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 2017  maggio 26 Venerdì calendario

• Conegliano Veneto (Treviso) 18 novembre 1964. Manager. Direttore generale della Rai (dall’agosto 2015). Fino al 2013 vicepresidente Viacom, la società di produzione e distribuzione di Mtv in cinquanta paesi e direttore generale della stessa azienda per i paesi del sud Europa, Africa e Medio Oriente. Nel 1992 vicedirettore di Canale 5. Nel 1997 fu il primo direttore di Mtv Italia. Ex amministratore delegato di Telecom Italia Media (La 7 e Mtv). «Dirigente libertario e frecceriano» (Giuliano Ferrara).
• Ragazzo prodigio della tv, ha creato la Mtv generation e la generazione dei conduttori simbolo. Ha riadattato il piccolo schermo alla rivoluzione social nata con Youtube, Facebook e Twitter. Bravo a creare nuovi pubblici ha portato, tra gli altri, Daria Bignardi e Maurizio Crozza a La 7.
• «Corso postuniversitario targato Publitalia, fra 1991 e 1992, si manteneva agli studi universitari organizzando le attività ricreative di una colonia estiva sui litorali del nativo Veneto. Laureato a Ca’ Foscari in Economia e commercio, indirizzo giuridico, con Paolo Costa (voto 108/110). Il padre è istitutore, responsabile del locale convitto agrario, legato alle scuole enologiche della zona. Dopo la laurea, nel 1988, viene assunto dalla Ims e si occupa di distribuzione di prodotti industriali. Sede: Madrid prima e Valencia poi. Lui non lo sa ancora, ma quell’esperienza gli tornerà utilissima quando, 11 anni dopo, i vertici di Mtv dovranno scegliere un manager a cui affidare, oltre all’Italia, anche il mercato spagnolo. Due anni dopo Campo Dall’Orto è di nuovo in Italia, indeciso se accettare o meno la carica di direttore della filiale svizzera della Ims, a Montreux. Vorrebbe entrare nel mondo della comunicazione, non si accontenta delle posizioni già raggiunte a 26 anni. Fa domanda per una borsa di studio al Master di Publitalia. Accolta. In televisione entra dalla porta principale, Mediaset, lavorando nell’area della produzione con Leonardo Pasquinelli. Ma su di lui ha già messo gli occhi Giorgio Gori, anche lui giovanissimo già alla guida di Canale5. Nel 1997, Mtv» (Fabiana Giacomotti).
• Nel dicembre 2007 licenziò da La 7 Daniele Luttazzi, che durante una puntata del suo programma Decameron offese pesantemente Giuliano Ferrara (chiusura illegittima secondo il tribunale di Roma, che nel 2012 condannerà in primo grado La7 a un maxi-risarcimento da 1,2 milioni per il comico).
• Nell’aprile 2008 si è dimesso dall’incarico di ad di Telecom Italia Media (cioè dalla direzione de La 7), rimanendo però nel consiglio di amministrazione. «Formalmente ha rassegnato le dimissioni, in sostanza gli è stato dato il benservito da Franco Bernabè, che ha deciso di cambiare i manager di Telecom. E questa non è una buona notizia, tutt’altro. L’amministratore delegato ha messo un uomo di sua fiducia al controllo delle reti televisive e il primo a farne le spese è stato l’unico che aveva sempre creduto al rilancio di un canale nato con il sogno di spezzare il duopolio Rai-Mediaset. La tv si fa anche con le idee ed è un vero peccato che, dalla nostra, vengano sempre emarginati chi ne ha, chi non si limita a fare il passacarte» (Aldo Grasso).
• Nel luglio 2008 ha lanciato sul mercato Mtv Mobile, un operatore di telefonia mobile orientato verso il pubblico giovanile, in collaborazione con Tim.
• «È un uomo che coltiva speranze e amicizie, cioè è un uomo molto contemporaneo. Aveva sperato, come tanti, nel Silvio Berlusconi del 1994 e, come tanti, ha sperato nel Walter Veltroni del 2008 così come spera – e già con più profitto – nel Matteo Renzi del 2015. Con Berlusconi è finita alla svelta: era stato selezionato, insieme ad altri dieci, per fargli da assistente personale ma, quando ha saputo che si trattava di stargli a fianco 24 ore al giorno, se l’è battuta. Con Veltroni sindaco di Roma è durata parecchio, Cdo era negli anni sugosissimi di Mtv, Music Television, e Veltroni era arrivato in piazza a Bologna insieme ad altri 80 mila per dire no alla chiusura dell’emittente, cui stavano levando le frequenze; Cdo era tornato in Italia dal Brasile, dove giaceva sulle spiagge di Bahia, per parlare col ministro Antonio Maccanico ma non ne cavò nulla: Maccanico era un po’ sordo e comunque di emittenti per videoclip ci capiva poco. Figuriamoci se non ne capiva Veltroni, e infatti insieme organizzarono concerti di Bob Geldof e serate pro Africa in piazza del Popolo, cioè tutta la roba entusiastica tipica di quella sindacatura» (Mattia Feltri).
• «Qualcuno a Palazzo Chigi ha mai preso informazioni su La7 gestita da Campo Dall’Orto? A Renzi sarebbe bastato chiedere al suo amico Franco Bernabè per sapere che il suo pupillo Campo Dall’Orto lasciò La7 che perdeva oltre 120 milioni con un audience del 2-3%» (Massimo Mucchetti, ex giornalista del Corriere della Sera e senatore della minoranza Pd).
• «Il mio motto è: non invecchiare con la generazione che hai allevato».
• «Ho sempre creduto che un sistema dei media possa essere bello e ricco se pieno di diversità. Il sistema pubblico televisivo è un baricentro culturale, un punto di confronto sul quale misurarsi, ma in Italia se ne sente l’assenza tutti i giorni. Ci vorranno lustri a ricostruirlo» (a Marinella Venegoni).
• «La tv va verso l’estinzione, ma abbiamo tempo; non siamo come le case discografiche che si sono lasciate travolgere, e ancora non abbiamo capito bene cos’è la banda larga. Nel giro di dieci anni, più che tv sarà comunicazione video».
• «Penso che l’Italia debba avere una tv pubblica forte e dignitosa. E più operatori privati in concorrenza. La Gran Bretagna ha un sistema pubblico forte e molte tv private importanti, in concorrenza tra loro. In Gran Bretagna ci sono 850 case di produzione, in Italia ne vedo sempre meno. Quanti posti di lavoro lasciamo per strada in questo modo?» (alla Tribuna di Treviso nel 2010).
• Sposato con l’attrice indo-tedesca Mandala Tayde, di 11 anni più giovane di lui. Un figlio, Leon.
• Milanista.
• Non indossa la cravatta, usa mezzi pubblici e organizza i Goldon Games (goldon da goldone, cioè preservativo), gare da spiaggia con gli amici.