe fatto anche senza bisogno del podio). Ma Luca Calvani ancora gli mancava. Claudio Chiappucci rischia di passare non solo nel mondo del ciclismo, ma anche in quello dello spettacolo, come un nuovo eterno secondo. L’erede di Tano Belloni» (Marco Pastonesi).
• Lo chiamavano “El Diablo”. «Sgraziato in bicicletta, un giorno, per caso, inforca la gloria. Come? Lui entra in una di quelle cosiddette fughe bidone che caratterizzano il Tour de France. Il gruppo lascia fare, i minuti di vantaggio aumentano (…) Davanti solo Carneadi di giornata. Con loro Chiappucci che grazie ai quei minuti racimolati a fine tappa, fa un balzo da canguro nella classifica e da piccolo anatroccolo, diventa un animaletto pericoloso, spesso all’attacco. A inventare il soprannome, ci pensano gli spagnoli che lo vedono alle loro gare e gli danno del diavolo. Chiappucci, da allora, diventa El diablo» (Paolo Mannini) [www.museociclismo.it].