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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• (Giuseppe) Alessandria 8 dicembre 1955. Scrittore. Traduttore. «Cacucci è un artigiano, un costruttore di trame, di atmosfere e di personaggi» (Federico Fellini). Vive tra Bologna e l’America Latina. Il suo romanzo più famoso è Puerto Escondido (1990, Interno Giallo poi Mondadori), portato sullo schermo da Gabriele Salvatores. Tra gli altri titoli, San Isidro Futbol (1991, Granata Press), Tina (2005), Demasiado corazon (1999), Ribelli (2001), Un po’ per amore e un po’ per rabbia (2012). Da ultimo Mahahual (Feltrinelli 2014).
• Ha tradotto circa 90 titoli: «È la mia attività principale! Passo più tempo a tradurre che a scrivere i miei libri. Sono arrivato a una cinquantina di autori (tra i quali Paco Ignacio Taibo II e Javier Cercas, ndr), e spero che in ognuno ci sia il linguaggio degli autori, non il mio».
• «Il bisogno di scrivere? C’è un’espressione messicana che lo sintetizza: sacar el diablo pa’ fuera. Buttare fuori demoni e frustrazioni, sfogare rabbia e delusioni… E anche imparare a stare solo con me stesso: era la fine degli anni 70 e venivo da un eccesso di sensibilità, dal vivere in comune tutto, in strada e in piazza. Ho cominciato a scrivere per raccontare a me stesso una realtà diversa da quella che si imponeva fuori».
• «Io vorrei invecchiare un po’ anche nello spirito, non solo nel corpo: vorrei incazzarmi di meno, dare una tregua al fegato».
• «Ho una forma di rifiuto verso gli appunti. Per questo perdo per strada tante idee».