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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Grosio (Sondrio) 12 novembre 1950. Sociologo. Fondatore del Consorzio Aaster, che dirige dal 1984. Negli anni Novanta consulente del Cnel. Ha scritto sul Corriere della Sera (1997-2004). Ora è editorialista del Sole 24 Ore, sul quale firma la rubrica “Microcosmi”, e direttore della rivista Communitas. Visto spesso ospite di Gad Lerner a L’infedele (La7).
• Studia da decenni le dinamiche antropologiche e territoriali, compiendo ricerche sullo sviluppo economico e le forme di convivenza sociale. Ha mostrato come la lunga agonia del mondo fordista ha fatto da incubatrice prima al capitalismo molecolare, poi a quello personale: «Cavalcammo allora, specialmente Bonomi e io, la tematica del post-fordismo, impegnati però ad uscire dall’indistinto tipico di ogni “post”. E i lettori di quegli anni ritrovarono testi, anche nostri, su definizioni meno indistinte: si parlò di capitalismo molecolare, di capitalismo personale, di “piccolo è bello”, di primato del fai da te, della centralità della creatività individuale. Cercando di incardinare questo panorama di scelte in alcuni processi più solidi e concreti (del territorio, con il localismo, ai mercati internazionali con il made in Italy) (…) Ma sapevamo che non potevamo restare a goderci lo studio del post-fordismo, della molecolarizzazione, del primato della soggettività. Sapevamo, anche perché lo constatavamo ogni giorno nelle nostre ricerche, che i meccanismi della articolazione molecolare del sistema continuavano a operare, sottotraccia, ma con estrema potenza» (Giuseppe De Rita) [Cds 20/12/2013].
• È convinto che il ciclo ventennale del forza-leghismo sia giunto al capolinea: «Una stagione politica che ha monopolizzato la parola “territorio”, spostando a destra imprenditori e lavoratori insieme. E poi agricoltori, artigiani, operai, pensionati. Un movimento interclassista, armato di una capacità mimetica di creare comunità, consenso e radicamento a tutto campo, che per anni, al nord, ha maneggiato senza rivali le parole della politica: sicurezza, impresa, immigrazione, crisi e federalismo (…) Il debito pubblico abnorme causato nella vulgata leghista da “Roma ladrona”, richiama da vicino il quasi default di oggi, senza che il federalismo sia arrivato a bersaglio…In fondo, se si esamina la parabola della Seconda Repubblica oltre la crisi delle leadership carismatiche di Bossi e Berlusconi, i tre movimenti di questi 20 anni - ulivismo, berlusconismo e leghismo - sono arrivati al capolinea. Tutti hanno avuto difficoltà a trasformarsi in forma partito, il che rimanda alla crisi della politica, il peccato originale della Seconda Repubblica» (da un’intervista a Marco Alfieri) [Sta 6/4/2012].
• Pensa che la trasformazione capitalistica attuale non sia semplicemente una crisi congiunturale, temporanea, ma una vera e propria metamorfosi antropologica, di sistema, che sta distruggendo quell’insieme di saperi, di consuetudini, di rapporti sedimentati, di istituzioni formali e informali che avevano fatto la fortuna delle piccole e medie imprese «Si è trattato, probabilmente, di una grande lotta di resistenza economica, addirittura di un’epopea in certi casi, cui lo sconquasso generato dalla crisi finanziaria mondiale ha posto crudelmente, ma irrimediabilmente, fine».
• Ultimo libro, Il capitalismo in-finito (Einaudi 2013), un’indagine sul declino e sulle risorse del nostro Paese, alla ricerca di ciò che resta e di ciò che sarà della nostra struttura produttiva.
(a cura di Massimo Zanaria)