Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Corigliano Calabro (Cosenza) 10 ottobre 1939. ’Ndranghetista, capo del locale di Corigliano (comprendente Cassano, Cirò e Corgiliano: il locale, nella toponomastica ’ndranghetista, è una parte di territorio messa alle dipendenze di un capo società e a sua volta suddivisibile in ’ndrine, però mai più di sette). Detenuto dal 17 febbraio 1993, al 41 bis dal 18 settembre 1996. Condannato in via definitiva a tre ergastoli per associazione mafiosa e reati collegati (tra cui plurimi omicidi ed estorsioni), l’ultima volta con sentenza della Corte di Cassazione del 22 giugno 2006. Insignito del titolo di “Santa”, «cioè di un ruolo duraturo
all’apice della organizzazione criminale di appartenenza che non viene certamente meno, essendo al contrario amplificato, a causa della detenzione» (così la Corte di Cassazione il 7 luglio 2005. Sulla “santizzazione” vedi anche Umberto Bellocco e Giorgio De Stefano).
• Tra i delitti: quello di Mario Mirabile, ucciso a colpi di fucile mentre era alla guida della sua Bmw, alle otto del mattino del 31 agosto 1990, località Gioia Tauro. Il Mirabile voleva prendere il controllo del locale di Sibari, finito nelle mani di Carelli dopo l’invio al soggiorno obbligato di Giuseppe Cirillo, che era stato capo a Sibari ed era cognato di Mirabile. Mirabile era di Salerno e aveva aderito al clan Cutolo. Carelli, prima di farlo ammazzare, era andato a trovare Cirillo a Serra dei Conti, sede del soggiorno obbligato, per comunicargli che non era possibile ammettere dei napoletani a Sibari. La figlia di Mirabile, Florinda, era secondo alcuni camorristi amante di Pasquale Galasso. Studiava legge e aveva chiesto a Galasso di vendicarle il padre. Poi si costituì parte civile. Poi si fece collaboratrice di giustizia. Anche Cirillo a un certo punto si pentì. Il locale di Corigliano inglobò, con l’assenso dei vertici reggini, il locale di Sibari. Carelli favorì una maggiore autonomia delle singole ’ndrine, che Cirillo aveva precedentemente tenute assai strette.
• Altro delitto: quello di Luigi Lanzillotta, usuraio, fatto ammazzare il 9 gennaio 1993 da un giovane col casco da motociclista in testa che entrò nella barberia dove si stava facendo radere, gli sparò e s’allontanò su una Yamaha. Questo Lanzillotta s’era rifiutato di aderire al nuovo regime di Sibari ed era rimasto fedele a Cirillo.
• Reggente della cosca, essendo il Carelli in carcere, risultava Giorgio Semeraro, arrestato però nel 2006 in una retata che portò in carcere 32 persone (narcotraffico, rapina, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzioni di armi).
• Un pentito ha raccontato che Carelli bada assai alle coperture dei suoi, che vuole al sicuro il più possibile. Copertura tipica: lo stabilimento balneare Arca di Noè sulla spiaggia Schiavonea, valore un milione di euro, gestito dai fratelli Vincenzo e Giovanni Guidi, sequestrato il 26 aprile 2007 e usato per la copertura di parecchie attività illecite tra cui la gestione di videopoker truccati (i denari erano in genere riciclati in Germania). (a cura di Paola Bellone).