Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2018  settembre 25 Martedì calendario

• Torino 15 marzo 1915 – Roma 14 settembre 2010. Attrice. «Una delle donne più belle e affascinanti del nostro cinema, ha avuto una vita in melò, avventurosa e una carriera divisa in due, prima da diva del regime ma poi anche a Hollywood» [Maurizio Porro, Corriere della Sera 16/9/2010].
• Esordì nel cinema in Vivere! (1937) di Guido Brignone accanto a Tito Schipa, con cui ebbe un’intensa storia d’amore. Tra i suoi film più famosi Campo de’ Fiori (1943) di Mario Bonnard, 8 e 1/2 (1963) e Giulietta degli spiriti (1965) di Federico Fellini, Io, io, io... e gli altri (1965) di Alessandro Blasetti, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini, Primo amore (1978) di Dino Risi, Il mondo nuovo (1981) di Ettore Scola, Claretta (1984) di Pasquale Squitieri, Amici miei atto III (1985) di Nanni Loy.
• Da giovane pensava di diventare un soprano leggero, si iscrisse al liceo musicale di torino ma, ossessionata da una incontrollabile timidezza che le inibiva le scene, deluse sostenitori come Mascagni e Toscanini e scelse i set cinematografici.
• Volto mitico del cinema dei telefoni bianchi – «gli apparecchi di quel colore erano frequenti in molte scene e indicavano benessere, a differenza di quelli neri, più diffusi» (Porro, cit.) –, bellezza diafana e regale, dopo il successo di Vivere! chiamata dalla Mgm a Hollywood dove incontra Scott Fitzgerald, Marlene Dietrich, Spencer Tracy, Lana Turner, Dorothy Parker, ma non gira neanche un film causa lo scoppio della guerra. Torna a Torino e ha una grande storia d’amore col conte Guidi di Romena, tragicamente interrotta dalla morte di lui in un incidente aereo. Gli amici del cinema (De Sica e la Rissone, il produttore Peppino Amato) la aiutano ingaggiandola per Campo dei Fiori. Difficile rapporto con Anna Magnani. Gira poi Il romanzo di un giovane povero e ha una breve storia con Amedeo Nazzari. Ha un fratello partigiano (Renato), un altro, Filiberto, le muore a Cefalonia (la divisione Acqui, nonostante si sia arresa senza condizioni, viene sterminata dai nazisti che vogliono vendicare il voltafaccia dell’8 settembre). Si rifugia nella clinica Sanatrix di Armando Ceratto, a Torino. Ceratto la sposa, ma, secondo quanto racconta la figlia Marina (giornalista, ha raccontato la vita della Boratto in una biografia pubblicata da Simonelli) si tratta di «un matrimonio di guerra, affrettato e difficile, mentre la clinica è trasformata in un rifugio per partigiani di Giustizia e libertà e feriti di ogni fazione. Vi si ritrovano Valletta, i fratelli Rivetti, Sandro Fiorio».
• Dopo la guerra Fellini le fa interpretare Otto e 1/2 e Giulietta degli spiriti. «Nell’inverno del ’62, una mattina vestita con un cappello marrone e una pelliccia di lontra in via del Corso incontro per caso Fellini che mi dice: ma che bella signora, posso avere il suo numero di telefono?». Da lì ricomincia una carriera cinematografica assolutamente dignitosa, ma che non ha più i caratteri divistici di quella anteguerra.
• Pier Paolo Pasolini la volle tra gli interpreti di Salò «convinto non solo della sua bellezza ma della sua bravura. E un giorno le fece trovare il camerino invaso da decine di rose rosse accompagnate da un biglietto: “La luce che hai acceso dietro i vetri e gli alabastri risplende sempre più dolce e sicura... un abbraccio affettuoso dal tuo Pier Paolo”» [Marina Forti, Il Messaggero 15/3/2005].

• Il finale di carriera è diviso fra tv e teatro: madama Pace diretta da Patroni Griffi nei Sei personaggi di Pirandello, nel ’91 con Gigi Proietti in Villa Arzilla, in Anna Karenina di Bolchi e in varie operette.