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 2017  aprile 28 calendario

New York 26 maggio 1924 – Montecarlo 8 settembre 2009. Conduttore tv. «Si voteranno stasera altre cinque canzoni. Cinque canzoni ieri sera e cinque canzoni stasera. Fanno, appunto, dodici».
Vita Mito della televisione italiana, re del quiz, principe dei conduttori. Secondo il Guinness dei primati vanta la carriera televisiva più lunga al mondo: «Il primo microfono l’ho preso in mano nel febbraio 1945».
• Il padre, Philip, italo-americano, era un avvocato, figlio di siciliani; la madre, Enrica Carello, veniva da una famiglia della Torino bene (quelli dei fanali d’auto). Arrivato in Italia molto piccolo (i genitori erano separati) andò a scuola dai padri rosminiani. Cominciò a collaborare giovanissimo con La Stampa: «Ero considerato a scuola dai compagni lo sciocco della valle. Mi mettevano in mezzo, me ne facevano di tutti i colori. Per sentirmi importante mi assumevo le colpe dei loro guai. Ero una vittima predestinata. Mi salvò Cavallero che mi prese come galoppino per La Stampa per 200 lire al mese».
• Si mise con i partigiani, finì a San Vittore: «Cella 89, sesto raggio, la Gestapo voleva fucilarmi. Stavo con Indro Montanelli. Mi facevano svuotare i buglioli». Trasferito poi in un lager di Bolzano (matricola 2264), quindi in un campo di concentramento austriaco, fu liberato nel febbraio 1945 grazie a uno scambio di prigionieri tra tedeschi e americani (era cittadino americano e tale è rimasto fino al 2003).
• Lavorò al Giornale italo-americano della radio e a The Voice of America, la radio della propaganda militare alleata. Nel 1951 fece la radiocronaca per l’Italia del match di pugilato tra Joe Louis e Rocky Marciano. Tornato in Italia, Vittorio Veltroni, padre di Walter, gli cambiò il nome da Mickey a Mike e gli affidò una trasmissione radiofonica che si sarebbe rivelata un grande successo, Il motivo in maschera (i concorrenti dovevano riconoscere una popolarissima melodia eseguita con studiate storpiature).
• Dopo il successo de Il motivo in maschera la Rai gli affidò la conduzione di Lascia o raddoppia?, format comprato in Francia (Quitte ou double?) e ricalcato sull’americano The $ 64,000 Question. In onda dalla Fiera di Milano da sabato 26 novembre 1955, il successo fu tale che gli esercenti dei cinema chiesero di spostare la trasmissione al giovedì. I concorrenti si presentavano in una certa materia di loro scelta e, partendo da un montepremi di 2.500 lire, dovevano ad ogni passaggio decidere se raddoppiare e affrontare la domanda successiva (col rischio però, in caso di risposta sbagliata, di perdere tutto) o ritirarsi e accontentarsi della vincita maturata fino a quel momento. I momenti clou erano due: a quota 640 mila, in cui ci si poteva ritirare con una Fiat 600, e a quota 2.560.000 lire, prima della domanda finale da 5.120.000 lire, massimo raddoppio consentito. Gli spettatori videro così nascere sugli schermi alcuni fondamentali della tv del futuro: il notaio (era Carlo Marchetti, padre di Piergaetano), la cabina con le cuffie (dove il concorrente entra per la domanda finale), la valletta che porta le buste senza dire una parola (Edy Campagnoli, muta per contratto dato che Maria Giovannini, con la quale il programma aveva esordito, aveva detto «Teatro alla Scala» invece che «Teatro alla Fiera» ed era poi scoppiata a piangere) e soprattutto l’uomo qualunque che portato in video diventa personaggio portatore di una storia: Maria Luisa Garoppo (problema del seno esagerato), Gianluigi Mariannini (la stravaganza fatta persona), Marisa Zocchi (doveva comprare le medicine alla mamma malata), Paola Bolognani (esperta di calcio) ecc. Il programma provocò anche il primo dibattito su quella che più tardi sarà chiamata tv-trash: contro, Luciano Bianciardi, Camilla Cederna, Umberto Eco; a favore, Mario Apollonio, Achille Campanile, Orio Vergani, Beniamino Placido. «Il primo incarico che abbiamo avuto Umberto Eco ed io fu di trovare venti gatti randagi per una trasmissione di Mike Bongiorno» (Furio Colombo).
• L’uomo era diventato talmente popolare che Eco, nel gennaio 1961, gli dedicò un saggio, pubblicato una prima volta dalla rivista Il Verri e intitolato Fenomenologia di Mike Bongiorno: «Non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Pone gran cura nel non impressionare lo spettatore, non solo mostrandosi all’oscuro dei fatti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla. In compenso dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che sa». Bongiorno: «Non ho mai rinnegato la mia mediocrità. Me ne sono sempre fatto vanto perché per me la mediocrità è uno stato di grazia. Tutti pensano, Eco in primis, che io sia un ignorante. Vi sbagliate: mediocrità non è necessariamente sinonimo di ignoranza, piuttosto è parola che ben si sposa con umiltà e modestia. Con ciò non voglio dire di essere un mediocre “eccellente”». Grande riconoscimento nel 2006 da Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca: «Mike, lei ha insegnato l’italiano agli italiani. La sua scelta stilistica, piacesse o no a noi professori, era quel che ci voleva per diffondere la nostra lingua».
• Principali trasmissioni successive (tutte basate sui quiz): Campanile sera (1960, con Enzo Tortora, Renato Tagliani, Enza Sampò), La fiera dei sogni (1963), Ieri e oggi (1967), Rischiatutto (1970, dove lanciò Sabina Ciuffini).
• L’ingaggio di Bongiorno da parte di Silvio Berlusconi fu una delle sei mosse che ne determinarono il successo. «Nel 1977 mi telefona a casa uno sconosciuto. Mi fa: lei ha lavorato in America, conosce la televisione commerciale, mi potrebbe aiutare a sviluppare un modello analogo in Italia. Gli dissi: incontriamoci, ne parliamo, ma sappia che io faccio 25 milioni di telespettatori con il mio programma. Chi è ’sto Berlusconi, chiesi in giro. Un palazzinaro che non capisce niente di televisione, mi risposero».
• Il 9 ottobre del 1977 fu invitato a pranzo da Berlusconi al Club 44, in via Cino del Duca a Milano. All’offerta di lasciare la Rai, rispose dicendo che stava partendo per una vacanza in Messico e doveva parlarne con la moglie Daniela Zuccoli (Milano 13 maggio 1950). Berlusconi fece trovare alla moglie un mazzo di fiori in ogni albergo messicano in cui passava la coppia e chiamò Mike tutte le sere. Lo persuase a dargli almeno una mano di nascosto sui palinsesti: «Al mattino alle 10 ci trovavamo: lui in maniche di camicia. Un panino e una Coca-cola e via a buttare giù idee, palinsesti, progetti. Si andava avanti fino a sera». Nel 1980, l’offerta che non poteva rifiutare: 600 milioni di lire l’anno contro le 900 mila lire che la Rai gli dava per ogni puntata di Flash. Berlusconi lo portò dai clienti che avrebbero dovuto comprare gli spazi pubblicitari su Telemilano. Mike, proveniente dalla Rai, era popolarissimo e stimatissimo. Inoltre conosceva bene gli Stati Uniti e sapeva cos’era una tv commerciale, fatto che lo rendeva assai persuasivo con gli inserzionisti: «Una mattina incontrammo il fior fiore dell’imprenditoria italiana, assieme ai dirigenti delle più importanti agenzie di pubblicità. Saranno state 300 persone. Io e Berlusconi parlammo in piedi su due cassette di acqua minerale». La sua fama indiscutibile fu la garanzia che l’attività televisiva di Berlusconi, circondata dalla generale incredulità, era una cosa seria. Programmi principali realizzati per Berlusconi: Bis (1981, lanciò Susanna Messaggio), Superflash e Pentathlon (1985-1987), Tris (1987), Telemike (1986-1992), La ruota della fortuna (1989-2005, lanciò Paola Barale).
• Ha condotto undici Festival di Sanremo (di più solo Pippo Baudo). Tra questi, il XVII (1969), durante il quale si tolse la vita Luigi Tenco. L’ultima volta nel 1997, con Valeria Marini.
• Da ultimo: il programma Genius, che metteva in gara adolescenti, su argomenti scientifici o comunque culturali; Il Migliore, in cui si sfidavano su varie materie gli appartenenti a diverse categorie professionali (docenti universitari, piloti, avvocati, parroci ecc.).
• Fa ormai coppia con Fiorello, che lo imita a Vivaradio2 e interpreta con lui la serie degli spot Infostrada. Il 21 giugno 2007 hanno anche sfilato insieme per via Asiago a Roma, dove si trovano gli studi della trasmissione: Mike vestito da zio Sam, Fiorello e Baldini da majorettes.
• Nel 2007 ha pubblicato un’autobiografia scritta col figlio Nicolò. Best seller. Giovanni Mariotti: «Considero il recente libro di Mike Bongiorno (La versione di Mike, Mondadori) l’epilogo di un conflitto che ha attraversato il Novecento. Più di mezzo secolo fa Bongiorno si attribuì, o usurpò, il privilegio dell’interrogazione e dell’esame, sino ad allora riservato ai docenti. Vivevo in campagna, e ricordo l’impressione profonda che quel giovane dall’accento bizzarro, ma dall’erudizione (così sembrava) sterminata, esercitava sulle persone semplici. Di fronte al nuovo eroe le antiche e rispettate immagini del Laureato e del Professore andavano sbiadendo. Qualche membro dell’Accademia (Umberto Eco) reagì, con spirito e grazia. Ma le sorti dello scontro epocale tra Mike e i Professori erano segnate. Presto nella scuola si sarebbero fatti gli esami con i quiz. Infine, a Mike sarebbe toccato il copricapo del laureato honoris causa, da esibire in tv. La versione di Mike è l’autobiografia di un vincitore, ma un vincitore candido, dunque simpatico, come i vincitori sono di rado».
• Clamorosa conduzione delle serate di Miss Italia, edizione settembre 2007, dove viene attaccato in diretta da Loretta Goggi, indispettita per aver fatto troppa anticamera prima di entrare in scena («non mi puoi trattare come una valletta, come Edy Campagnoli, la valletta muta», a cui lui avrebbe risposto a telecamere spente: «Edy Campagnoli era meglio»). La critica si è schierata generalmente con Mike.
• Conduzione su Retequattro del programma di quiz Il migliore.
• Su La7, nel febbraio 2007, programma di quiz all’interno della trasmissione Tetris con Luca Telese.
• Il 13 dicembre 2007 gli fu conferita la Laurea Honoris Causa in Televisione, cinema e produzione multimediale all’Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano: «È la realizzazione di qualcosa di molto importante nella mia vita. Quando tornai negli Stati Uniti e ventenne ri-incontrai mio padre speravo che lui mi avrebbe iscritto all’Università, alla Princeton dove lui stesso aveva studiato. Invece no, una grande delusione, anzi un forte scontro. Mio padre disse: trovati un lavoro, sei intelligente, farai strada».
• Premio Carlo Porta – con Piero Mazzarella e don Luigi Verzé – per avere onorato la città di Milano.
• Testimonial della mostra America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo (Brescia, dicembre 2007-maggio 2008).
• Su Enrico Papi, messo a dirigere La ruota della fortuna al suo posto: «Non so bene chi è questo giovanotto... È quello che andava in giro a far dispetti, no?».
• Sulle voci riguardanti la conduzione del Festival di Sanremo 2009 (con Fiorello): «Sanremo è una trasmissione nata per Pippo: lui ama la musica, i cantanti, l’organizzazione, mentre io preferisco lo sport: anche quando conducevo il Festival, arrivavo solo la sera prima del debutto, con gli sci ancora sul tettuccio dell’auto». Mike è stato ospite di Baudo nella serata finale di Sanremo 2007: insieme hanno cantato Siamo la coppia più bella del mondo.
Muore facendo le valigie in un albergo di Montecarlo, mentre sui canali Sky scorrevano gli annunci del suo prossimo programma. Funerale di stato (12 settembre 2009) nel duomo di Milano. Sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Dagnente, una frazione di Arona (Novara). Il 25 gennaio 2011 ignoti hanno trafugato la salma del presentatore. È stata ritrovata quasi un anno l’8 dicembre del 2011 a Vittuone, in provincia di Milano. La presenza di un feretro era stata segnalata da un passante (verso le due del pomeriggio). Era appoggiato a un muro della chiesetta del Lazzaretto, in aperta campagna: «Adesso stiamo decisamente meglio, siamo felicissimi che sia stato ritrovato il corpo, anche perché è sempre stata l’unica cosa che ci interessava davvero» (Michele Bongiorno, primogenito di Mike). «Voglio cremare il suo corpo per proteggerlo – ha detto la moglie Daniela Zuccoli Immagino che Mike vorrebbe forse che le sue ceneri venissero disperse sul Cervino – ha concluso – ma temo che la religione e le leggi attuali non lo permettano».• Durante la sua carriera ha distribuito premi per più di 70 miliardi di lire (60 in Mediaset, 10 in Rai).
• Miopia senza complessi, addirittura esibita fin dalle prime apparizioni (gli occhiali come importante spalla scenica).
• Tre mogli: Rosalia Numaresca, cantante, sposata a New York nel 1948 (vincolo annullato nel 1953); Annarita Torsello (matrimonio a Parigi l’11 ottobre 1968, separazione nel 1970); Daniela Zuccoli, sposata a Londra il 23 marzo 1972 e madre dei suoi tre figli: Michele (Milano 21 agosto 1972), Nicolò (Milano 4 aprile 1976), Leonardo (Milano 5 settembre 1989).
• Ha detto una volta: «Le donne che sposano uno che fa il mio mestiere avranno sempre qualche problema, perché sono destinate a sentirsi molto sole». Dagospia: «Però la briosa Daniela non ci sta ad interpretare il ruolo di “vedovella bianca”, e gliele suona sul boccolo cotonato ad involtino. All’inizio, bisticci, dispetti, foto a tetta sciolta. Annoiata a morte, s’inventa stilista di una collezione di moda venduta per corrispondenza dalla Vestro. Infine, a scoperchiare il “matrimonio felice” dei Bongiorno, ci pensa la copia del 7 agosto 1984 di Novella 2000 che in copertina “strilla”: “La moglie di Mike è bigama”. I lettori azionano i colli per zoomare gli occhi sullo scoop della giornalista Donata Giachini, e nessuno resta deluso. Al povero Mike, gli prende invece un coccolone quando a pagina 4 comincia a leggere: “Altro che ‘allegria’! Il 29 agosto in casa Bongiorno ricorre il sesto anniversario di un matrimonio che doveva rimanere segreto: quello celebrato nel 1978 a Las Vegas tra Daniela Zuccoli e il suo allora ‘socio’ in affari Walter Fusari, mentre lei era ‘felicemente’ sposata anche con Mike”. Come direbbe il Telemike: colpo di scena! La moglie ha il “secondo marito”! Come dimostra senza ombra di dubbio la fotocopia del certificato di matrimonio rilasciato dallo Stato del Nevada, contea di Clark, sottoscritto in data 29 agosto 1978. Oltre all’atto matrimoniale, il settimanale pubblica il memoriale del “secondo uomo”, un gentiluomo prodigo di particolari piccanti (“La prima notte di nozze fu consumata in una camera dell’hotel Hilton”) e di foto imbarazzanti. Daniela e Walter che tubano sotto la luna di miele; che posano come piccioni in eccitazione davanti al Teatro Cinese di Hollywood; che si avventurano a Zabriskie Point, la località resa culto da un film di Michelangelo Antonioni. Sullo sfondo, si vede un puntino al centro di uno studio di registrazione milanese: è l’ignaro Mike che scutrettola in balia del solito sponsor quizzarolo. Insomma, una rappresentazione grottesca, al di là di Novella 2000, al di qua di Eva Express. In mezzo naviga il Corriere della Sera, che sbatte la storiaccia sulla prima pagina, segnando il momento più imbarazzante nella carriera di Bongiorno. “All’epoca ci amavamo davvero e pensavamo che non ci saremmo mai lasciati”, pigola il “triangolista” Walter Fusari. Che ammette apertamente la vispa natura di quel legame sbocciato durante una vacanza a Bali nel 1977: “Il nostro non era un rapporto basato solamente sul sesso: c’era anche un’intesa psicologica. Insieme non ci annoiavamo mai. In più, lei mi dava un senso di sicurezza. Era femminile e volitivamente mascolina nello stesso tempo... Ma anche molto infantile: in bagno mi affondava sempre le barchette” Chi o che cosa ha indotto Walter Fusari a uscire dal riserbo e a raccontare i particolari del suo matrimonio americano con la moglie di Mike Bongiorno? Semplice: “Sono un drogato”, rivela Fusari al settimanale Oggi, “e per procurarmi le dosi ho messo all’asta l’ultimo bene che mi rimaneva: la mia storia con Daniela e le lettere che mi scrisse”». Bongiorno sui figli: «Non hanno voluto seguire le mie orme. Si vergognavano di me, in classe gli gridavano “allergia” (allusione al grido “allegria” con cui Mike apre e chiude le sue trasmissioni - ndr). Ma con gli anni, Michele e Nicolò hanno trovato la loro strada: il primo è un ottimo documentarista, il secondo fa le fiction, ma è soprattutto un poeta». Nicolò nel 2007 diresse tra l’altro Un mondo dietro al mondo, docu-film sul sensitivo Gustavo Adolfo Rol presentato al Noir in Festival di Courmayeur.
• Ha preso la cittadinanza italiana solo nel 2003: «Ma guardate che sono sempre stato italiano fino al 1944, solo che non c’erano i documenti perché i tedeschi me li portarono via quando mi arrestarono».
• Il settimanale Sorrisi e Canzoni (di proprietà di Berlusconi) e la trasmissione radiofonica VivaRadio2 di Fiorello spinsero perché fosse nominato senatore a vita. Il presidente Carlo Azeglio Ciampi lo nominò invece Grand’Ufficiale della Repubblica (2004). Non ha perso la speranza: «Lo sento, prima o poi questo sogno si realizzerà».
• Richiesto di indicare un erede, risponde Gerry Scotti: «È un grande stakanovista».
• Come Maurizio Costanzo, ha espresso più volte il desiderio di finire la carriera in Rai (magari come presidente).
Gaffes Famoso per le gaffes: «Le faccio, ma poi, come i conduttori americani, le esaspero, affondo il coltello nella piaga. È autoironia. Io so che ce l’ho, anche se alle volte, onestamente, me lo fanno notare gli altri».
• «Nel 1958 il grande compositore americano John Cage fece scalpore partecipando alla trasmissione Lascia o raddoppia? come esperto di funghi. Diede anche alcuni brevi saggi della sua musica. Mike Bongiorno ne restò inorridito. È celebre l’aneddoto secondo il quale Cage, dopo aver vinto parecchi milioni e prossimo al ritorno negli Usa, disse: “Io me ne vado ma la mia musica resta”. Mike replicò: “Sinceramente preferirei il contrario”» (Aldo Nove).
• Secondo Eco, le celebri gaffes di Bongiorno sarebbero «figlie di un’involontaria sincerità e della sconsideratezza».
• La gaffe più celebre riguarda la puntata di Rischiatutto del 16 luglio 1970: a una domanda ornitologica a cui la concorrente Giuliana Longari non aveva saputo rispondere, Mike avrebbe esclamato: «Ahi, ahi signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello». Nel 2001, invitati nel salotto televisivo di Iva Zanicchi, Mike e la Longari giurarono che quella frase non era mai stata pronunciata. Però il critico televisivo Aldo Grasso ha fatto notare che nel suo archivio, alla voce “Rischiatutto”, esistono «una decina di ritagli di giornale che riportano la celebre frase». Grasso ha chiesto alla responsabile delle teche Rai, Barbara Scaramucci, di mostrare la famosa puntata. Ma intanto, nella sua garzantina dedicata alla televisione, ha qualificato la gaffe come «leggenda metropolitana».
Tifo Dopo lo scandalo che vide protagonista Luciano Moggi annunciò di essersi dimesso da tifoso juventino. Nel 2006 pubblicò sulla Stampa un necrologio per lo scomparso Pietro Rava (campione del mondo nel 1938): «Caro Pietro, sei stato il primo mito della mia vita. Quando ero ragazzino ti aspettavo davanti ai cancelli dello stadio di Torino. Ogni volta che uscivi sapevi che ero lì... Mi davi da portare la tua valigetta, attraversavamo insieme piazza d’Armi e ti accompagnavo fino al tram».
Politica Fedelissimo di Berlusconi che nel 1993, paventandosi un’iniziativa di legge contro le telepromozioni, scelse di dare proprio a lui una lunga intervista.
Vizi È presidente della Cigair, club degli amanti del sigaro (che fuma).
• Grande praticante di tutti gli sport. S’è rovinato un menisco giocando a calcetto, ha una borsite cronica a causa del tennis, una capsula sinoviale in meno per aver sperimentato il bob, due chiodi piantati nel femore che si è fratturato sugli sci. «Ogni volta che prendo l’aereo il metal detector suona e mi bloccano. Io faccio notare che sono Mike e ho i chiodoni. Loro mi rispondono: “Sì, Mike, allegria, cortesemente se li tolga e li metta sul nastro”. Mi sa che mi prendono per un pirla».
• Nel 2001, a 77 anni, raggiunse il Polo Nord su due slitte trainate da 14 cani in una spedizione commemorativa dell’impresa del Duca degli Abruzzi (con lui Aimone d’Aosta, l’esploratore Robert Peroni, la paracadutista Viviane Wergth, il veterinario Andrea Fara).
• Secondo Umberto Scapagnini, medico di Berlusconi, è il più formidabile caso di longevità in Italia. A suo dire, per ricavare la sua vera età biologica, bisogna togliere 17 anni alla sua età anagrafica.