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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Sandro Bondi

Biografia di Sandro Bondi

• Fivizzano (Massa Carrara) 14 maggio 1959. Politico. Ex comunista. Ministro per i Beni e le Attività culturali nel Berlusconi IV. Eletto deputato nel 2001, 2006 (Fi) e senatore nel 2008 (Pdl), 2013 (Pdl, Fi). Tutto pelato, soave. Estasiato da Silvio Berlusconi, di cui parla con accento ispirato. Per esempio: «Berlusconi è candore, è purezza». Amministratore di Forza Italia fino al 20 maggio 2014.
• «Sono figlio di un muratore socialista emigrato in Svizzera, dove nei bar c’erano i cartelli: “Vietato ai cani e agli italiani”. Ero affascinato da Enrico Berlinguer, sono andato ai suoi funerali. Avverto l’afflato religioso per la giustizia sociale».
• Figlio unico di Renzo (operaio spaccatore di pietre) e Maria Bortoli (casalinga), dieci anni in Svizzera, tornato in Italia si laureò in Filosofia a Pisa con una tesi su un frate agostiniano avversario di Savonarola. Dice di voler portare nel partito di Berlusconi lo spirito agostiniano dei catari e degli anabattisti «animato dal mito della purezza e del candore; contaminato da tentazioni luterane e ugonotte; e che ha influenzato grandi personaggi. Penso a Gioacchino da Fiore. E, in tempi moderni, a Berlusconi e a Marcello Dell’Utri». Giovane segretario della Fgci nel 1975, a 18 anni passava la domenica a distribuire casa per casa copie dell’Unità. Lavorò come assicuratore per l’Unipol, senza abbandonare l’impegno politico: «Giovanissimo partecipai ad alcuni corsi che si svolgevano ancora alle Frattocchie. Partecipai anche a una scuola di formazione del Pci nella quale ho potuto seguire le lezioni di Umberto Ceroni, Cesare Luporini, lo storico inglese Donald Sassoon, ed altri importanti intellettuali».
• Dal 1989 sindaco comunista di Fivizzano, rovesciato però nel 1992 da un cambio di alleanze dei socialisti, che si schierarono con la Dc. Disoccupato e depresso, fu allora che lo scultore Pietro Cascella lo portò ad Arcore, dove aveva avuto l’incarico di preparare il mausoleo di Berlusconi (Bondi: «Una delle più grandi opere monumentali degli ultimi decenni, con il cerchio della vita e il bassorilievo con le offerte votive scolpito dalla moglie, signora Cordelia von den Steinen»). Berlusconi gli regalò un orologio del Milan e una biografia di Hitler con la dedica «A Sandro Bondi, cultore dell’utopia, un libro sull’utopia perversa». Poi gli chiese: «Lei che sembra così perbene, come fa a essere comunista?». Lo tenne poi a lavorare ad Arcore dandogli l’incarico di rispondere alle lettere degli ammiratori e soprattutto delle ammiratrici (hanno le stesse iniziali: Bondi si firmava S.B. senza per questo dover mentire). Nel 2001 lo candidò in Parlamento, l’anno successivo divenne il portavoce di Forza Italia, dal 2003 ne fu il coordinatore nazionale. Conservò tale carica anche nel Pdl. Rimise il mandato nel 2011 e nel 2012, ma le sue dimissioni vennero sempre respinte. «Non avrei mai pensato che il dottore scegliesse me. Forse ha pensato che incarnassi il messaggio originario di Forza Italia». Il messaggio originario, come lo intende Bondi, non è un’ideologia, perché «il presidente Berlusconi nasce con la morte delle ideologie»; Berlusconi incarna un modello femminile: «La sua politica del fare è una politica donna. È il recupero della lezione di tre donne, tre vittime del nazismo: Simone Weil, Edith Stein, Etty Hillesum. Come loro, il presidente Berlusconi mette al centro la dignità della persona umana. La conquista del potere non è che uno strumento per diffondere benessere e felicità. La logica maschile del potere viene sostituita dalla logica femminile del dono, della comprensione, dell’amore».
• Tra le iniziative prese come ministro, la nomina del commissario prefettizio Renato Profili a Pompei e la nomina di Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonald’s, a capo della Direzione generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale. Si è battuto contro la costruzione del maxi parcheggio del Pincio a Roma e ha proposto di trasformare una rete pubblica in un canale senza pubblicità, finanziato solo con il canone. Ha accolto l’offerta di sponsorizzazione del restauro del Colosseo da parte di Diego Della Valle. Memorabili i suoi scontri con il Consiglio superiore dei beni culturali presieduto da Salvatore Settis.
• Nel 2010, l’annus orribilis: gli scandali dei 285 mila euro alla banda musicale di Fivizzano e del premio inventato alla Mostra del Cinema di Venezia per l’attrice Michelle Bonev; ma soprattutto, le polemiche per la gestione degli scavi di Pompei seguite al crollo della Domus dei gladiatori. Il 23 marzo 2011 Bondi si dimise dalla carica di ministro, nonostante il Parlamento avesse in precedenza respinto la mozione di sfiducia.
• Nel novembre 2013 seguì Silvio Berlusconi nella rinata Forza Italia: «La nostra storia finisce nel fango, fra vili e traditori» (a Salvatore Merlo) [Fog 7/11/2013].
• «Faccio fatica a trovare segni di bellezza nell’arte contemporanea: se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma, sinceramente, non capisco».
• «È amendoliano come memoria, berlusconiano come pratica e agostiniano come visione» (Stefano Di Michele).
• «Mi appare come un personaggio dei fumetti (Ciccio di Nonna Papera, più loquace)» (Gianni Mura).
• Per difendere Berlusconi si è fatto uno dei più violenti nella polemica «contro i comunisti»: «Si alza la mattina e attacca “il giornalismo fazioso” dell’Unità, in particolare la rubrica Fronte del video di Maria Novella Oppo. Carbura con qualche caffè e poi sfida a testa bassa il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. Elio Vito e Renato Schifani cercano di inserirsi ma lui ha già cambiato bersaglio. Tocca a Piero Fassino, reo di aver parlato male della Rai. “Le sue parole sono cariche di violenza in puro stile comunista”. Parte nel frattempo l’esposto di alcuni senatori del centrosinistra contro Berlusconi, inviato per conoscenza a Carlo Azeglio Ciampi. Secondo voi chi commenta per primo? Il capogruppo dei senatori forzisti, alias Schifani, o James Bondi, come qualcuno già lo chiama? “Questa è gente accecata da furore ideologico”, sibila dal suo ufficio» (Alessandra Longo nel giugno 2003). Su Massimo D’Alema: «È un povero ciabattino che guarda alle scarpe, oggetto da cui è notoriamente attratto... è un bluff, un buffone, uno che ha un linguaggio da osteria, anzi no, da postribolo». Su Walter Veltroni: «Provo una pena profonda per Veltroni, che nega il suo passato». Su Nanni Moretti: «Mi sgomenta la miseria umana e morale di Nanni Moretti, capace di dire in morte di Gianni Agnelli: “Era meno peggio di Berlusconi”».
• Claudio Sabelli Fioretti, che nel 2008 gli ha fatto un libro-intervista Io, Berlusconi, le donne, la poesia (Aliberti): «Esistono due Bondi: quello che ho conosciuto io, gentile, e quello che appare in tv, orrendo. Uno è l’imitatore dell’altro». «Ho fatto il lavoro sporco. Nei momenti di più aspra contrapposizione ideologica e politica fra la sinistra e Berlusconi io dovevo mettere il mio corpo in mezzo». Quella stagione sembra finita: «Per come parla Sandro Bondi lo incarterei e lo porterei a casa. Ma come fa a stare in quel partito?» (Eugenio Scalfari, a un loro dibattito nell’estate 2008).
• Coordinò la stesura di Una storia italiana, il libro con cui Berlusconi fece campagna elettorale nel 2001. Autore di poesie con lo pseudonimo Agostino da Turalgo, ha scritto vari libri (Civiltà dell’amore ecc.): «Se i miei saggi sulla civiltà dell’amore e sul potere femminile li avesse scritti Walter Veltroni, sarebbero stati considerati politicamente, umanamente, intellettualmente e stilisticamente geniali». Le sue poesie vengono pubblicate da Vanity Fair, la rubrica è “Versi diversi”, sono in genere dedicate ai protagonisti della politica (Gianni Letta, Fabrizio Cicchitto, Stefania Prestigiacomo, Anna Finocchiaro, Walter Veltroni ecc.): «Tratta il verbo come un inutile lusso, una deplorevole intemperanza barocca da confinare nel titolo della raccolta – Perdonare Dio, edizioni Meridiana – e poi scansare quanto più è possibile. A Bondi la frase piace basic: soggetto e complemento; o meglio ancora (visto che pure la sintassi deve sembrargli un’inutile ostentazione) sostantivo e aggettivo: “Casa avita / Calda sicurezza / Misteriosa realtà / Immobile futuro”» (Sergio Claudio Perroni).
• Un figlio, Francesco. Nel 2009 si separa dalla moglie, Gabriella Podestà, ex compagna di liceo. Da allora convive con Manuela Repetti, di Novi Ligure, senatrice (Pdl, Fi).
• Non prende l’aereo: «Anche quando ho fatto il servizio militare in aviazione, sono rimasto sempre a terra». Il nuovo incarico di governo l’ha portato a iscriversi a un corso che Alitalia organizza per aiutare a sconfiggere la fobia con apposite simulazioni: «Odio l’aereo. Ho paura. Ma per Berlusconi forse lo prenderò».
• Nel 2013, ha presentato al Senato una legge per il riconoscimento delle unioni omossessuali.
• Si dice ci sia un posto riservato a lui nel mausoleo di Arcore, ma «non ho nessuna intenzione di farmi seppellire lì. Lui ancora non lo sa, ma me ne andrò dov’è la mia famiglia, in un posto bellissimo sulle Alpi Apuane».
• Il 23 aprile 2014, con una lettera alla Stampa, manifestò il suo appoggio a Matteo Renzi, ma subito dopo corresse il tiro: «Sono molto dispiaciuto e amareggiato che la mia analisi sia stata male interpretata. La mia presenza in Forza Italia e la mia lealtà nei confronti del Presidente Berlusconi e il mio sostegno pieno e convinto anche in questa campagna elettorale non sono e non saranno mai messi in discussione» (Cds 23/4/2014).