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 2018  settembre 25 Martedì calendario

• Como 10 agosto 1910 – Milano 9 ottobre 2009. Architetto. Scrittore. «Uno dei più longevi scrittori italiani. Ha iniziato a scrivere i libri per cui è noto subito dopo la pensione, a oltre sessant’anni» (Marco Belpoliti).
• «Vecchio architetto vocato tardivamente alla letteratura e perciò, per il resto dei suoi giorni, vissuto come un autore in formazione: “uno che continua a leggere imparando”, diceva umilmente di sé. Roberto Barbolini lo aveva definito “l’unico vero giovane autore della narrativa italiana”. Un poeta umorista, lieve e intransigente, severo e sorridente». (Alessandro Iadicicco) [Grn 10/10/2009].
• Debutto da Scheiwiller (1972), poi nel 1979 il suo album di riflessioni e racconti più noto, L’uovo alla kok, uscito per Adelphi. «Le belle arti sono cinque e cioè: la pittura, la scultura, la poesia, la musica e l’architettura, che ha come ramo principale la pasticceria» (L’uovo alla kok). Per chi sono i suoi libri? «Per me stesso e per i lettori simpatizzanti. Scrivo degli anti-bestseller».
• Imparò l’arte di cucinare (e di tagliare) i testi dall’amico Emilio Cecchi. «Una pagina piena di cancellature era bella come un’acquaforte di Morandi» (Iadicicco, cit.). Avrebbe scherzosamente condannato all’ergastolo coloro i quali «dopo aver nominato New York, se devono nominarla un’altra volta dicono la Grande Mela» (Paolo Nori) [Fog 8/5/2012]. «I suoi scritti sono una specie di aureo distillato di sapienza letteraria e profondità intuitiva (...) La sua proverbiale insoddisfazione l’aveva portato a rielaborare continuamente i pochi testi dati alle stampe. E sempre togliendo piuttosto che aggiungendo» (Paolo Mereghetti) [Cds 10/10/2009].
• «Invecchiando si è obbligati a portare i calzini corti. Dopo gli ottant’anni si fa più fatica a infilarli» (Antonio Gnoli) [Rep 22/8/2001]. Una volta consigliò a Federico Fellini «durante una cena, di cambiarsi i calzini. Aveva l’abitudine di portarli corti» (ibid.).
• Per anni assistente di Alberto Lattuada, scrisse della sua esperienza con il regista in Taccuino dell’aiuto regista (pubblicato da Hoepli nel 1944 e ristampato da Ponte alle Grazie nel 2007) e fu convivente more uxorio della sorella Bianca, morta nel 2005, che era rimasta vedova di Corradino Marchesi.
• «Non l’avessi letto, L’uovo alla kok, ma l’ho letto, quindi immagino che Buzzi avrà meriti altri, magari negli anni Trenta avrà stampato una plaquette in quindici copie, quattordici perdute nell’alluvione di Firenze e una oggi al sicuro nella casamuseo di Monteverde Vecchio» (Camillo Langone) [Fog 13/2/2009].