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 2017  dicembre 13 Mercoledì calendario

• Genova 27 aprile 1949. Comico. Iniziò suonando in gruppi rock e facendo satira politica. Fino al 1978 cabarettista all’Instabile di Genova con Antonio Ricci e Beppe Grillo, nell’83 debuttò in televisione con Drive In, diventando molto popolare grazie al personaggio del “paninaro” (immortalato dai neologismi “sfittinzia”, “arrapescion”, “cucador”).
• «Non avevo lavoro, facevo la fame. Conoscevo Ricci dai tempi dell’università e dei teatrini off di Genova. Gli chiesi una mano e feci il botto. A chi mi sono ispirato? A tre-quattro ragazzi che vidi al bar Il Panino di Milano. Avevano la giacca a vento, forse erano appena tornati dalla montagna e divoravano i panini. Ci misi del mio e Ricci mi aiutò. Mi disse: sei talmente sfigato che devi fare lo sfigato col look vincente. È l’identikit del paninaro. Un guascone, uno che pensa solo a trovare le donne. Il linguaggio nasceva dallo slang discografico e divenne patrimonio di tutti. Come il tormentone “Troppo giusto”. Incarnava ciò che i giovani erano in quel momento, a cominciare dall’attenzione spasmodica al look. Durai fino al 1988. Poi il nulla».
• «Laureato in Filosofia, con una tesi sulla spiritualità dei Nativi Americani delle Grandi Praterie, è uno dei pochi “visi pallidi” ammesso alle loro cerimonie più sacre» (Panorama.it) [12/10/2012]. Ha un nome indiano, Iniumahka (Bisonte Che Corre); il leader spirituale Bruce Starlight gli ha inoltre concesso di poter pregare con la Chanunpa, la Sacra Pipa, il più alto simbolo della spiritualità degli Indiani d’America. Braschi ha trattato l’argomento tenendo conferenze e scrivendo libri, tra i quali L’Albero di Nuvola (Uno Edizioni, 2012), La Conoscenza Segreta degli Indiani d’America (Verdechiaro, 2012).