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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Livorno 7 gennaio 1912 – Roma 22 gennaio 1990. Poeta.
• «Trasferitosi prima a Genova poi a Roma, fu partigiano, maestro elementare e traduttore dal francese. Magrissimo, arguto, defilato, inseparabile dalla sigaretta, amava suonare il violino». (Valerio Magrelli, la Repubblica 22/6/2017).
• Le prime raccolte di versi risalgono al decennio 1932-1942, fra cui Come una allegoria, Ballo a Fontanigorda, Finzioni, Cronistoria. Al periodo della guerra e della Resistenza si deve Il passaggio di Enea, che raccoglie le sue poesie pubblicate fino al 1956.
• Fu a lui che Giulio Einaudi commissionò la traduzione dal francese del Tempo Ritrovato, ultimo dei sette volumi della Recherche di Marcel Proust. Tradusse anche Baudelaire, Flaubert e Maupassant, tra gli altri.
• Collaborò con diversi giornali e riviste, scrivendo poesie ma anche saggi e racconti.
• «La sua poesia, formatasi nell’ambito dell’ermetismo ma con ascendenze al vocianesimo ligure (da Sbarbaro a Boine), ha mirato a immettere nelle rarefazioni analogiche, proprie del primo, il lievito di un autobiografismo tra risentito e gentile, tra alacre ed elegiaco, e nei modi della poetica della parola quelli della poesia tradizionale, trovando la sua soluzione più felice in un tono medio, di canzonetta fra classica e popolareggiante» (Treccani.it).
• «Giorgio nei salotti letterari si annoiava un po’. Forse sentiva di non poter dare il suo meglio. Era icastico ma non aveva la battuta facile. Si vestiva con l’eleganza che deriva dal far dimenticare come si è vestiti, cioè in modo sobriamente anonimo. Andava in tram e in autobus, niente automobile. Scriveva, con una capacità di resistere alle fatiche del lavoro davvero sorprendente, su tutte e dieci le principali riviste letterarie italiane degli anni Cinquanta e Sessanta. Collaborava a numerosi quotidiani e periodici, si sobbarcava impegnative traduzioni dal francese (Proust, Baudelaire, Céline). A leggere la meritevole cronologia premessa da Adele Dei al Meridiano, che raccoglie tutta l’opera in versi di Giorgio, si rimane esterrefatti. Un impazzimento, roba da collasso. Lavorava e amava». (Antonio Debenedetti, La Lettura – Corriere della Sera 17/7/2016).
• «Quella di Caproni è una poesia nervosa e nitida, tesa e incisiva. Negli ultimi anni, quasi incorporea, ma sempre più gestuale, impaziente e tagliente». (Alfonso Berardinelli, Il Sole 24 Ore 1/11/2015).
• «Caproni forse ha superato ogni altro poeta del Novecento, perfino Ungaretti, nella convinzione istintiva che quella poetica è un’arte fondata soprattutto sull’economia di parole». (ibidem).
• «Poeta di ateologia e di musica tonale, di allegorie desolanti ma anche di allegri paradossi, Caproni è stato letto come uno dei moderni corifei della negatività, protagonista in ultimo di una vera e propria “morte bianca” della poesia. Ecco la chiave del suo successo, ma anche il suo lato ambiguo. Non fosse per il suo ineliminabile “buon senso”, per l’empirismo scontroso ma inesausto, per la felicità istintiva delle sue gabbie sonore, dei suoi concreti smarrimenti». (Paolo Febbraro, Domenicale – Il Sole 24 Ore 15/3/2015).
• «Alla figlia diceva: “Vedi, Silvana, morirei contento se nella mia vita avessi scritto un solo verso, ma che sia poesia”. Fino alla fine era convinto che tutto dovesse ancora essere verificato. C’è un verso in una poesia postuma: “Gíorgio non ti fidare, è ancora tutto da verifìcare”. (…) “Diceva sempre che l’aver studiato musica gli aveva dato la possibilità di comporre versi”. Ma smise di suonare, e in casa credevano che non l’avesse più fatto, e scoprirono poi che suonava Paganini a scuola, per i suoi scolaretti, di nascosto del direttore. A volte pregava, quando nessuno lo vedeva. Diceva: “lo prego non perché Dio esiste, ma perché Dio esista”». (Adriano Sofri, Panorama 21/4/2005).
• Per l’esame di maturità 2017 la sua poesia Versicoli quasi ecologici (contenuta nella raccolta postuma Res Amissa, uscita nel 1991) è stata scelta come traccia per l’analisi del testo nella prima prova scritta.
• Sposato con Rina. Due figli: Silvana e Mauro.