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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Rho (Milano) 27 giugno 1963. Manager. Architetto. Amministratore delegato di Telecom Italia (nominato il 30 marzo 2016, in carica dal 12 aprile 2016). Dal gennaio 2015 al marzo 2016 a.d. di Ntv. Dal 2005 al 2014 a.d. di Terna, la società di trasmissione della rete nazionale elettrica (dal 2005 al 2014). Dal 1° aprile 2003 al 4 agosto 2005 direttore generale della Rai.
• Da giovane faceva il disc jockey a Radio Lombardia 91 «oscura emittente locale che faceva il verso a Radio Milano International tra la fine dei Settanta e gli Ottanta». Metteva dischi e conduceva: «Ho persino costruito un ripetitore di fortuna: era così potente che a un certo punto ci ascoltavano fino a Cremona».
• «Laureato in Architettura, con una specializzazione in direzione aziendale, inizia a lavorare subito nell’impresa di famiglia, attiva nel settore dell’edilizia, della quale presto si trova alla guida, prima di passare, nel 1999, alla Fiera di Milano come commissario speciale. Ed è questo il primo difficile banco di prova per il manager lombardo che era stato, dal 1998 al 2001, anche vicepresidente di Aem-A2A. Nel 2001, Cattaneo si trova quindi a dover gestire la quotazione della società a Piazza Affari, operazione osteggiata e considerata impossibile da molti visto il delicato momento attraversato allora dai mercati finanziari. Ma il numero uno dell’ente fieristico non demorde e lancia con successo il collocamento dell’azienda – la prima struttura del genere a scegliere allora quella strada – presso il segmento Star di Borsa Italiana. Due anni dopo, nel 2003, approda in Rai come direttore generale e, nonostante la giovane età – a 39 anni infatti è il più giovane dg nella storia della tv pubblica (ma è stato anche tra i più giovani a ricevere l’onorificenza di Cavaliere del lavoro nel giugno 2011) – porta l’azienda al miglior utile della sua storia e riesce a bissare il risultato anche l’anno successivo. Ma la sua esperienza nella tv pubblica arriva al capolinea a marzo del 2005 quando, nonostante i due bilanci chiusi in positivo, viene sfiduciato dal cda Rai» (Celestina Dominelli, S24 31/3/2016).
• «Malgrado abbia rimesso a posto i conti Rai, malgrado le sue reti abbiano vinto sfide importanti, resta un uomo senza scrupoli che ha trattato gli artisti come numeri, barattoli, saponette. La prima volta che l’ho incontrato, masticava nervosamente un chewingum. Come John Wayne, senza avere né cavallo, né pistole» (Piero Chiambretti).
• «Ci parlavamo da uomo a uomo, ci dicevamo le cose come tra due camionisti. Per me è stato il più grande direttore, un manager moderno che aveva una priorità: i conti» (Simona Ventura a Giovanni Audiffredi, Vty 3/8/2011).
• «Passerà alla storia dell’informazione per aver lanciato Riccardo Berti nel programma che fu di Enzo Biagi e di Pierluigi Battista. Ha avallato persino le puntate anti-antimafia di un tale Giovanni Masotti, messo su Raidue al posto che fu di Michele Santoro e del suo bistrattato erede teo-con Antonio Socci» (Paolo Martini).
• «Due anni in Rai equivalgono a venti in un’altra azienda».
• Causa alcune intercettazioni telefoniche del 2004-2005 eseguite nell’ambito dell’inchiesta sul crack Hdc (vedi Luigi Crespi) dalle quali pareva emergere un intreccio Rai-Mediaset, nel 2008 è finito nel registro degli indagati per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio. «Cattaneo, all’epoca uomo di collegamento tra la Lega e Alleanza Nazionale, ne uscì totalmente indenne per trasferirsi dopo meno di tre anni al vertice della più tranquilla Terna» (Giovanni Pons, Rep 31/3/2016).
• Nel novembre 2015 passa quindi in Terna, la società che governa una delle infrastrutture strategiche del Paese. «Da piccola e semisconosciuta ex costola dell’Enel, l’azienda diventa, sotto la sua guida, una delle realtà industriali d’eccellenza nel panorama italiano ed europeo. Grazie ad una strategia che negli anni è diventata il dna stesso della società – basata sul doppio binario delle attività tradizionali, remunerate con le tariffe, al quale si è aggiunto quello della ricerca e sviluppo di progetti in settori non regolati ad alto potenziale di sviluppo – la Terna targata Cattaneo cambia quindi radicalmente il volto della rete elettrica nazionale, creando valore per i suoi azionisti con un rendimento complessivo tra i più alti di Piazza Affari. In otto anni Terna riesce infatti a distribuire ai propri soci – anche per via delle plusvalenze degli investimenti sulle attività non regolate introdotte da Cattaneo (cessione della controllata brasiliana nel 2009 e dei progetti sul fotovoltaico nel 2010 e 2011) – 2,8 miliardi di dividendi, con un rendimento per le cedole di oltre il 6%, uno dei più attraenti del mercato internazionale. Al vertice della società, Cattaneo porta l’azienda a investire quasi 9 miliardi euro complessivi. Uno sforzo, proseguito anche dal suo successore Matteo Del Fante, che ha consentito all’Italia di azzerare il gap infrastrutturale nei confronti degli altri Stati europei e che ha portato Terna a superare i principali gestori di rete europei in termini di accelerazione sullo sviluppo infrastrutturale. Il tutto senza pesare un euro sulle casse dello Stato ma generando oltre 5 miliardi di euro di risparmi per il sistema elettrico. Nel 2010, Cattaneo è stato designato miglior manager italiano, e quinto in assoluto, nel campo dell’energia, tra oltre 40 top manager europei. Nel maggio del 2014, arriva poi l’addio alla società per il limite dei tre mandati fatto valere dal governo Renzi» (Celestina Dominelli, cit.)
• Tra le grandi opere realizzate durante la sua gestione, l’elettrodotto sottomarino Sapei (acronimo di Sardegna – penisola italiana), da Fiumesanto (Sassari) a Latina, 435 chilometri senza scali o deviazioni: «Un’opera che, oltre a fissare un lungo elenco di primati, avrà un impatto sostanziale sulla rete elettrica italiana: il gestore stima, dalla sua messa in funzione, 70 milioni di risparmi all’anno. E una riduzione annua di oltre 500 mila tonnellate di Co2 in atmosfera, grazie al maggiore sfruttamento delle rinnovabili. “Per l’opera non è stato impiegato un euro di finanza pubblica”. L’investimento di 750 milioni di euro è infatti stato coperto interamente con capitale e bond di Terna; circa 373 milioni arrivano da un prestito erogato dalla Bei. A conti fatti, considerando i risparmi garantiti dall’eliminazione dei colli di bottiglia del mercato, l’investimento sarà ammortizzato in una decina d’anni. Fino ad oggi infatti, per compiere lo stesso percorso, l’energia doveva transitare dalla Corsica ed arrivare in Toscana. “Adesso il vecchio collegamento – ha spiegato Cattaneo – sarà usato solo in caso di malfunzionamento di Sapei”» (Giuseppe Latour, S24 18/3/2011).
• Qualche attrito con Enel nel 2011, dopo che Terna era stata autorizzata dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani a «progettare, realizzare e gestire, solo temporaneamente, infrastrutture e impianti di produzione di energia elettrica anche destinati alla vendita, attraverso autonome strutture societarie»: la società guidata da Flavio Cattaneo ha deciso infatti di «sfruttare le proprie competenze tecnologiche per costruire impianti solari chiavi in mano, e venderli al miglior offerente. Protesta la lobby guidata dall’Enel: siccome tutti quelli che fanno il solare diventano matti per ottenere la connessione alla rete Terna, Cattaneo inquina il mercato vendendo impianti già collegati. Insomma, fa il furbo. Terna replica che quasi tutti gli impianti che ha venduto finora si sono attaccati alla rete di media tensione che è dell’Enel. Diatribe per ingegneri» (Giorgio Meletti, Fat 19/5/2011).
• A Terna aveva uno stipendio da 2,39 milioni di euro annui (bilancio 2012) (Stefano Caviglia e Stefano Vespa, Pan 7/11/2013).
• In un anno, sotto la guida di Flavio Cattaneo, Ntv, la società fondata da Luca di Montezemolo, è arrivata al turnaround, il cambio di passo. «Dal segno meno e le pesanti difficoltà che hanno costretto a grandi sacrifici i lavoratori, fino al sia pur minimo ma significativo bilancio 2015 in positivo (1,8 milioni prima delle imposte)» (Lucio Cillis, Rep 12/3/2016).
• «L’approdo nel cda Generali, invece, è anche merito di un’altra amicizia forte del manager di Rho, quella con Francesco Gaetano Caltagirone. Tanto da essere nominato presidente della Domus, uno dei bracci immobiliari dell’imprenditore romano con la quale, questa volta senza successo, ha tentato lo sbarco a Piazza Affari. Da dentro il cda Telecom Cattaneo ha seguito alla lettera le istruzioni dei suoi sponsor, contrapponendosi a Patuano sia nell’affare Metroweb, sia nella riorganizzazione immobiliare. Ora, da amministratore delegato, dovrà gestire in prima persona le forti indicazioni ricevute da Bolloré, a partire dalla sforbiciata ai costi che potrebbe passare per importanti sacrifici della forza lavoro. Ma anche il delicato dossier della vendita delle torri Inwit, oggetto di offerte contrapposte e che interessano l’orbita Berlusconi. L’aumento degli investimenti nella banda larga, promesso da Bolloré a Renzi. Il futuro di Tim Brasil, per anni considerata strategica e oggi destinata alla vendita. Oltre al probabile avvicinamento con Mediaset che sta per entrare alla corte di Monsieur Bolloré» (Giovanni Pons, cit.).
• «Non ho nulla in contrario che i dipendenti si tolgano la cravatta. Purché però poi si spenga l’aria condizionata».
• «Cattaneo era bellissimo, aveva una testa michelangiolesca» (un ex consigliere leghista della Rai).
• Dalla moglie Cristina ha avuto due figli maschi. Dal 2006 sta con Sabrina Ferilli, conosciuta sul set della fiction Dalida e sposata in gran segreto nel 2011.
• «Sto con un uomo intelligente, poco più grande di me. Flavio è un ragazzo molto posato, bravo nel suo mestiere e questo per me è importante: non potrei stare con una persona che non vive il lavoro con la mia stessa serietà e determinazione. Amiamo le stesse cose, ci piace commentare la lettura dei giornali, discutere problemi politici: è il compagno di vita che non avevo mai avuto, un’intesa che va oltre l’amore» (Sabrina Ferilli a Maria Pia Fusco). I due, che si erano conosciuti si sono conosciuti sul set della fiction Dalida, si sono sposati in gran segreto nel 2011.
• «Flavio Cattaneo confessa: quando guardo Sabrina negli occhi non capisco più niente. Quando mi parla capisco ancora meno» (Fiorello).