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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

Luca Brasi

Biografia di Luca Brasi

• Clusone (Bergamo) 11 febbraio 1969. Cuoco. Una stella Michelin (2001). Inizi nell’84 come apprendista all’Hotel Garden di Fino del Monte (Bergamo), ha accumulato esperienze tra l’Italia e l’estero, passando dalla Presolana a Nizza, da Bergamo Alta alle Maldive, dalla Svizzera alle Bermuda. Dopo un lavoro da capo partita al Ristorante Don Alfonso di Sant’Agata sui Due Golfi Lubrense (Napoli, vedi Alfonso Iaccarino) e un altro passaggio da Bergamo Alta, dal 28 agosto 1997 è proprietario e gestore del ristorante La Lucanda di Osio Sotto (Bergamo). Nel 2004 apre l’Olfà, una caffetteria-pasticceria con cucina. Nel 2008 trasferisce l’insegna de La Lucanda al neonato Devero Hotel di Cavenago Brianza (Milano, vedi Enrico Bartolini).
• Nel 2011 a metà 2013 apre a Bergamo Civus, un locale di moderna concezione: è «un bar pasticceria pensato dallo staff – Brasi, Corrado Denti e Cinzia Bosio –, con cucina che propone tre tipologie di servizio: un veloce self service assistito; un servizio di piatti d’asporto infagottati con una pratica tovaglietta e la consegna a domicilio sia a pranzo che a cena» [Ecb, 2/11/2011].
• Civus chiude i battenti nel 2013. «La proposta di Civus era innovativa, rompeva degli schemi nel panorama della ristorazione bergamasca. Non è stata recepita e in corsa ho dovuto apportare delle modifiche trasformando la formula iniziale, stravolgendo di fatto la mia idea. È allora che ho preferito chiudere (…) A Bergamo ho scoperto un mercato difficile che non immaginavo. Mi sono trovato di fronte ad una clientela che voleva mangiare a dieci euro, un menù a prezzo fisso. E di fronte a questa richiesta la mia presenza era praticamente inutile. Così abbiamo deciso di concentrarci su La Brasseria che sta dando ottimi risultati» [Ecb, 4/6/2013].
• Già dal 2012, infatti, Brasi si concentra sui locali dell’ex La Lucanda, rinominata La Braseria.
• «Brasi somiglia a Marco Pantani prima della cura. Stessa aria solida e laconica. Scuola elettrotecnica a Clusone; padre dirigente d’azienda, poi imprenditore (videocitofoni): è chiaro che, mettendosi ai fornelli, il ragazzo doveva dimostrare qualcosa» (Beppe Severgnini).
• «Io sono uno che vive in cucina. Ho dovuto imparare a stare col cliente. All’inizio non era facile, ora va meglio. Un cuoco però comunica coi suoi piatti. Devono parlare loro».