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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Milano 13 luglio 1938. Scrittrice. «Alle lettrici cerco di trasmettere più fiducia in loro stesse. Ci stupiamo dell’Islam, invece lo abbiamo in casa, in certi paesini sperduti dove moglie e figlie vengono picchiate e ridotte come schiave».
• Ha firmato i romanzi scritti insieme al marito Nullo Cantaroni (1928-2004) con lo pseudonimo Sveva Casati Modignani. Ha mantenuto questa firma anche dopo la morte di lui.
• «Il nome lo trovò Tiziano Barbieri della Sperling, che aveva ricevuto il nostro primo manoscritto».
• Milioni di copie vendute in oltre 20 paesi, da Anna dagli occhi verdi a Palazzo Sogliano (2013).
• «La nostra avventura letteraria è cominciata per caso, frugando nei ricordi dei racconti che mi faceva mia nonna. Era una grande affabulatrice, ma invece di favole mi narrava storie di vite. Così è nato il primo romanzo e poi gli altri. In fondo continuo a scrivere storie che vorrei sentirmi raccontare».
• Erede della tradizione di Delly, Liala, Luciana Peverelli, struttura dei romanzi tipica della letteratura popolar-sentimentale: donna dall’infanzia infelice (per via di madre alcolizzata o patrigno stupratore che l’ha messa incinta) sposa, per fuggire al suo destino, il primo che capita. Segue vita più miserabile di prima, riscattata però alla fine: «In queste pagine ogni sogno prima o poi si realizza. Ed è questo forse il segreto del successo» (Giulia Borgese).
• «Autrice che mescola l’alta società con la classe operaia (o contadina), che non risparmia avventure e passioni, che enfatizza la capacità di superare gli ostacoli del cuore, nodi narrativi propri dell’intrattenimento rosa, ha l’indiscutibile merito di affrontare sempre temi di attualità e la capacità di affrescare gli ambienti che conosce con pennellate di grande efficacia. Non saranno letteratura (né hanno mai preteso di esserlo e infatti sono sistematicamente ignorati dalla critica), ma i libri di Sveva Casati Modignani oltre a parlare d’amore raccontano anche una storia d’Italia con capitale Milano (la città dove vive) ad alto tasso di problematicità. Le sue storie spesso affondano negli anni del fascismo che la progressista Sveva non perde occasione di condannare, a volte si avventurano nel periodo del boom e delle contestazioni, spesso sfiorano l’edonismo degli anni Ottanta per arrivare ai giorni nostri» (Cristina Taglietti).
• Dal figlio Nicola ha avuto due nipoti, Luna e Lapo, di cui ha detto «li adoro, soprattutto… quando dormono». (Maria Grazia Sozzi) Ha un cane, Rambo II.
• Non usa computer ma batte ancora a macchina. (Marisa Fumagalli) [Cds 4/7/2010]