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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• (Camilla Patrizia) Sulmona (L’Aquila) 1 ottobre 1954. Conduttrice tv. Di Ballando con le stelle (dal 2005) e Altrimenti ci arrabbiamo (2013), entrambi su Raiuno. Prima Giochi senza frontiere, L’altra domenica, Blitz, Risatissima, Fantastico, Scommettiamo che..., il flop Uomo e gentiluomo (gennaio 2008, sospeso dopo due puntate causa i bassi ascolti), ecc. «Non posso e non voglio lavorare 360 giorni all’anno, mi servono degli intervalli. Non ho mai inseguito la presenza quotidiana. Che è poi quella che ti fa diventare una persona di successo».
• Figlia di un militare e di una casalinga, sorella di Gabriella (vedi) e Anna (Udine 26 maggio 1961), che ebbe un po’ di notorietà come valletta di Luciano Rispoli in Parola mia. Studi a Udine fino al ginnasio, poi a Roma frequentò Architettura, rinunciando a pochi esami dalla laurea. La sorella Gabriella: «Aveva tutti dieci a scuola, ma dieci al liceo classico, quindi una scuola difficile, e nessuno pensava che avrebbe intrapreso una carriera così lontana dagli studi di filosofia, di greco, di latino».
• «A tre anni ho cominciato a fare pattinaggio artistico, che è uno sport di esibizione, e mi piaceva immensamente. Sognavo di esibirmi, anche se era un sogno molto ma molto segreto perché non era confessabile a casa...»: quarta ai campionati europei giovanili di pattinaggio artistico a rotelle, sesta in quelli italiani assoluti, quest’esperienza le ha poi permesso di condurre con la massima disinvoltura la gara-reality Notti sul ghiaccio.
• «Da Renzo Arbore, lei che studiava architettura, c’era arrivata attraverso Gbr, una delle prime tv libere romane. Faceva l’inviata speciale con Isabella Rossellini e Michel Pergolani mentre Roberto Benigni si esibiva come stralunato critico tv accanto a una lampada parlante assai futuribile. “Mi inviavano nei posti più strani. Mi ricordo una sagra della mucca in Val d’Aosta e un palio degli asini da qualche altra parte. Ma lavoravo nel programma più di culto del momento. Una occasione rarissima perché, di solito, si scopre di esser stati di culto quand’è finito. Non ero una valletta muta: avevo diritto di parola e l’usavo. Se penso alle divette di oggi sento di esser stata fortunatissima”. Allora, però, i canali erano due: bastava comparire su uno o sull’altro perché la gente per strada ti fermasse. Altri tempi. E infatti quella di Milly Carlucci è una carriera d’altri tempi. Subito Giochi senza frontiere. Poi un tentativo a Mediaset, nell’83, per Risatissima con Lino Banfi, Massimo Boldi, Ric e Gian e Silvio Berlusconi che controllava ogni puntata, concentratissimo nella costruzione del suo impero mediatico. Differenze tra quella Rai e quella Mediaset di ieri? “Enormi. La Rai nasceva da lontano aveva figure professionali capaci, tanta burocrazia e molti filtri prima di arrivare al gran capo. A Mediaset ci si arrangiava con l’entusiasmo e l’improvvisazione ma sentivi che il gran capo era là. Anche lo stile fu subito diverso. Mediaset proponeva Drive in rompendo ogni schema, la Rai si dipingeva come la Casa degli italiani”. Indiscussa signora del piccolo schermo Milly Carlucci non è diventata una icona come Raffaella Carrà, Simona Ventura, Maria De Filippi: come mai? “Mi piace adattarmi alle cose che faccio e non viceversa. E poi non seguo le tendenze. Non ho mai voluto fare un reality. Li detesto. E li detesto da prima che arrivassero da noi. Ne vidi uno in Germania dove un gruppo di persone s’annoiava a morte. Misero nella casa una spogliarellista che faceva la doccia nuda e il pubblico arrivò. Non sono moralista. Ma se si vuole conquistare l’attenzione così, basta mandare in chiaro qualche filmetto pornografico”» (Simonetta Robiony).
• Prima donna a condurre Miss Italia, nel 2009.
• «Seguo diete ferree ma bilanciate, faccio ginnastica tutti i giorni, evito di espormi al sole d’estate. Mi mantengo bene ma purtroppo già so che tra qualche anno mi manderanno in pensione. Proverò allora a tornare alla fiction in ruoli di madre».
• «Quando cambierò vorrei prima di tutto tornare all’università: vorrei studiare sociologia, filosofia, approfondire la storia dell’arte, anche se non so se potrebbe derivarne un lavoro».
• È sposata con l’ingegnere Angelo Donati: «Il nostro incontro? Tanto casuale da far venire i brividi. Ci siamo conosciuti, persi di vista e rincontrati dopo due anni in un parcheggio che si trovava sotto il suo ufficio. Ero lì perché ero appena uscita dallo studio di un fotografo che mi aveva fatto degli scatti per la copertina di Epoca. Se non fosse stato tutto così armoniosamente casuale probabilmente non avrei mai avuto un compagno con il quale condividere 26 anni della mia vita» (nel gennaio 2008). Due figli: Angelica, manager, e Patrick, studente di Economia. Vivono entrambi a Londra.