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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Montelupo Fiorentino (Firenze) 15 ottobre 1940. Manager. Dal 1973 presidente Unicoop Firenze, colosso da oltre un milione di soci, tre miliardi di fatturato e diecimila dipendenti, nata dalla fusione di Coop Empoli, Coop Etruria e Toscocoop.
• Figlio di un melomane che all’anagrafe non riuscì a far scrivere esattamente il nome del protagonista della Cavalleria rusticana, diplomato in Ragioneria, nel 1958 fu assunto in una vetreria di Empoli. Nel 1963 entrò alla Cooperativa del Popolo di Empoli (responsabile nel ’71). Dal 1980 al 1985 consigliere comunale del Pci a Empoli. Dal 2003 nel Cda del Monte dei Paschi di Siena, nell’aprile 2012 nominato vicepresidente (e, tramite Unicoop, proprietario di una quota del 2,7% di Mps), si è dimesso il 20 dicembre 2012 «per motivi personali», subito prima che scoppiasse lo scandalo Mps (vedi Giuseppe Mussari). Il 15 ottobre 2013 ha lasciato anche il posto nel cda della Banca.
• «Lo hanno ribattezzato il “signor no”, l’uomo che per due volte non ha accettato un posto in Parlamento, che ha rifiutato la poltrona di sindaco di Firenze e che nel partito, Pci prima e Ds poi, ha declinato bruscamente gli inviti a entrare in correnti e correntoni. Sposato senza figli, è conosciuto come l’antiscalatore, il manager che non ha ceduto mai alle sirene della finanza». (Marco Gasperetti).
• Contrario all’alleanza tra il marchio Coop e Conad, contrario alla cordata per riaprire l’Unità («I soldi si mettono solo quando c’è un progetto industriale convincente», disse allora), contrarissimo alla scalata di Unipol a Bnl, portò avanti per questo una guerra a Giovanni Consorte, sostenendo che «la finanza è una bestiaccia e conosce soltanto comportamenti egoistici». Salvo poi investire 400 milioni di euro di Unicoop Firenze su Monte dei Paschi di Siena, perdendone circa 300 milioni.
• «Un tempo il Principe era il Pci, bastava una telefonata da Roma per conoscere la linea. Ora nemmeno nella rossa Toscana la politica comanda, semmai le coop. L’unico Principe non lo trovi nei palazzi del potere politico o nelle dimore principesche ma in una Casa del Popolo a giocare a scopone o in un ufficetto in via Santa Reparata. Si chiama Turiddo Campaini, un omino esile come un giunco ma dall´anima d´acciaio che da oltre trent’anni comanda l’Unicoop Firenze, un impero. (…) Campaini è senz’altro l’uomo più potente della città, ma vive come un impiegato del catasto, in periferia a Empoli, veste ai grandi magazzini, guida un’Audi di dodici anni e si concede una settimana di ferie» (Curzio Maltese).
• «Il bilancio 2012 della Coop è stato chiuso con un rosso di 126,7 milioni rispetto ai - 45,5 milioni del 2011. La partecipazione Mps è iscritta come perdita di valore durevole, circa 327 milioni di euro, ovvero 0,76 euro per azione. Valore rettificato da Unicoop pari a 197,7 milioni e portato a 0,30 euro per azione. La società ha anche sottoscritto il famigerato bond Fresh servito per finanziare l’operazione Antonveneta e poi finito nel mirino della magistratura» (Camilla Conti) [L’Huffington Post 15/10/2013].
• Nell’ottobre 2013 il Fatto Quotidiano accusò la Coop di effettuare a tutti gli effetti un servizio di banca, raccogliendo i risparmi dei soci (10,4 miliardi di euro fra le nove grandi cooperative) e investendoli in speculazioni finanziarie, dai Bot alla Borsa, senza alcun controllo della Banca d’Italia. «Esempio: l’Unicoop Firenze, la maggiore per fatturato (ben 3 miliardi di euro), ha in bilancio immobilizzazioni tecniche (ciò che serve per funzionare) per 2 miliardi e debiti verso i soci per 2,3 miliardi. Ma il debito complessivo è di 3 miliardi. Che ci fa la Coop con tutti quei soldi? Unicoop Firenze ha in bilancio 644 milioni di immobilizzazioni finanziarie: una vera merchant bank» (Giorgio Meletti) [Fat 9/10/2013].
• Si oppose all’idea del sindaco di Firenze Matteo Renzi di aprire supermercati e centri commerciali la domenica: «Non ho mai pensato che i mali della società italiana stiano nei centri commerciali, ma mi sembra chiaro che trascorrere mezza giornata in un centro perché non si sa dove andare è funzionale a una visione consumistica della vita».
• Ha pubblicato per Baldini Castoldi-Dalai il libro-intervista con Pietro Jozzelli Un’altra vita è possibile (2010). «In 155 pagine di autobiografia raccolta Campaini ignora completamente il tema del potere nelle cooperative rosse. Sicuramente non si tratta di banale reticenza» (Giorgio Meletti).